FESTA DELL’ORO BLU

la-guerra-dell-acqua-libro-63989Caro direttore, pochi giorni orsono è passata quasi in sordina la giornata mondiale dedicata all’acqua, denominata giustamente oro blu. Già oggi oltre due miliardi di persone hanno difficoltà a procurarsi l’acqua per bere, lavarsi, cucinare. E non si tratta solo di gente che vive in zone aride o semi-desertiche ma anche di persone che vivono nelle periferie delle grandi metropoli del Sud del mondo. Da un capo all’altro del pianeta le falde acquifere si stanno abbassando e i fiumi arrivano al mare sempre meno gonfi d’acqua. In Italia nei mesi estivi, molti fiumi seccano e il problema ha un nome: eccesso di consumo e inquinamento. L’agricoltura a livello mondiale ne consuma il 60% ed un settore che fa un uso particolarmente intensivo, è quello dell’allevamento animale; basti pensare che a ogni chilo di carne di manzo, corrispondono 108 metri cubi di acqua considerando l’irrigazione delle piante, che forniscono il mangime e quella per tenere pulite le stalle. Ma l’agricoltura deve competere con altri due comparti concorrenti: l’industria e i consumi domestici. L’industria assorbe il 25% di tutta l’acqua consumata nel mondo e fra le attività che ne fanno maggior uso ci sono le cartiere, le centrali termoelettriche, le imprese chimiche. Questi prelievi però non destano troppa preoccupazione perché in molti casi l’acqua è riciclata all’interno di sistemi chiusi ma il problema è come viene restituita alla fine del ciclo, spesso impregnata di prodotti chimici e metalli pesanti. I consumi domestici rappresentano circa il 10% del consumo mondiale ma se in Africa la media a famiglia è di 20 litri al giorno, in Europa è 200 litri, una cifra esorbitante, se analizziamo come viene utilizzata. Pensiamo al wc che primeggia con 70 litri e solamente 20 lt. per cucinare, il resto è per elettrodomestici e lavarci. La domanda che dobbiamo porci è per quanto tempo le nostre fonti idriche potranno permetterci un simile spreco e che cosa faremo quando non ne avremo più abbastanza? Organizzeremo nuove guerre questa volta per prenderci l’acqua invece che per il petrolio, o costruiremo condotte sottomarine per accaparrarci l’acqua del Nilo?

Cordialità
Paolo Pagliani
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