SERGIO CIROLDI – Un novellarese di valore

sergio ciroldiLunedì 27 gennaio, sono da poco trascorse le 15,00 e nella solennità della “Insigne Chiesa Collegiata di S.Stefano in  Novellara” il parroco don Giordano Goccini accogli la salma di un novellarese di valore, il prof. Sergio Ciroldi; l’accoglie con parole che richiamano la passione, la dedizione e l’amore che Sergio Ciroldi, a piene mani, ha profuso nella sue ricerche, nei suoi studi e nella innumerevoli pubblicazioni che narrano la nostra storia e valorizzano lo straordinario patrimonio artistico-storico-architettonico che fa di Novellara una vera “città d’arte”.
Le parole del parroco, che giustamente definisce il prof. Ciroldi un novellarese che profondamente amava Novellara, sono di conforto ma anche di riconoscenza, una riconoscenza corale espressa anche dalla sindaca Elena Carletti e dalle tante manifestazioni che la comunità scolastica, culturale, associativa ha significato a ricordo di un uomo che nell’approfondimento e nella divulgazione della conoscenza e della storia ha fatto la sua missione di vita.
Il bellissimo e intenso ricordo dell’Istituto Tecnico Statale Luigi Einaudi di Correggio, dove per 39 anni dal 1962 al 2001 è stato Preside, testimonia il legame profondo di Ciroldi con il mondo della scuola che egregiamente viene richiamato come quello di un “uomo di grande cultura, che cercò di educare i giovani ad ampio spettro: dalla storia dell’arte, dalla tecnica, alla scienza”. Sentimenti questi ricambiati dal prof. Ciroldi, che nell’accomiatarsi al raggiungimento della quiescenza, scrisse “quanto i giorni si fanno sempre più lunghi e luminosi in una normale primavera, quando cominciano a sbocciare le rose e i merli a cantare, fanno capolino in me i giorni trascorsi all’Einaudi”.
Le opere librarie pubblicate da Ciroldi sono innumerevoli e di notevole valore storico. Dal volume, prestigioso, sull’Insegne Collegiata di S.Stefano in Novellara, si spazia nella direzione della “Casa di probazione dei gesuiti di Novellara”, alla “Spezieria dei Gesuiti di Novellara”, della quale n’è testimonianza  (tanto caro ai novellaresi quanto benevolmente invidiata dai cultori e appassionati dell’arte) la stupefacente raccolta (173 pezzi) dei vasi, albarelli, brocche e boccioni che facevano parte di quel luogo (spezieria) dispensatrice allora di pomate, linimenti, pozioni, saponi destinati alla cura e al sollievo della popolazione dolente. Anche sulle altre chiese (“Il cammino artistico della Chiesa di S.Maria della Fossa”) e sulle Immagini Miracolose delle quattro icone della Vergine Maria( presenti nel Santuario della B.V. della Fossetta, nella Chiesa del Popolo, nella stessa Collegiata),  Sergio Ciroldi ci ha donato volumi e libretti di grande effetto devozionale e documentario. Vanno inevitabilmente citati il libro su Giaches de Wert, celebre compositore fiammingo che dimorò a lungo presso la corte dei Gonzaga di Novellara, oltre ai “Piatti della chiesa Collegiata di Santo Stefano di Santo Stefano di Novellara”, che mette in luce la valenza e impareggiabile maestria nella realizzazione dei due piatti, finemente istoriati, di grande valore, e non solo storico-artistico.
Ecco cos’è stato e cosa ha rappresentato per noi e per la sua Famiglia il prof. Sergio Ciroldi; una Famiglia che con estrema delicatezza e sensibilità ha scritto sull’avviso funebre: Sergio Ciroldi di anni 88 – già insegnante nella Scuole Pubbliche, studiosi e ricercatore. Senza aggiungere aggettivi. Quelli però ci sentiamo di apporli noi: aggettivi che di fatto richiamano più propriamente dei sostantivi: grande, appassionato, amante di Novellara.

