NESSUNO DEVE ESSERE DIMENTICATO

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Gentile direttore, ogni anno succede: arriva il freddo. Per chi vive in strada, senza una casa, e un tetto sotto cui ripararsi, questi sono i giorni più difficili di tutti. Non basta coprirsi, raccogliere scatoloni e indumenti di fortuna: l’inverno è un nemico troppo forte da sconfiggere. Aveva sistemato il suo bagaglio un clochard rumeno per le vie di Trieste dove il vicesindaco ha raccolto e buttato via <<la spazzatura>> per poi scrivere un messaggio soddisfatto sui social con tanto di post scriptum: <<Sono andato subito a lavarmi le mani>>. In tanti, e non solo a Trieste hanno criticato l’ atteggiamento del Polidori, (così si chiama il figuro), che hanno chiesto scusa anche a nome della città. Non si pretende che si doni metà mantello come San Martino ma neanche gettare nella spazzatura quelle poche cose che servono ai senzatetto per tentare di scaldarsi. I comuni, la Chiesa, il mondo del volontariato in queste ore stanno mettendo in campo tutte le forze per evitare tragedie, (morti per assideramento) presidiando le città dal centro alle periferie dove vengono distribuiti pasti caldi, coperte, indumenti e aperte case di accoglienza. Nessuno dev’essere dimenticato.

Cordialità
Paolo Pagliani

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NO PROFIT: MISURA ASSURDA

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Gentile direttore, il mondo del volontariato, (che fortunatamente non è poca cosa), ha espresso sconcerto, dubbi, preoccupazioni dopo l’approvazione della norma del maxiemendamento governativo che cancella le agevolazioni Ires per enti non commerciali, istituti di assistenza sociale, fondazioni, enti ospedalieri, istituti di istruzione senza scopo di lucro. Sono infatti più di 6.000 le fondazioni, associazioni,(Croce Rossa compresa), che perderanno le condizioni di favore. E’ una misura assurda andare a tassare chi cerca di fare del bene. Se aumentano le tasse il settore no profit diminuisce l’attività e chi ne pagherà il conto saranno i più deboli. Negano il futuro ai bambini e applaudono. Non si può giocare con la fame o la povertà, si può tassare di tutto ma non i bambini perché significa negar loro il futuro. Significa rischiare di mettere in ginocchio piccole e grandi realtà che quotidianamente si occupano dei meno fortunati. Ma di fronte alle critiche, ai dubbi il governo non arretra: <<l’aumento è stata una scelta>> dicono. Non si rendono conto che gran parte di questi bambini poveri poi se li ritroveranno tra quelli che non studiano e non cercano lavoro. Si sente dire che rifinanzieranno il credito d’ imposta che ha permesso di aiutare 400mila bambini; auguriamoci che rivedano questa penalizzazione che interessa in maniera molto pesante una buona parte del Terzo Settore.

Cordialità
Paolo Pagliani

don divino

CANTO STUPENDO

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Stimato direttore, in questi giorni di Festa, sino all’Epifania, risuona non solo in Chiesa un canto stupendo che tradotto “liberamente” in italiano è chiamato Astro del ciel. Ho letto che è trasferito in 300 tra lingue e dialetti e si canta ininterrottamente da 200 anni proveniente dalla versione originale Stille nacht che significa “notte silenziosa”, in inglese Silent night. E’ un canto che ha conquistato il mondo, una ninna-nanna nata sulle sonorità delle zampogne che trasmette un’ autentica spiritualità. Tra i cinquanta brani musicali che, in tutto il mondo, hanno avuto più rifacimenti e interpretazioni, trenta sono canti di Natale e Stille Nacht si piazza solidamente al secondo posto con centinaia di versioni, dal folk al pop, dal gregoriano al rock. Il repertorio natalizio ha pervaso ogni parte del globo, diffondendosi ed essendo apprezzato anche là dove dove il cristianesimo è una realtà marginale. Non a caso, Stille Nacht nel 2011 è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità: per la prima volta il riconoscimento è stato attribuito ad una canzone, segno evidente  che è considerata un bene da tutelare.

