IL PROGETTO DEL RICCO EPULONE

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Gentile direttore, molti buoni cattolici (anche quelli praticanti) sono d’accordo con il Papa sostenendo che fa bene a insistere sulla necessità di creare ponti e aprire porti. Ma nella situazione concreta attuale, troppi, considerano più opportuna e realistica la proposta leghista, che vuole i “porti chiusi” perché l’Italia non può ospitare tutti gli immigrati che sbarcano sulle sue coste. E’ questione – dicono – di buon senso. Il cuore può essere grande ma le braccia non possono accoglierne così tanti.. Non si è capita una verità semplicissima. Non si parla delle barche di migranti (o naufraghi) ma dal principio universale e realissimo della destinazione a tutti dei beni della terra, per evitare che ci sia chi sguazza nell’opulenza e chi muore di fame. Spetta all’intelligenza e al cuore dei responsabili della cosa pubblica inventare i modi adatti, che non sono certamente quelli del ricco Epulone che chiude le porte a Lazzaro. Se c’è è da far voce grossa e mostrare i muscoli non è con i deboli che non hanno voce, ma con i potenti che rifiutano di collaborare, evitando di disertare le riunioni organizzate dalle nazioni europee per discutere il problema. Risulta abile la riflessione sul detto “prima gli italiani” che unisce dividendo. Se è logico questo egoistico principio, che è stato consigliato da un Ministro all’arcivescovo di Torino, è altrettanto logico il principio: in Emilia prima gli emiliani; e a Reggio Emilia prima i reggiani; e a Gavassa prima i gavassesi; e tra le famiglie gavassesi quelle della mia famiglia; e nella mia famiglia, prima il mio io. Così non esiste nessuna comunità ma tanti piccoli io che guardano con sospetto tutti gli altri, perché possono restringere lo spazio vitale del proprio io che si allarga sempre di più. Era il progetto del ricco Epulone e non proprio di Qualcuno lassù.

Cordialità
Paolo Pagliani

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I VERI PROBLEMI SONO ALTRI

igienista2Con tutti i seri problemi che abbiamo dall’aumento delle tasse, della povertà, dall’evasione fiscale, dal debito che cresce ogni giorno, dal lavoro e ..altro, non Le sembra che la vicenda di 42 disperati, possa occupare le prime pagine di stampa, per non parlare di Tv. Non credo, come tanti, di essere completamente rimbecillito come ci vogliono far credere.

Cordialità
Paolo Pagliani

NONNI, UNA PRESENZA DOLCE E COSTANTE

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Gentile direttore, in un concorso “Io e i nonni” migliaia di ragazzi, dalle elementari al liceo, da tutta Italia, hanno raccontato i loro nonni. Un singolare spaccato del Paese ne emerge: un’Italia di affetti forti, in cui magari, come spesso succede, i genitori sono divisi, ma la casa dei nonni resta un approdo fermo e sicuro. Una porta sempre aperta, una tavola apparecchiata con cura, cose buone da mangiare. Soprattutto qualcuno che ha tempo e voglia di starti ad ascoltare. Un’Italia in cui già le etnie più diverse si intrecciano e magari, come racconta una bambina, una nonna è polacca e un nonno indiano: eppure quando arrivano i figli dei propri figli lo schema tradizionale sembra ricomporsi, non poi tanto diverso da quello delle nostre città e campagne. La domenica si va dai nonni. Tutte le nonne, pare, sono bravissime a cucinare. Tutti i nonni, sembra, sanno riparare i giocattoli rotti. Un momento di pace, di dolce rallentamento del tempo, alla fine della settimana. Un regalo, una mancia, un cinema e poi quelle meravigliose crostate, danno l’ idea di una generosità gratuita, abbondante, di mura solide  fra le quali riparare. Nonni e bisnonni, perché i più piccoli li hanno ancora. Un rapporto comunque forte e fecondo. Si meravigliano gli adolescenti del 2019, che i nonni siano rimasti assieme per tutta la vita. Eppure questo li colpisce, come si sentissero dire: volersi bene per sempre è possibile. I nonni, poi, sono i primi volti che vengono a mancare nella vita di un bambino. Il primo schiaffo della morte, la porta che era sempre aperta ora serrata. Ma, anche, la prima occasione di pensare a cosa ci attende e a cosa resta delle persone care.

