“Diciamo no alla violenza sulle donne – primo passo: educare al rispetto reciproco”

Dopo l’approvazione in Consiglio Comunale di un ordine del giorno congiunto “contro la violenza di genere”, gli amministratori organizzano una seduta di Giunta aperta a tutta la cittadinanza, mercoledì 16 dicembre alle ore 20.30 in Sala Civica per dire no alla violenza.
All’incontro, dal titolo “Diciamo no alla violenza sulle donne – primo passo: educare al rispetto reciproco” è stata invitata Carmen Marini, Presidente dell’Associazione “Non da sola Onlus” che parlerà delle azioni concrete da mettere in atto per aiutare le donne vittime di qualsiasi tipo di violenza.

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FRATERNITA’: UNA PAROLA PER TUTTI

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(L’Intelletto e il Cuore) – Dante e Beatrice di Henry Holiday 1839 – 1927

Gentile direttore, i recenti orrori parigini ci ricordano ancora una volta l’importanza della parola fraternità che figura assieme a libertè ed egalitè nei principi francesi di Voltaire. La fraternità non è una parola religiosa, per i religiosi di ogni tempo. E’ una parola per tutti, per tutte le persone di buona volontà; per il presente e il futuro del mondo. E’ una parola che giudica e interpella la politica, proprio perché nasce dai luoghi della violenza del mondo, là dove i più piccoli sono feriti. Il nobile insegnamento della fraternità è innanzi tutto delle vittime, di coloro che in tante parti del mondo, nella loro innocenza, giudicano i figli della violenza. Per poterlo ascoltare è necessario uscire dai recinti dell’ideologia e delle catture religiose: gli uni e le altre tentano costantemente di depotenziare la forza di questa parola ma senza la fraternità il mondo non si unisce e senza l’unità del mondo tutti siamo destinati a perire. Le grandi questioni internazionali, dalla crisi finanziaria ai cambiamenti climatici, alle immigrazioni, alle grandi differenze economiche, alla complessa e ineludibile sfida del disarmo, domandano una cultura della fraternità, per costruire una politica che sappia unire piuttosto che dividere. Solo una fraternità senza armi è in grado di cambiare il mondo. Ogni anno si spendono circa due miliardi di dollari in armi, un cifra al limite della indicibilità. Le armi non uccidono solamente quando sparano ma anche perché drenano una quantità illimitata di risorse, che così viene distolta ai più deboli. Ma gli eserciti non si fermano con le armi, bensì con una nuova cultura, che accetti la sfida di seminare fraternità. Fino ai confini della terra.

Cordialità
Paolo Pagliani

Dei vari modi per organizzare il sistema nel quale viviamo, il peggiore è quello che abbiamo oggi.

Le motivazioni personali che spingono un individuo a compiere scelte di vita così radicali come il terrorismo sono molteplici: si va dal disagio per non sentirsi parte della comunità nella quale si viva, alla ricerca di una propria affermazione personale, reagendo identificandosi con un modello precostituito e con organizzazioni all’apparenza amiche e protettive, sostanzialmente per la mancanza di strumenti culturali e di un metodo, atti a formare una propria personalità matura. In buona sostanza chi sente il disagio della propria fragilità ha il bisogno di appoggiarsi a qualcosa, qualcuno.
Tuttavia, credo che le ragioni definitive raramente coincidano con una presa di posizione consapevole, alcuni elementi componenti i grandi ideali, giusti o sbagliati che siano, criminali o meno, risultano attraenti per la possibilità, attraverso di essi di affermare se stessi, con importanza in percentuale variabile da individuo ad individuo, ma comunque e sempre presenti, altrimenti il meccanismo psicologico non funzionerebbe. Quello però che m’interessa maggiormente sottolineare è come la stampa si sia curata poco di un aspetto altrettanto importante: Come si può serenamente pensare sia normale, ed una situazione accettabile il fatto che lo 0,7% della popolazione mondiale, possegga metà della ricchezza planetaria? E’ chiaro che questo generi frustrazione in molti popoli e possa essere la molla che spinga qualcuno nella direzione della violenza, si analizzano troppo poco le ragioni per le quali accadano certe cose, eppure sono sotto gli occhi di tutti, non se ne parla, o se ne parla poco, per vergogna verso una verità che coinvolge tutti e che negli anni saremo costretti a guardare in faccia. I demografi dicono che saremo in minoranza già tra non molti anni, il nostro modello socio culturale non rappresenterà più l’Europa del futuro, continuare a pensare di “salvarsi” alzando barricate è demenziale, sarà come proteggersi da uno tsunami con un ombrellino da cocktail. E’ necessaria una ridistribuzione della ricchezza, senza la quale dubito potremo arginare il terrorismo, come al solito in fondo a qualsiasi ragionamento filosofico esiste una materializzazione dei concetti in aspetti molto pratici, senza la quale probabilmente non esisterebbe nemmeno la necessità di elaborare un pensiero. Trovo noiosissimo ascoltare il mantra: “il vero islam non c’entra niente col terrorismo” è ovvio che non c’entri nulla! Cosa ci ricavano le comunità islamiche dal terrorismo? Minori opportunità lavorative e segregazione, perché globalmente gli istinti di stomaco sono più forti di quelli cerebrali, chi non riesce a capirlo da solo, probabilmente non lo capirà nemmeno dicendoglielo 100 volte, il terrorismo è un danno soprattutto per loro, come era un danno per gli operai il terrorismo delle B.R. Singolare un passaggio di BOLB di questa sera: nella farneticazione di una signora, era condensata l’estrema stupidità di chi reagisce d’istinto a tutto ciò che non conosca, sintetizzando: è riuscita a mescolare islam, terroristi, fascisti, nazisti, quindi ideologie, epoche diverse ecc… in un unico ed orribile minestrone, attenzione però esiste una moltitudine di persone in questo stato confusionale e non è un bene per nessuno. Esiste un problema scolastico: in molte scuole secondarie non specifiche, come invece possono essere: liceo classico, o scientifico, ma comunque nelle scuole primarie questo sempre, si tende a schematizzare, stilizzare e distorcere la reale evoluzione di popoli creando irreali differenze di livello civile tra culture diverse, un esempio? La società greca antica si è evoluta esattamente come quella della maggioranza dei popoli: attraverso sacrifici umani, riti orgiastici, stupri, incesti, ecc…invece ci viene troppo spesso presentata ripulita di tutti quegli elementi invece indispensabili per una visione reale della sua evoluzione. Tutto ciò viene sistematicamente fatto nel paragone tra la nostra ed altre culture, molto spesso si usa il nostro modello come in officina si usa un calibro passa/non passa per un pezzo, chiaramente in questo modo i pezzi buoni risultano veramente pochi e sicuramente ritenuti non di grande qualità, ma è un modo di valutare assolutamente sbagliato. e troppo sbrigativo. In definitiva occorrerebbe disambinguare la definizione di progresso, per andare verso un futuro sostenibile, altrimenti, con solo marce, chiacchiere, indignazione e sbigottimento credo faremo ben poco.