Cordialità e un sereno 2019
Paolo Pagliani

IL PRESEPE: LO SPIRITO DEL NATALE

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Gentile direttore, piccolo o grandissimo, artistico o casalingo il presepe riassume lo spirito del Natale. Ed è bellissimo prepararlo insieme, lavorare la carta stagnola per il cielo e il laghetto, decidere in che ordine mettere le pecore, trovare il posto giusto, magari un po’ nascosto, per il pastore addormentato. Si riscopre l’importanza della famiglia, prepara il cuore alla festa, si sente il desiderio di dividere con chi ha meno. Il presepe ci dice proprio questo: che abbassarsi rende grandi, che tutti sono invitati alla Festa e che gli ultimi, i più soli, saranno i primi. Stupisce e fa male vedere il presepe impugnato come un bastone, diventare “segno” che divide, sentir dire che è un obbligo farlo, che chi non lo accetta va considerato straniero e non ha posto tra noi. Il suo messaggio è semplice, per capirlo basta avvicinarsi guardando la povertà della mangiatoia, la grotta fredda. No, il presepe non è un muro di separazione ma una lezione di ospitalità, il coraggio dei miti opposto all’arroganza dei forti, l’abbraccio che si stringe al petto chi non ha voce. I poveri, gli stranieri, gli ultimi, gli scartati.

Buone Feste
Paolo Pagliani

ARIA SEMPRE PIÙ INQUINATA

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Gentile direttore, si stanno prendendo sempre più misure restrittive specie per gli autoveicoli, al fine di limitare la pessima qualità dell’aria che respiriamo specie in centro città. A Novellara invece, causa la non ultimazione dell’ultimo tratto di tangenziale (1700 mt.), per colpa di un proprietario terriero che si oppone alla totalità della cittadinanza, si è costretti a convivere perennemente in un lungo tratto con sostanze pericolose. In un particolare punto poi di questo “imbuto” vicino ad abitazioni, si trova una Casa della Carità con diversi ospiti (malati) ed a meno di cento metri la scuola elementare e un asilo. Un tecnico dell’Arpa di BO sosteneva che vivere in un appartamento che si affaccia su una strada trafficata, significa avere un’aria più inquinata rispetto ad altre fino al triplo per alcuni valori. Se mettessimo sensori nel punto più critico (davanti al Santuario della Fossetta), la concentrazione di particelle ultrafini e di biossido di azoto sarebbe molto, molto superiore rispetto a Viale Timavo in RE; ecco perché i novellaresi si ammalano di tumori al polmone più della media. Nonostante gli sforzi di tutte le forze politiche presso le Sedi competenti regionali e nazionali, non si riesce ad ottenere il nullaosta per congiungere i tratti stradali già esistenti; c’è sempre un rinvio, un ricorso, un ostruzionismo, una disdicevole “melina”, un avvocato compiacente di una famiglia che impedisce da decenni la conclusione dei lavori. Sembra incredibile ma purtroppo è così: <<si è presi in giro>>. Agire sempre con “la carota” ha portato a questa tragica situazione. Ora però pare che qualcuno del Comitato abbia suggerito l’altra soluzione “del bastone” copiando in modo molto meno violento dai gilet gialli francesi. Se ne riparlerà o si agirà nella primavera a venire. La pazienza contro la pervicace testardaggine ha un limite. La misura è ormai colma.

Cordialità 
Paolo Pagliani

POVERTÀ’: UN PROBLEMA DI DIGNITÀ

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Non esistono poveri e ricchi, ma esistono i poveri affinché esistono i ricchi.

