Lingua italiana per donne straniere: da settembre tre corsi a Novellara

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Comunicare significa mettere il proprio sapere e le proprie emozioni in comune per farne dono all’altro: la parola è l’atto attraverso il quale ci apriamo al mondo. Open cultures, il progetto interculturale del Comune di Novellara, prevede fra le sue azioni anche l’insegnamento della lingua italiana, e lo realizza fra i suoi primi interventi ed obiettivi. A Novellara verranno infatti attivati, grazie ai fondi FAMI (fondo asilo, migrazione, integrazione) alcuni corsi per il potenziamento dello studio della lingua italiana in collaborazione con CPIA Reggio Nord. Per ora hanno dato preadesione circa 60 donne residenti a Novellara, ma le iscrizioni sono ancora aperte. Tutte le informazioni verranno date durante un incontro pubblico che si terrà sabato 27 maggio alle ore 10.00 presso la Sala civica del Comune. Si tratta di un segno concreto dato dall’Amministrazione ed un cammino verso una sempre maggiore scoperta dell’altro.
I corsi partiranno a settembre e saranno almeno 3: un percorso di alfabetizzazione e apprendimento della lingua e due percorsi ai fini del rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (livello A2). Per andare incontro alle necessità delle donne, i corsi si terranno alla mattina e durante le lezioni sarà garantito un servizio di babysitting. I documenti necessari per l’iscrizione ai corsi di italiano sono il permesso di soggiorno non scaduto (o se scaduto ricevuta postale per la richiesta di rinnovo), un documento in corso di validità, (carta di identità o passaporto) e il codice fiscale.

Francesca Amadei

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I TERREMOTI CHE CREANO AMICIZIE E SOLIDARIETA’

Amatrice

Il 26 settembre del 1997 Serravalle di Chienti, e buona parte del territorio umbro-marchigiano, vennero colpiti da un terremoto di forte intensità (magnitudo 6.0) che provocò morti, crolli, devastazione. Il territorio di Serravalle è montano, e le sue innumerevoli frazioni si inerpicano su vallate scoscese ove la presenza dell’essere umano risulta fondamentale dal punto di vista ambientale, conservativo,  idrogeologico.
A Novellara, anche grazie a Paolo Paterlini e a “Il Portico”, la solidarietà scottò subito, come di consueto, con altruismo e generosità. Una solidarietà di cui andare fieri e che non venne frenata dall’evento sismico che colpì meno di un anno prima: 15 ottobre 1996 il nostro territorio, con un terremoto importante, che sfiorò il quinto grado della scala richter (magnitudo 4.9). Ma da noi, grazie al cielo, non ci furono morti, ma tantissimi  danni, decine di case (specie in zona agricola) dichiarate inagibili, crepe e preoccupazioni un po’ ovunque. Centinaia furono i sopralluoghi poi effettuati dai tecnici del Comune e della Regione.  Come furono inagibili il Teatro, parzialmente la Rocca e alcune nostre Chiese. Gli sfollati (senza tetto) furono novanta.
