LA PACE NECESSARIA

bomba-atomica

Gentile direttore, è necessario riflettere, oggi, sulla pace essendo di fronte a una terza guerra mondiale, spezzettata in diversi continenti, suddivise in aree geografiche contrapposte. E’ pazzesco pensare che, in un mondo che possiede le armi atomiche, la guerra sia strumento di pacificazione. Non esiste una guerra giusta come ho letto su un monumento ai caduti: <<Onore a chi è caduto combattendo una guerra giusta contro i nostri nemici>>. Occorre ammonire le nuove generazioni che il nazionalismo, la difesa dei propri interessi egoistici, portano soltanto chiusura e morte. E’ decisivo il superamento delle frontiere. Allargarle, non restringerle; la Brexit ne è il segno, negativo, eloquente. Il nazionalismo è il virus della guerra, le frontiere rialzate porteranno sempre fame, paura, stanchezza. Sul concetto di nazionalismo ho trovato questa bella riflessione: <<Dove ci sono troppi soldi in poche mani, dove i più furbi, se non i più intelligenti, decidono le cose di tutti, dove i più forti piegano le cose comuni a proprio vantaggio, dove i primi non sentono gli ultimi, in quel paese non  c’è libertà>>. E’ proprio il rischio che vive la nostra nazione italiana, in questo triste momento politico.

Cordialità
Paolo Pagliani

Dormie

Annunci

FANTASTICA INGEGNERIA

ponte

Leggevo che in India hanno progettato e costruiranno un ponte a quattro corsie lungo 19 Km. sul fiume Brahmaputra per collegare due città della regione dell’Assam ora raggiungibili in tre-cinque ore; occorrerà mezz’ora nel 2020. Nella civilissima Norvegia è allo studio un’ utostrada sottomarina (di 27 Km.) che poggerà su basi galleggianti, dentro ad un tunnel di cemento posto a 32 mt. di profondità, poggiata su un fondale flottante (chiamato Archimede). Permetterà di evitare 7 traghetti (bypassare i fiordi) e ridurre di 10 ore ore il viaggio su strada che attualmente è il doppio. La straordinaria opera ingegneristica di cui fa parte pure un’ italiana (ing. Arianna Minoretti), avrà un impatto ambientale minimo (sulla fauna acquatica) e zero inquinamento acustico. A Novellara invece non si riesce a terminare la tangenziale (mancherebbero 1800 mt) per l’ostinato rifiuto di pochissime persone contrarie a cedere parte di terreno. Si costringono così auto, moto e mezzi pesanti ad allungare notevolmente il percorso inquinando senza pietà la zona dove è presente una scuola, un asilo, e la Casa della Carità proprio nel punto più trafficato. Sono oltre quarant’ anni che la totalità della cittadinanza aspetta questa soluzione, ormai adottata da tutti i comuni limitrofi da tempo. Chi si oppone non vuol sentire rumori nonostante l’ abitazione sia a settanta metri dalla strada corredata da lunghi “muri” antiacustici. Si eviterebbero tante sostanze nocive inalanti che fanno di Novellara una delle cittadine in cui ci si ammala maggiormente di patologie legate alla respirazione come asma e tumori purtroppo. E’ in previsione un blocco non violento prossimo della circolazione davanti al Santuario della Fossetta, per sensibilizzare, (ancora una volta), tutte le forze politiche, dalle provinciali alle nazionali sull’ assurdo ristagno dell’ opera. Si è perfino pensato, stimato direttore, di fare una colletta per invogliare il proprietario terriero a trasferirsi in una nuova abitazione!!

Cordialità
Paolo Pagliani

GLI SMARTPHONE A SCUOLA

texting-in-class-647x380

Gentile direttore, come già avviene nelle scuole francesi molti nostri connazionali vorrebbero vietare per legge gli smartphone in classe non per cattiveria ma conoscendo bene le enormi potenzialità di questi strumenti legati ad un uso sbagliato. Esistono altrettante persone che sanno bene che ormai gli smartphone sono parte delle vite di tutti e che non serve chiuderli fuori dalla scuola ma si può insegnare a usarli in modo migliore; sotto i trent’ anni il – 95% – si collega al web quotidianamente. In fondo il problema non è vietare l’ accesso dei cellulari a scuola ma imparare tutti a usarli nel modo giusto. Sempre e ovunque. Sarebbe necessario capire che vanno usati come “elettrodomestici” (Tv o lavatrice) per fini specifici, in quanto ritengo che la questione centrale non abbia a che fare con la tecnologia ma con l’ educazione. Cioè con la nostra capacità di stare insieme agli altri nella società, rispettandoci a vicenda. Non tralascerei il fatto di stimolare quei professori che non sono esperti del digitale perché si impegnino a far sì che – tutti insieme – si possa imparare a usarli nel migliore dei modi.

