PONTI SUL MARE E TRENI SOTTERRANEI

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E’ stato inaugurato in Cina il ponte dei record lungo 55 chilometri, sospeso sul mare e un tunnel sottomarino di circa 7 Km. che collega tre grandi città sul delta del Fiume delle Perle. Capolavoro mastodontico di ingegneria. A Los Angeles invece è quasi pronta per partire, (10 dicembre), una ferrovia sotterranea con navette che trasporteranno 16 persone alla velocità di 250 Km. orari. L’infrastruttura dovrebbe essere formata da due tunnel d’acciaio a bassa pressione uno per ogni direzione scavati nel sottosuolo. Le capsule di alluminio che ospiteranno i passeggeri sfrecceranno rapidissime – in futuro a velocità superiori a quelle aeree – grazie alla levitazione magnetica, spinte da un getto di aria compressa. Se il progetto – forse solo un sogno – diventasse realtà, per andare da Los Angeles a San Francisco, ci vorrebbero trenta minuti invece di cinque ore. A Novellara per ultimare la tangenziale (1.700 metri), al contrario, non è possibile per l’ostinato ostruzionismo di un proprietario che si oppone all’opera desiderata dal 99% dei cittadini. Si devono così percorrere 4.000 metri in più, creando file interminabili e di auto, tanti autoarticolati pesanti che ammorbano l’aria dei residenti e degli ospiti della Casa della Carità adiacente. Altro che polveri sottili… E’ una situazione intollerabile se si pensa che il progetto è nato nei primi anni ottanta!!! Siamo in Italia e non in Cina o Russia dove chi non è d’ accordo si troverebbe in cella e con i beni confiscati. Sarebbe troppo, ma anche dare degli zuccherini ai quadrupedi – recita un proverbio – molte volte è inutile. Meglio… l’ altra decisione.

Cordialità
Paolo Pagliani

portico novembre Mery e Stefy

 

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GOVERNO: SI NAVIGA A VISTA

STORIABANCHE

Gentile direttore, prendere i soldi in prestito per cercare di crescere, nonostante la difficile situazione fiscale dell’Italia e degli investitori globali, non è produttivo. Anzi, confermato dalla stragrande maggioranza degli economisti, è controproducente e non funzionerà. Mi sembra che si giochi d’azzardo con la salute economica e fiscale di lungo periodo del nostro Paese. Forse l’economia riceverà un po’ di spinta dall’aumento delle attività del governo, ma tutto ciò che sarà guadagnato verrà annullato dagli interessi più alti che imprese e cittadini dovranno pagare. Muovendosi così ritengo che non si vada da nessuna parte. E’ come navigare a vista.

Cordialità
Paolo Pagliani

PROBLEMA POVERTÀ

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Gentile direttore, molte teorie della povertà si basano su un assioma fondamentale, una sorta di pietra angolare del suo solido edificio: la povertà è l’impossibilità che ha una persona di poter svolgere la vita che amerebbe vivere. Il primo e radicale problema di chi legifera e di chi scrive occupandosi appunto di povertà, è la incompetenza in quanto non essendo poveri non si possiede quella conoscenza specifica che ha soltanto chi è dentro una condizione di povertà. A questa per poterla capire e operare, non basta il buon senso che spesso produce danni. Si deve lavorare (molto) facendo di tutto per acquisire, con lo studio e la frequentazione delle persone che si vorrebbero aiutare, le competenze che non si hanno ma che si devono avere. Pensare, infatti, che le persone abbiano bisogni ordinari dove alla base ci siano i bisogni fisiologici (fame, sete, caldo, freddo…) e che una volta siano soddisfatti questi, si possa permettere il lusso di passare ai bisogni di ordine superiore (sicurezza e protezione), poi a quelli di appartenenza quindi ai bisogni di stima, è una teoria astratta per essere vera. Come se le persone non morissero per mancanza di stima e di senso, o se l’attesa di un nipote che viene a visitarci ogni sera in ospedale ci nutrisse meno della minestrina. Questa antica teoria (del 1955) ha subìto molte critiche, sviluppi, rettifiche ma l’idea che ci siano bisogni primari ed essenziali legati al corpo, al coprirsi, al tetto, e solo dopo tutti gli altri più “alti”, è ancora molto radicata nelle politiche pubbliche e nella cultura media della popolazione. La troviamo, implicita nel reddito di cittadinanza di questi giorni in Italia (e non solo). L’assenza di beni capitali come istruzione, famiglia, comunità, talenti lavorativi, reti sociali, richiederebbe, per  essere curata, interventi strutturali nel tempo, una volontà politica e un coinvolgimento serio della società civile. Se quindi i cittadini non useranno il reddito che giungerà dal Governo per rafforzare o creare alcuni di questi capitali, quei soldi non diminuiranno la povertà, perché le persone povere resteranno povere con un po’ di consumi in più. E il primo bene capitale da cui una persona può ricominciare si chiama ancora con un antico, bellissimo, nome: lavoro. Se questi 780 euro al (massimo) non diventeranno anche una maggior libertà di comprare libri, giornali, di fare festa, un viaggio, una cena esagerata con amici, un giocattolo bello per in bambino, per dire che stiamo cambiando vita e che abbiamo ricominciato a sperare…, quei redditi non ridurranno nessuna povertà, o ne ridurranno gli aspetti meno importanti. Se è vero che la povertà è mancanza di libertà, allora non offendiamola con liste di beni primari “scritte a tavolino”. Il primo “reddito” di cui molti poveri del nostro Paese hanno bisogno è un segnale di fiducia. Di sentirsi dire che sono poveri ma prima sono persone adulte, e possono decidere, anche loro, se è più primario un vestito o un regalo per chi amano.