La chiamata de “Il Portico” alla solidarietà diede effetti importanti. Una bella cifra venne raccolta. Che fare di questa cifra? Come destinarla nel migliore dei modi? Si decise di andare là, vedere la situazione, capire i fabbisogni. Paterlini contattò il sindaco Venanzo Ronchetti, organizzò un pullman e allora via in una domenica invernale, da vero inverno con termometro qui allo zero, che là andò abbondantemente sotto detta soglia.
Fummo accolti con l’ospitalità vera ed essenziale di quei luoghi e di quella drammatica situazione. Ronchetti ci portò nelle zone più martoriate. Un freddo cane ci avvolse, ma anche una grande tristezza  prese il sopravvento nel vedere le macerie, le scuole che non c’erano più, i visi avviliti della gente.
Sotto il tendono della protezione civile, con thè caldo e qualcosa da mangiare si convenne che la cosa adatta alle nostre risorse e ai lori principali fabbisogni era mettere a disposizione una piccola scuola in legno prefabbricata, capace di ospitare 15/20 bambini di una sezione mista nido-materna.
Ciò puntualmente avvenne (a tempi da record). E da allora Novellara e Serravalle sono legati da un vincolo di amicizia vera e sincera. Paolo e Venanzo si sentono e sono rimasti amici. Così come tra le due Amministrazioni. Venanzo Ronchetti, bravo anche digitalmente, è stabilmente in contatto con  Novellara tramite specialmente Patty e Marzia del Caffè del Borgo, e nei suoi messaggi non manca di rinnovare gratitudine, amicizia, stima per la nostra comunità.
Anche il PD locale non difetta in iniziative solidaristiche. Le zone del centro Italia, di recente colpite,  sono nei programmi di aiuto, di attenzione e di importanti azioni di raccolte fondi. Durante le Feste del Pesce non mancano le giornate (giovedì) dedicate a dette finalità. In quella di giovedì 18 maggio scorso dovevano essere presenti il sindaco di Ussica, accompagnato da amministratori di quel comune. Oltre alla graditissima presenza dell’amico Venanzo Ronchetti. Le vicende collegate al sindaco di Ussica, le sue dimissioni dall’incarico, hanno assunto  rilievo mediatico a livello nazionale. Tutto ciò ha reso impossibile la visita del sindaco, già programmata, per la serata del 18 maggio sopra richiamata. Dispiace e non poco, ma ci sono situazioni che travalicano i rapporti, e rendono non possibili impegni già assunti. A Milena Saccani va comunque dato il merito di aver tentano l’impossibile, ma la situazione, come la stampa riporta, è complicata, grave, molto conflittuale.
Ronchetti non ha voluto essere da solo presente. Non poteva di certo rappresentare un territorio non suo, e non poteva non capire la posizione difficile degli amici di Ussica. Atteggiamento che gli fa onore e che risulta facilmente comprensibile. Ma l’affetto per Novellara, la gratitudine, l’amicizia sono ben salde e vitali, come si può leggere nel breve, semplice ma significativo messaggio inviato al Caffè del Borgo che riportiamo: “Ciao Patrizia, quanto mi sarebbe piaciuto esserci (alla festa del pesce ndr). Salutami tutti i presenti ringraziandoli per tutto quello che hanno fatto per Serravalle di Chienti”.
Altre parole sarebbero inutili. Se non rilevare la bellezza della solidarietà, quella concreta dei fatti e non quella virtuale del chiacchiericcio.

