LO SCHETTINO DI COREA

schettinoCaro direttore, in Corea del Sud è stato condannato a 36 anni di carcere, il comandante del traghetto affondato in primavera per aver urtato degli scogli provocando la morte di 302 persone, per lo più studenti liceali in gita.
Il capitano (69 anni) paga per aver abbandonato la nave ed essersi messo in salvo mentre passeggeri ed equipaggio andavano incontro alla morte; probabilmente finirà i suoi giorni in galera anche se i parenti delle vittime, ricorreranno in appello per chiedere la pena di morte. Per questa tragedia marittima, sono pure stati riconosciuti colpevoli il capo-ingegnere e membri della nave con pene tra i cinque e i vent’ anni. Da noi il vero Schettino, dopo quasi tre anni dal disastro del Giglio, è ancora sotto processo e nel frattempo ha tenuto una lezione all’Università di Roma, è diventato personaggio da paparazzare per i rotocalchi e dovrebbe essere agli arresti domiciliari! Tutto questo è una vergogna, è insopportabile questa drammatica e patetica maschera della giustizia sospesa: ci dicano se è innocente o colpevole. Una seguita Associazione mondiale che si occupa di giustizia, ci colloca al 152° posto tra i Paesi dove funzionano i tribunali; del resto le recenti assoluzioni o ridicole condanne specie ai politici, ne sono la tristissima controprova.
Cordialità
Paolo Pagliani
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