Cordialmente
Paolo Pagliani

Baby-Shop 

Paolo Belli in teatro a Novellara con “Pur di fare musica”

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Paolo Belli torna in teatro a Novellara sabato 20 ottobre alle 21.00 con “Pur di fare Musica”, la commedia musicale scritta con Alberto Di Risio che ha riscosso unanime successo di pubblico e critica nelle passate stagioni. La commedia prende il via come un normale concerto, ma da subito per Paolo cominciano le difficoltà. Peppe, percussionista e amico di lunga data, arriva in ritardo e si giusti ca proponendogli dei musicisti straordinari e datissimi per completare la band. In realtà, a presentarsi sono alcuni musicisti bravissimi, ma decisamente “originali”: un chitarrista sordo detto “il Gelido”, quattro gemelli di origine spagnola che per dissapori familiari non suonano mai insieme e un quinto gemello “eterozigoto”, che parla uno spagnolo improbabile. Tutti elementi che porteranno Paolo a doversi districare tra equivoci, paradossi ed eccessi di protagonismo, per cercare comunque di portare a casa “la serata”. Naturalmente, il collante tra queste gag esilaranti è la Musica, che grazie alla rivisitazione dei classici del repertorio di Paolo Belli e di quelli dei suoi maestri, dà vita ad un mix inedito ed irresistibile di canzoni e risate.

I biglietti hanno un costo di Intero: € 18,00 (ridotto € 16,20 per giovani di età inferiore a 18 anni, persone sopra i 65 anni, studenti, allievi scuole di teatro con tessera, € 15,30 per titolari Younger Card); il biglietto è acquistabile presso la biglietteria del teatro il giovedì dalle 10,30 alle 12,30, il giorno prima dello spettacolo dalle 17.00 alle 19.00 e il giorno stesso dalle 19.30 alle 21.00.

MERCATI BUONI E CATTIVI

LA CRISI DI GOVERNO FA PAURA AI MERCATI, MILANO VA GIU'

Gentile direttore, era scontato che dopo alcuni giorni la risposta dei mercati ai contenuti del Def governativo non si sarebbe fatta attendere.
La manovra salvo ravvedimenti che a questo punto caldeggiano non solo a Bruxelles, visto che il messaggio dei mercati è chiarissimo, è fatta tutta in deficit.
Resta da vedere chi pagherà l’onere di tanta beneficienza (scacciapovertà) che non sembra un problema per chi arriva a mettere in dubbio anche la dura realtà delle cifre.
Purtroppo non esistono mercati buoni e cattivi e neppure fessi.
In economia e finanza i numeri non sono solo importanti ma sono l’unica cosa che conta.
Non sorprendiamoci, pensiamo piuttosto che aumenterà il costo del debito che pagheremo tutti noi e le generazioni a venire. Purtroppo.

Cordialità
Paolo Pagliani

Il SAP (Servizio Aiuto alla Persona) cerca volontari

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Il SAP vi invita presso l’appartamento sito in via De Nicola, 30 – quartiere Abicoop – Novellara ad un incontro con i nostri ragazzi speciali e i volontari nei giorni di Lunedi 19 e Lunedi 26 novembre.

Due serate per conoscerci e trovare nuovi amici – volontari di Novellara e zone limitrofe e passare qualche ora con i ragazzi.