Mauro Ricchetti

Commento all’articolo
https://ilportico.me/2015/01/09/amministrazione-comunale-e-comunita-islamica-contro-il-terrorismo/

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Amministrazione comunale e comunità islamica contro il terrorismo

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L’amministrazione comunale ed i rappresentati della comunità islamica Novellarese esprimono ferma condanna per l’attacco terroristico accaduto a Parigi al giornale Charlie Hebdo e lanciano un appello a favore del dialogo, dell’unione e della pace. La comunità musulmana non si riconosce nella violenza ed è contro a questi atti criminali. Inviamo le nostre sentite condoglianze ai famigliari delle vittime ed esprimiamo loro profonda solidarietà.

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Sindaco e assessore di Novellara incontrano la comunità pakistana

incontro comunità pakistanNumerose famiglie pakistane residenti a Novellara si sono riunite lunedì 29 dicembre in un momento di riflessione e condivisione per ricordare le vittime del recente attentato dei talebani avvenuto in un istituto scolastico di Peshawar (Pakistan), dove sono stati uccisi 130 bambine e bambini. Sono stati il Sindaco Elena Carletti e l’assessore alla cultura Marco Battini a invitare tutte le famiglie a partecipare a quest’incontro insieme alle rappresentanti del mondo della scuola ed ai mediatori interculturali.
La riflessione del Sindaco di Novellara è stata: “Di fronte ad un evento di tale brutalità e violenza era importante manifestare la nostra solidarietà e vicinanza alle famiglie che si sono sentite più colpite e ribadire che di fronte ad un dolore così immenso è fondamentale stare uniti e contrastare ogni forma di violenza”.
Non importa quanto lontano si verifichino questi fatti, perché in una città multiculturale come quella novellarese questi eventi toccano tutti: nell’Istituto Comprensivo di Novellara il 21% degli alunni è di origine straniera (nati in Italia o all’estero) e sul totale di bambini di origine straniera il 27% sono di nazionalità Pakistana. L’amministrazione comunale si dichiara estremamente soddisfatta della partecipazione e dell’attenzione dimostrata da parte della comunità pakistana.

Elena dicembre

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne a Novellara

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Il 25 novembre ricorre la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e per l’occasione i commercianti aderenti all’associazione “Novellara Viva” esibiranno in vetrina delle scarpe rosse, simbolo della lotta contro il femminicidio ed in biblioteca verrà donata una sciarpa rossa. In Italia il femminicidio continua ad essere une piaga allarmante. I dati del secondo rapporto Eures sul femminicidio parlano chiaro: sono 179 i casi registrati nel 2013, l’anno nero che ha segnato la più elevata percentuale di donne tra le vittime di omicidio mai registrata in Italia. In pratica una ogni due giorni.
“Tutti noi dovremmo interrogarci su un tema tanto delicato e attuale, mantenendoci vigili e attenti perché troppo spesso” afferma il Sindaco Elena Carletti “queste morti avvengono in ambito famigliare, nei contesti di prossimità, di rapporti di vicinato, amicizia o lavoro, dove le donne dovrebbero trovare conforto, dignità e sicurezza”. Scarpe e sciarpe rosse diventano i simboli di una giornata che vuole essere di sensibilizzazione e di riflessione non solo per la cittadinanza, ma anche per tutte le istituzioni e associazioni che possono fare rete per garantire più sicurezza e tutela nei confronti di tutte le donne.

Testata www Novellara viva