Egr. direttore, ma chi sono i poveri? La domanda non è scontata. Possiamo concretizzarla nei volti segnati dal dolore, dall’emarginazione, dal sopruso, dalla violenza, dalle torture, dalla prigionia, dalla guerra, dalla privazione della libertà e della dignità, dall’ignoranza e dall’analfabetismo, dall’emergenza sanitaria e dalla mancanza di lavoro, dalle tratte  e dalle schiavitù, dall’esilio e dalla miseria, dalla migrazione forzata. E’ scandaloso l’estendersi della povertà a grandi settori della società in tutto il mondo. E in Italia? Senza semplicismi da bar sport, abbiamo “oltrepassato” quota 5 milioni (dati Istat) di persone in povertà assoluta, cioè che non possono contare su quella quota mensile ritenuta minima per acquistare i beni essenziali. Non è una cifra fissa in euro, perché dipende da diversi fattori (ad esempio la residenza ma anche la dimensione, composizione ed età della famiglia). Sono davvero molti. Nel 2006 erano 1 milione e mezzo: l’aumento in pochi anni sfiora il 250 per cento. Più risorse verrebbe da dire. Invece negli ultimi cinque anni, la spesa pubblica per assistenza sociale è aumentata del 25 per cento superando i 60 miliardi, di cui il 90 per cento è impegnato in trasferimenti monetari, la restante parte in servizi. Ci si aspetta quindi che i tassi di povertà e di disuguaglianza siano calati; purtroppo è vero il contrario. Il trasferimento (in euro) è un mezzo inefficace, se non come misura di primo intervento, nell’emergenza della necessità di dare da mangiare, dormire, vestire…Le opere di misericordia corporale vanno garantite ma alla lunga rispondere così, crea un effetto collaterale perverso: l’assistenzialismo. Diventa utile solo a fini elettorali o di potere. Se invece di erogare 800 euro a una famiglia con un bambino piccolo ne do 500 e 300 li metto nella retta del nido, so che il bimbo mangerà bene tutti i giorni, avrà amici che non avrebbe mai avuto, sarà attivato nelle sue capacità cognitive… Questa è lotta alla povertà. Non abbassare le tasse sui redditi alti e nel contempo finanziare le spese sociali a debito, è un doppio regalo che si fa ai più ricchi; diventa una farsa. Le tasse da reddito sono progressive e riducono le disuguaglianze mentre i prelievi sui consumi le amplificano. L’accisa applicata al pieno di benzina di una Ferrari e una Panda è la stessa. E’ un’imposta uguale per disuguali. Occorre ridare dignità alla persona, invertire la tendenza. E’ necessario incontrarla per rimetterla in corsa mettendo in gioco le sue capacità, anche piccole, perché quel poco può diventare tanto. Non posso aiutarti senza di te: è questa la grammatica del welfare. L’unico modo dignitoso è vedere la persona non il bisognoso.
Cordialità 
Paolo Pagliani

PONTI SUL MARE E TRENI SOTTERRANEI

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E’ stato inaugurato in Cina il ponte dei record lungo 55 chilometri, sospeso sul mare e un tunnel sottomarino di circa 7 Km. che collega tre grandi città sul delta del Fiume delle Perle. Capolavoro mastodontico di ingegneria. A Los Angeles invece è quasi pronta per partire, (10 dicembre), una ferrovia sotterranea con navette che trasporteranno 16 persone alla velocità di 250 Km. orari. L’infrastruttura dovrebbe essere formata da due tunnel d’acciaio a bassa pressione uno per ogni direzione scavati nel sottosuolo. Le capsule di alluminio che ospiteranno i passeggeri sfrecceranno rapidissime – in futuro a velocità superiori a quelle aeree – grazie alla levitazione magnetica, spinte da un getto di aria compressa. Se il progetto – forse solo un sogno – diventasse realtà, per andare da Los Angeles a San Francisco, ci vorrebbero trenta minuti invece di cinque ore. A Novellara per ultimare la tangenziale (1.700 metri), al contrario, non è possibile per l’ostinato ostruzionismo di un proprietario che si oppone all’opera desiderata dal 99% dei cittadini. Si devono così percorrere 4.000 metri in più, creando file interminabili e di auto, tanti autoarticolati pesanti che ammorbano l’aria dei residenti e degli ospiti della Casa della Carità adiacente. Altro che polveri sottili… E’ una situazione intollerabile se si pensa che il progetto è nato nei primi anni ottanta!!! Siamo in Italia e non in Cina o Russia dove chi non è d’ accordo si troverebbe in cella e con i beni confiscati. Sarebbe troppo, ma anche dare degli zuccherini ai quadrupedi – recita un proverbio – molte volte è inutile. Meglio… l’ altra decisione.

Cordialità
Paolo Pagliani

portico novembre Mery e Stefy