Sergio Calzari.

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La Croce rossa organizza due serate informative

Emblema_CRI.svgSicurezza stradale, farmaci, vaccini: argomenti che tengono banco e che la Croce Rossa di Novellara ha scelto di approfondire, organizzando due serate aperte a tutta la cittadinanza.
La prima avrà luogo lunedì 29 maggio alle ore 21.00 (Sala Civica del Comune, piazzale Marconi 1), e avrà il titolo Più informati, più sicuri. Cinture di sicurezza, sistemi di ritenuta per bambini e guida in stato di ebbrezza. I relatori, appartenenti al Corpo della Polizia Municipale Unione Bassa Reggiana, illustreranno il corretto uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini e le conseguenze della guida in stato di ebrezza.
La seconda serata avrà invece luogo lunedì 5 giugno alle ore 21.00 presso il Circolo ricreativo in via Veneto 30. Si parlerà di Farmaco e cittadino: quando, cosa e come? Guida all’utilizzo consapevole di antibiotici e vaccinazioni con i relatori Dott. Laffi e Dott. Seno.

Francesca Amadei

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SELFIE E SORRISI

donna-che-fa-selfie-con-i-pollici-su-firenze-51834773Gentile direttore, avendo la comodità dell’alta velocità a RE, pochi giorni fa in compagnia di amici siamo stati a Firenze per farla anche conoscere a uno di noi che non c’era mai stato. Nella stupenda città che da sempre mi attrae, trovo sempre diversità; ad esempio una volta si fotografava maggiormente ricordando le comitive giapponesi mentre oggi nei selfie tutti sorridono, fotografandosi da soli continuamente, quasi ossessivamente pure con smorfie. In Piazza della Signoria una scolaresca era totalmente impegnata a fare scatti ai compagni e quasi indifferente a quello straordinario spazio. Una inconsapevole idolatria di sè, della propria immagine, sempre esibita con lo stesso sorriso di ordinanza. Certamente il sorriso, questo atto tipico dell’uomo perché – come diceva un poeta spagnolo del Cinquecento – <<solamente l’uomo ride e nessun altro animale>> – può aprire uno squarcio di serenità e di simpatia in un mondo cupo e scontroso. Adesso però non fotografiamo nemmeno il David di Michelangelo ma noi stessi, sorriso automatico e David in secondo piano. Particolare da poco se vogliamo, eppure indicativo di una certa crescita abnorme dell’IO, marchio del tempo in cui viviamo. Diversi invece davanti all’obiettivo sono uomini e bambini di Kigali (Rwanda) che si mostrano con i loro bianchissimi denti con un sorriso bellissimo. Hanno sorrisi veri, genuini, occhi splendenti i bambini che giocano fra baracche e periferie, e che si meravigliano davanti ad uno smartphone, perché, loro, nessuno li fotografa mai. Oggi noi siamo infestati da sorrisi; ma che durata hanno e tante volte che valore hanno? Forse dovremmo imparare a riappropriarci del vero senso del sorriso.
Cordialità Paolo Pagliani
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La Scuola Media in trincea.

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Il proficuo rapporto di collaborazione, nato nello scorso anno scolastico, tra la nostra Scuola Media e la locale sede del C.a.i. (Club alpino italiano, ha portato anche quest’anno alla realizzazione di uno splendido viaggio d’istruzione, ovvero la classica “gita” di cui ogni studente conserva perenne memoria.
Grazie al supporto delle guide del C.a.i. sul piano della logistica e della sicurezza, le insegnanti di storia e di scienze naturali, hanno potuto proporre ai loro studenti una interessante escursione storico-naturalistica sulle montagne del trentino, presso la trincea del Najà Grom (Mori di Trento). La visita a questo luogo della memoria della Prima Guerra Mondiale è stata, inoltre, arricchita dalla presenza del sig. James Garimberti, profondo conoscitore dei luoghi e degli eventi dello scontro bellico, oltre che collezionista di reperti, della cui preziosa e davvero generosa collaborazione le insegnanti e il C.a.i. si avvalgono già da diversi anni. Per mezzo dei suoi racconti e delle sue descrizioni accurate, i ragazzi hanno potuto immedesimarsi nella vita di trincea, toccando con mano la cruda realtà di questa pagina di storia. Camminando nelle trincee, salendo e scendendo dai cunicoli, entrando nelle gallerie e nelle postazioni di tiro, i ragazzi hanno potuto provare forti emozioni, che hanno attraversato il tempo, il tutto immergendosi in un meraviglioso ambiente naturale del quale alcuni non avevano mai fatto esperienza. Confortate dai riscontri estremamente positivi a riguardo dell’iniziativa sia da parte degli alunni che dei genitori, le insegnanti della scuola Media ritengono che sia molto utile continuare questa collaborazione che offre agli studenti la possibilità non solo di approfondire argomenti di studio, ma anche di fare esperienza di stili di vita più sani, nel rispetto per l’ambiente, dando spazio alla scoperta di nuovi ambiti dell’identità personale.

Maria Leoni

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Zanzara tigre: arriva il kit per contrastarla

240_F_33941236_xQWD40xjH55Y1F0U44ZDEMwprLDw6GHuCon i primi caldi si torna a parlare di zanzara tigre, insetto particolarmente aggressivo ed attivo anche in pieno giorno. Nonostante possa pungere anche uccelli, rettili e perfino anfibi, la femmina di zanzara attacca preferibilmente l’uomo procurando pomfi e irritazioni fastidiose. Per cercare di evitarne la diffusione il più possibile, il Centro di raccolta differenziata di Novellara (sito in Strada provinciale Nord) distribuirà fino ad esaurimento scorte una scatola di prodotto larvicida. La distribuzione avverrà sabato 27 maggio dalle ore 9.00 alle ore 12.00.
Per avere maggiori informazioni sulla lotta alla zanzara tigre e consigli utili su come limitarne la proliferazione nel proprio giardino, si consiglia di visitare il sito internet dedicato alla zanzara tigre dalla regione Emilia Romagna, http://www.zanzaratigreonline.it