Cordialità
Paolo Pagliani

SOCIETÀ INCATTIVITA

Gentile direttore, mi trova d’accordo l’ultimo rapporto Censis piuttosto preoccupante dove si evidenzia un rallentamento della crescita economica e un incremento dell’incattivimento generale dei nostri concittadini. Tutto questo crea apprensione, ansia, timore e sarebbe indispensabile cogliere la fonte di questo atteggiamento, per poi dare una risposta valida e tempestiva ai problemi che ne derivano. Troppo spesso si tende a schierarsi contro o a favore ancor prima di averli capiti. Dopo l’evoluzione del <> (2011-2017), oggi siamo approdati a quello che viene definito <> cioè l’inclinazione degli italiani, sempre più accentuata, a pensare solo a se stessi. A pesare sui risultati anche la crisi economica mondiale, duramente provata nel decennio 2007/2017. Siamo davanti ad un problema principale che è il lavoro anche se la nostra società ha accumulato molta ricchezza possedendo uno dei tassi di patrimonializzazione più alti al mondo ma, di contro, non investe più. Senza questo e senza voglia di guardare al futuro, non è possibile creare posti di lavoro; il punto centrale è tornare all’ investimento. Tutti comprendono bene come la paura per il domani sia ben presente in molti conterranei ma questo atteggiamento altro non farà che peggiorare la situazione presente. La ricostruzione non potrà che passare dal riconoscimento delle diversità;  verso l’altro. L’Italia è un paese straordinario anche perché differenziato e, se ripartiremo da questo dato, sapremo ricostruire la società. Con la tolleranza e la solidarietà appunto.

Cordialità
Paolo Pagliani

 

DISCRIMINAZIONE PER BAMBINI ALLA FESTA

dolci-di-carnevale-senza-glutine_castagnole1

Un’iniziativa sin troppo stupida per essere vera è apparsa su un quotidiano mantovano pochi giorni orsono. Si tratta di una piccola storia relativa ad un consigliere di FdI, che aveva annunciato che presso il luna-park cittadino, sarebbero state distribuite gratuitamente frittelle ai bambini. Postilla: solo ai bimbi di cittadinanza italiana in quanto si presterebbe troppa attenzione alle famiglie di extracomunitari. Chissà come si sarebbero comportati gli addetti al bancone. Avrebbero chiesto la carta di identità? Cosa avrebbero risposto a quelli che abusivamente innocentemente chiedevano una frittella? Personalmente non vorrei trovarmi dietro quel banco. Esistono “individui”, stimato direttore, che nella loro frustrazione e povertà d’animo, hanno bisogno di un capro espiatorio su cui sfogarsi; sullo straniero, il nero. Offenderlo, discriminarlo, deve dare loro un sapore di rivalsa. Prima gli italiani! Gli altri, i piccoli cinesi, africani, via. Saranno però quei bambini, fra trent’anni, gli infermieri che cureranno negli ospizi tanti di noi vecchi e soli. Bisognerebbe rallegrarsi che ripopolino le nostre periferie svuotate. Bisognerebbe trattarli come figli perché diventino generosi. Perché lo siano con noi, il giorno in cui ne avremo bisogno.

Cordialità
P
aolo Pagliani

MANI IN TASCA AI PENSIONATI

Taschendieb

Caro direttore, recentemente i pensionati sono scesi in piazza responsabilmente, senza forme di violenza come forma di lotta  per avere risposte adeguate partendo dalla separazione della previdenza dalla assistenza come sancito da una legge del 2016. Si protesta per una società più giusta, una vera riforma fiscale che salvaguardando la progressività, abbassi le tasse a chi le paga e recuperi le risorse dalla lotta alle mafie e ai loro tesoretti scandalosi. Si chiedono soldi a chi ha lavorato una vita e percepiscono assegni superiori di tre volte il minimo: a partire cioè da 1522 euro lordi  corrispondenti a 1200 euro netti il mese. Sono persone che da anni non vedono aumenti tali da garantire la difesa del potere d’ acquisto. Vengono prelevati dai pensionati perché ci sono subito essendo la cosa più facile. Si sarebbe potuto chiederli a chi in questi anni si è arricchito con mega stipendi, operazioni di borsa, dall’ evasione fiscale, contributiva e dal mancato recupero dell’ IVA. Solo ai pensionati si domanda di contribuire tacciando di avarizia chi si lamenta dicendo che sono solo pochi soldi. Ma non è così. E’ da tempo che si chiede venga riconosciuto un meccanismo di rivalutazione rispondente ai reali bisogni. Cresce la rabbia perché al contrario si assiste a nuovi provvedimenti di <<PACE TOMBALE>>, saldi e stralci, in faccia ai pensionati che insieme ai lavoratori pagano il 90% delle tasse, prima sui salari poi sulle pensioni. Queste sono le più tartassate d’ Europa. Se questo è il cambiamento…

Cordialità
Paolo Pagliani

Farmacia Costituzione

IL DOVERE DI RESTARE UMANI

Sono forse io il responsabile di mio fratello

Caro direttore, gli slogan dell’attuale politica governativa mettono sempre al primo posto i diritti: prima gli italiani, prima i veneti… in una forma sempre e molto maschilista. Chi ricorda e parla di doveri? In una società, in una comunità che si stanno disgregando, si continua a parlare solo di diritti. Ecco allora che i tanti “no” in forma di “chiusura dei porti” ma solo per i poveri, persino allo sbarco a terra di donne e bambini, entrano nella mente delle persone tanto da far pensare ai più che non esiste ai tanti un dovere di soccorrere le persone che stanno naufragando in mare. Con il continuo richiamo ai diritti, stanno venendo meno gli obblighi di leggi umane, anche non scritte, che ci rammentano, che soccorrere il debole e dunque salvare le persone in mare, è un dovere e, come ci ricorda la Bibbia, nel racconto di Caino e Abele, sta ritornando un disimpegno umano tanto da far dire ai nuovi Caino: <<Sono forse io il responsabile di mio fratello>>? Credo che l’obbligo morale di una politica seria sia riprendere a parlare assieme ai diritti anche del principio di responsabilità, dei valori della solidarietà.

Cordialità
Paolo Pagliani

Farmacia costituzione febbraio