Sergio Calzari

 

 

 

Sergio Calzari

INVESTIAMO SULLA NATALITÀ

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Gentile direttore, l’allarme natalità non figura mai tra le priorità dell’agenda politica. Eppure tra meno di vent’anni, la diminuzione di lavoratori attivi e il conseguimento degli anziani renderanno impossibile sostenere il nostro sistema di welfare. Servirebbero misure efficaci (davvero), per favorire le giovani coppie. Ma allo stesso tempo, è indispensabile un’azione culturale univoca, tesa a dimostrare che il “far famiglia” non è solo bello e giusto ma è un vantaggio per tutti. La denatalità non è un fenomeno casuale, che spunta all’improvviso. Deriva dalla disgregazione della famiglia. Deriva dal nostro modello di coppia. Dal crollo dei numeri di matrimoni. Dalla costante impennata di separazioni e divorzi dell’ultimo trentennio. E’ urgente investire sulla natalità (più nascite più crescita) cambiando rotta al declino demografico dando valore ai figli come bene sociale da tutelare E ancora: andiamo oltre l’assistenzialismo riconoscendo la famiglia come prima cellula della società; diamo un’alternativa all’individualismo puntando su padri, madri e i figli. Certo anche gli interventi economici (incisivi sgravi fiscali) sono necessari ma, come dimostrano le esperienze di altri Paesi europei, non fanno la differenza. Per questo è indispensabile un grande progetto educativo su amore e sessualità – cioè sulle ragioni stesse della vita – da costruire con il contributo di tutti. E’ essenziale che l’intera società, in modo trasversale, senza barriere etniche, culturali o religiose, si faccia carico di questa drammatica emergenza.

Cordialità
Paolo Pagliani

NATALE IN TONO MINORE

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Gentile direttore, conversando con amici abbiamo notato un Natale che ha perso il vero significato, riducendosi a consumo e spreco. E’ stato un tempo in cui si sono alternati a più non posso auguri di buon Natale. Ma che cosa si dice con questa formula? E che cosa si ascolta? Spesso nulla, perché al  “buon” non si dà alcun contenuto, e neanche al Natale. Talvolta anche i doni che ci si scambia sono semplici ringraziamenti. Ci si affida quasi sempre a parole superficiali, non a parole dettate dallo spirito. Quelle le dicono a se stessi coloro che sono nella solitudine pensando a quanti sono lontani, o non ci sono più e con i quali vorrebbero vivere un buon Natale. Non è che questa Festa abbia perso la sua vera denotazione, anche se ridotta a luci sfavillanti e beni di ogni genere da acquistare. I padroni del mondo, (anche se alcuni reucci sbraitano), sono diventati anonimi: sono le multinazionali dei metalli, del petrolio, delle armi. Sono loro che fanno muovere i popoli, impoveriti dal commercio ingiusto o messi in fuga dalle guerre. Ma ci sono anche aspetti positivi. C’è una gioventù che scende pacificamente in piazza per chiedere che i politici facciano meglio il loro dovere e non diffondano odio e disprezzo. Ci sono volontari che servono ogni giorno alle mense e agli alloggi per senzatetto. Ci sono gruppi di persone che organizzano la solidarietà e risanano quartieri degradati. Ci sono imprenditori che costruiscono giustizia con i loro collaboratori. Ci sono persino alcuni che si dicono atei ma difendono Cristo come modello umano insuperabile. Sarebbe bello nella Festa più bella dell’ anno, trovare la vera gioia nel dono sincero di se stessi; alle famiglie e agli adulti ritrovando quella speranza che ci aiuta a guardare con occhio chiaro anche le tragedie che sovente ci circondano.

Cordialità
Paolo Pagliani

Merry Hollywood, Natale in Piazza a Novellara

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Novellara, 19 dicembre 2019 – Torna il tradizionale spettacolo di Natale in Piazza Unità d’Italia a Novellara: domenica 22 dicembre Fincardinale e Teatro Tagliavini ci trasporteranno nel magico mondo di “Merry Hollywood”.

La notte di Natale la piccola April Mayer, nella sua cameretta della grande casa all’inizio di Hollywood Boulevard, sta scartando di nascosto il suo regalo di Natale.

Una volta aperto il dono la bambina scopre di aver ricevuto, diversamente da quanto aveva chiesto nella sua letterina di Natale, una casa delle bambole.
April arrabbiata getta il regalo a terra e all’improvviso appare Fred, un personaggio misterioso che porterà la bambina in un mondo incantato e dal sapore retrò, aiutandola a trovare la vera magia del Natale.

Lo spettacolo è a ingresso gratuito e avrà tre repliche (17.30, 18 e 18.30); Pro Loco realizzerà un punto ristoro con vin brulè e tortellini.

Francesca Amadei