Francesca Amadei

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Biglietti da visita, manifesti, pieghevoli, volantini, carta intestata, cataloghi, volantini,, depliants, brochure, pieghevoli, manifesti per affissione, riviste, cataloghi, giornali, libri, info: 3333460860

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In ricordo di Massimo Folloni

velieriIn una sera che pareva come tante altre, squillano i telefoni e gira la notizia che un amico, una persona nota, un novellarese stimato ha lasciato orfana la nostra comunità della sua presenza, del suo lavoro, della sua professionalità.
Il dottor Massimo Folloni, 67 anni, nella serata del 17 maggio scorso è stato colto da un terribile infarto che non ha permesso a moglie e figlio, ai pronti soccorsi intervenuti, alle pratiche chi si eseguono in quelle occasione di ripristinare, in Massimo, le sue funzioni vitali.
Massimo era nato a Novellara nel 1950 da una famiglia delle nostre, vale a dire di quelle impegnate nella quotidianità nel lavoro, nell’educare e nel costruire un futuro ai propri figli.
Massimo ha fatto tesoro di tutto ciò e nella sua vita ha saputo cogliere quegli insegnamenti che abbinati alle capacità, alla dedizione, ad un carattere forte e volitivo né hanno fatto una delle persone di riferimento della nostra comunità.
Sportivo da sempre, ed stato un valido giocatore di basket, con trascorsi nella prima squadra della Palla canestro Novellara. Tuttora dedicava il venerdì sera con gli amici del basket, in mitiche partite (o meglio partitelle) sfidandosi con Ruini, Vivi, Mariani, Pecorini, Razzini, Artioli, Lorenza e Manuela.
Un’altra sua vera passione sportiva era nella navigazione a vela. S’illuminava, lui non facile a lasciarsi andare, quanto raccontava delle traversate con gli amici, delle tecniche, delle soddisfazioni che si coglievano a portare l’imbarcazione in mare.
Massimo principalmente è stato per i novellaresi il commercialista. Lo Studio Folloni, conosciuto e rinomato, che Lui ha fatto crescere tanto, è luogo di adempimenti, pratiche, consulenze frequentate e apprezzate.
Il tutto nasce con gli studi, la laurea in economia e commercio, l’inizio in banca, nella prestigiosa COMIT (Banca Commerciale Italiana). Il ragazzo ha talento e si aprono subito prospettive davanti a lui. La Comit è banca di caratura nazionale e a Massimo viene offerto un percorso di crescita e di carriera che prevede di farsi ulteriormente le ossa nei luoghi di maggior presenza e prestigio per l’Istituto di Credito. La sede di Firenze gli apre le porte. Massimo parte, poi compie una riflessione che caratterizzerà, in positivo, la sua vita. Decide di entrare nello studio commerciale del dottor Turci. Abbandona la Banca e riparte alla sua maniera, con forza, dedizione, passione che abbina ad una preparazione e competenza che verranno apprezzate da tantissimi imprenditori, persone singole, ma anche dalle pubbliche Istituzioni: è stato revisore contabile del nostro Comune e membro nel Consiglio de “I Millefiori”.
Lo studio commerciale nel tempo diventa lo studio Folloni. Studio affermato, conosciuto, considerato.
Massimo non è stato solo uno sportivo, un noto professionista, un uomo della comunità: è stato marito, padre, nonno. Non credo sia bene invadere il campo delle intimità familiari di Lena,
Francesca, Benedetta, Matteo. Ma in punta di piedi e con delicatezza vorrei solo riportare, perché ne offre una reale dimensione, ciò che si avvertiva il pomeriggio dopo la scomparsa di Massimo, nel cortile della sua casa dove i nipotini Alessandro e Gabriele, i generi Emanuele e Alfredo, assieme ai tanti parenti, amici, conoscenti erano là a ricordare e a testimoniare affetto e partecipazione. In quel luogo si coglieva ciò che è importante nella vita: l’allegria comunque dei piccini, la vicinanza dei parenti, la significativa presenza degli amici. Una casa luogo degli affetti.
Mi pare l’essenza, il significato vero e il segno tangibile di una vita ben vissuta, ben spesa, trascorsa onestamente e a testa alta.

Sergio Calzari

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