Cordialità
Paolo Pagliani

 CANNABIS LIBERA?  NO

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Il dibattito sulla cannabis si infiamma sempre più ma le conclusioni dovrebbero essere chiare. Ci facciamo aiutare dall’Ordine dei medici di quattro stati americani, New York, New Jersey, Connecticut e Delaware che alla fine di Marzo hanno detto: “Siamo contrari alla legalizzazione dell’uso ricreativo della marijuana. Siamo molto preoccupati dalla mancanza di prove scientifiche a sostegno del consumo creativo di marijuana da parte di giovani e adulti. Soprattutto, non è stato dimostrato che la marijuana sia sicura. Bisogna considerare i potenziali effetti che avrà la legalizzazione sul consumo in generale e sui danni che provocherà. Incidenti stradali, creazione o peggioramento di gravi malattie mentali e impatto negativo sullo sviluppo cognitivo. Bisogna considerare le statistiche raccolte in altri stati dove c’è stato un aumento nel consumo della droga da parte dei giovani e negli incidenti stradali Gli stati che si affrettano a legalizzare la marijuana ignorano come le corporazioni guidate dal profitto, abbiano spinto generazioni di americani a fumare sigarette e fare uso di oppioidi uccidendo milioni di persone e drenando risorse pubbliche. Già dieci stati hanno legalizzato l’uso creativo della marijuana. E’ ora di finirla qui”. Ora ci sono anche i dolcetti alla marijuana. Si è visto che fanno ancor più male della cannabis inalata perché si accumula pian piano. Non inganniamo i giovani, i genitori ci ringrazieranno.

Cordialità
Paolo Pagliani

LA TRAGEDIA DI IVREA

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Gentile direttore, il commerciante di Ivrea che ha sparato ad un giovane, (29 anni), ladro uccidendolo, ora si è pentito sentendo gravare su di sé quanto è accaduto l’altra notte.
Credo che tutto ciò sia il frutto di questa ondata di pensiero che si è diffusa; in pratica un pensiero contro umanitario. Vuol dire come sparare e freddare se qualcuno viene contro di me: ho il diritto di uccidere. E’ l’ondata di tempi nuovi che stiamo vivendo e la nuova legge autorizza tutto questo: anti umanesimo pieno. Questo ci porta a perdere di vista i valori diventando persone che ragionano: <<prima di ogni altra persona ci sono io e gli altri non sono niente>>. Questo tema si adatta anche alla questione dei migranti considerati meno degli esseri umani, lasciandoli morire nei campi di concentramento libici, senza troppi rimorsi e senza troppe domande. Occorre recuperare, a mio avviso, quel senso di solidarietà che ci apparteneva. Tornando alla vicenda del tabaccaio piemontese ora pentito, ha capito che ha compiuto un gesto contro l’umanità, frutto di questo di questo tempo che si è propalato nel nostro Paese. E che non smette di instillarsi.

Cordialità
Paolo Pagliani

LEGITTIMA DIFESA O LEGITTIMA MENZOGNA

Man pointing gun directly at camera

Caro direttore, la riforma della legge sulla legittima difesa è stata presentata evidenziando l’aumento dei reati violenti per furti e rapine nelle abitazioni e negli esercizi commerciali a danno dei cittadini. Si tratta di una colossale menzogna. Tutti i dati ufficiali – che i promotori della legge si guardano bene dal far conoscere – sono eloquenti. Innanzitutto gli omicidi sono in forte calo, i furti nelle abitazioni sono tornati ai livelli di trent’anni fa, prima cioè del fenomeno immigrazione e sono meno di dieci anni orsono. Ma soprattutto sono più che dimezzati gli omicidi per furti e rapine. Dov’è l’emergenza? Far percepire insicurezza è una strategia. La cronaca nera nei Tg nazionali occupa il doppio del tempo medio (8%) che in quelli europei (4,7). Come sottolineano i penalisti si passa dal diritto di legittima difesa al diritto di difesa con…armi sempre più diffuse. A questo punto sì che aumenteranno gli omicidi, magari in ambito familiare. Nessuna maggior sicurezza quindi. Anzi, l’esatto contrario. E i primi a “volere” il decreto sono stati i produttori di armi, per incentivare il mercato e per introdurre in Italia un “diritto alle armi” come negli Stati Uniti.

Un cordiale saluto
Paolo Pagliani

IL PONTE PIÙ LUNGO E LA TANGENZIALE….

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Gentile direttore, è di questi giorni la notizia che in Cina è stato ultimato il ponte più lungo del mondo collegando le due rive del fiume Yangtze. La gigantesca opera architettonica sarà percorribile in doppio senso di marcia: le dieci corsie sono larghe 48 metri e lunghe sette chilometri e mezzo. Il ponte è sospeso tramite cavi ancorati a torri di sostegno ed è dotato di un sistema di oscillazione, indispensabile per garantire la stabilità di una struttura così imponente in caso di uragani, forti venti e terremoti. La circolazione sarà possibile presto alla velocità massima di cento chilometri orari. Chiederebbero ben meno i cittadini di Novellara (meno due), solo 1800 metri di strada per ultimare la tangenziale (a due corsie!!), al fine di smaltire l’affollatissimo traffico attuale che provoca un’aria irrespirabile vicino a Case per anziani, una scuola e un asilo. La presenza di benzopirene e polveri sottili presenti ben oltre i limiti, provocano, è accertato, bronchiti, asma, allergie, aggravamenti cardiovascolari e ahinoi tumori. Auguriamoci che tutte le forze politiche elette e non, mettano la priorità a questa tristissima vicenda.

Un cordiale saluto
Paolo Pagliani