IL DOCENTE SCHETTINO

concordia-schettin_2492162bCaro direttore, sono rimasto esterrefatto e sorpreso, nel leggere che Francesco Schettino ex comandante della Concordia, abbia tenuto una lezione agli universitari di Roma su come <<controllare il panico>>. Che sia diventato un “personaggio” lo si deduce da inviti a feste di vip, a partecipare all’isola dei famosi in tv, a scrivere come sta facendo un libro naturalmente con le <<sue>> verità. Mi stupisco che il rettore della Sapienza abbia invitato un simile individuo che vedendo la nave incagliarsi, si è messo al sicuro in albergo, nonostante gli venisse ordinato di tornare indietro dal cap. De Falco. Alla domanda: <<Ma lei non si vergogna?>>, risponde <<Ma è ovvio che non mi vergogno. Perché mai dovrei vergognarmi?>>. Vergogna è una parola scomparsa anche davanti alle 32 vittime della Concordia. Non ci si vergogna più perché si è venduta la coscienza morale. Anzi, si è arrivati al punto di tacitare ogni rimorso mentendo spudoratamente, prima in pubblico, poi a se stessi. Non c’è più esitazione nell’invertire i valori etici. Impressiona perciò, l’arroganza dell’ immoralità, la sfrontatezza nel giustificarsi. Non sanno più arrossire neanche lontanamente, che non è un segno di debolezza ma di dignità e di nobiltà d’animo; l’emblema di una coscienza non intorpidita. Queste sono veramente le cosiddette <<facce di bronzo!>>.

Cordialità
Paolo Pagliani

VERGOGNARSI

(FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Caro direttore, affermava uno scrittore americano che: <<L’uomo è l’unico animale capace di arrossire. Ma è anche l’unico ad averne bisogno>> pensando però a Francesco Schettino e ad un’altra persona mi riesce difficile crederci. Vedere l’ex comandante della Concordia ad una festa vip ad Ischia, vestito di bianco applaudito e fotografato dagli invitati lascia sconcertati. Un personaggio che ha sulla coscienza 32 vittime, immagine misera del nostro Paese all’estero, danni ingentissimi perché “forse distratto in cabina” e per sua ammissione “Madonna cosa ho fatto”, (tradotto dal napoletano), che lascia la nave in balia delle onde con inermi passeggeri ed equipaggio a bordo, riverito ed omaggiato come riporta la stampa, mi indigna parecchio. Pare ora che stia scrivendo un libro con la sua verità, (salvataggio di migliaia di turisti!!), che scommetto, purtroppo, avrà successo. Non riportare mai vergogna, arroganti ci rende spudorati, ci cancella il rimorso, ci amputa dal cervello il senso critico. Quella della perdita della vergogna è una delle più truci esperienze dei nostri giorni, un vizio che non è più appannaggio dei vincitori ma di tutti. Scherzando, lo scrittore russo Cechov parlava di <<un bassotto che camminava per la strada e provava vergogna di avere le gambe storte>>. Ora, invece, le gambe storte – soprattutto le storture dello spirito – vengono ostentate e diventano materia di spettacoli ripugnanti ed osceni.

Cordialità e buona domenica
Paolo Pagliani
Testata www Novellara viva

TRATTATI COME ANIMALI

090330dignitaCaro direttore, sembra ormai una prassi dedicare una rubrica giornaliera agli animali nei nostri telegiornali. Anche se le notizie sugli umani – brutte e buone – da offrire al pubblico sarebbero ancora tante, come la giornata del rifugiato o migrante che cadeva il 19 gennaio, al mondo animale invece, ogni volta, devono essere dedicati cinque minuti come all’andamento dei titoli di Borsa, il mondo dello spettacolo e le ricette per cucinare… La dignità degli animali è sacrosanta e non ha alcun senso maltrattarli: nè quelli domestici nè quelli in libertà. Ma… senza urtare la giusta sensibilità degli “amici degli animali” vorrei rivendicare per loro una degna “vita animale” e per gli uomini e le donne una degna “vita umana”. Quando però i “diritti degli umani” vengono  calpestati come è successo nel centro di identificazione (Cie) di Lampedusa, come risulta dalle immagini riprese e diffuse nel pianeta, ci si indigna profondamente e si prova “vergogna”. Bella accoglienza! Meno male che ci sono i telefonini a catturare comportamenti da peggior bullismo, per di più giustificati dalla oscena stupidità di “aver obbedito agli ordini”. Mi auguro che che la sensibilità degli “amici degli uomini” prenda il sopravvento, una volta tanto e che si dia ad ognuno la propria dignità, per non cadere in una deplorevole forma di decadenza razzista che qualche rozzo politicante predica continuamente. Viene proprio da implorare una rivendicazione della razza umana: ” Almeno trattateci come le bestie”!

Cordialità
Paolo Pagliani

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FATE IL NOSTRO GIOCO

Qui Lecco Libera, che azzardo la serata sull’azzardo&#8230Gentile direttore, leggevo che due giovani comunicatori scientifici, un matematico ed un fisico, spiegano in alcune scuole altoatesine com’è facile e utile capire le leggi matematiche che regolano la fortuna alle slot machine. Essi dimostrano che il destino di ogni giocatore è perdere, premettono i due membri della Fondazione: “Fate il nostro gioco” ed allora si inizia a prendere coscienza di tanti rischi degli eccessi del gioco d’azzardo. Questa “industria” nazionale con volumi di affari in crescita, è l’altra faccia della crisi italiana dove esiste una correlazione negativa, fra la partecipazione a questi giochi e il reddito. Più basso è il reddito più si gioca a Lotterie, Gratta e vinci, nelle sale giochi. E più si esagerano le aspettative di vincita. Sosteneva un monetarista americano, Nobel in economia nel 1948, che chi ha un basso reddito ha una maggiore propensione ad assumersi un rischio, perchè il costo che sostiene non è tale da modificare il suo reddito, che al contrario in caso di vincita, migliorerebbe notevolmente e gli cambierebbe la vita. In una situazione del genere, sembra conveniente rischiare una somma modesta, pur sapendo che le probabilità di vincere restano molto ridotte. Chi è ricco, invece, non ragiona allo stesso modo, perchè il suo vantaggio sarebbe insignificante. Esiste in pratica una linea di demarcazione sociale, quasi di classe, tra chi gioca e chi no e una massa di giocatori che in Italia si va paurosamente estendendo. Non solo. La rincorsa alla fortuna sarebbe <<anticiclica>> rispetto all’andamento dell’economia. Quasi un investimento per fronteggiare la perdurante recessione, diversamente da un professionista che mi confidava che dai suoi 5 ettari di terreno, facendolo lavorare, non guadagna quasi nulla ed alla mia ingenua domanda: <<Perchè non vendi?>>, mi ha confessato che ricavando anche 150 mila euro, non gli avrebbe cambiato assolutamente niente. Beato lui che non ha problemi economici al contrario di tanti e ricordando, trovavo sempre più attuale la definizione di Cavour sul gioco d’azzardo quando lo definiva: “la tassa sui poveri”. E’ però vergognoso che lo Stato diventi biscazziere.

Il Nobel americano (1948) è Milton Friedman.

Cordialità
Paolo Pagliani

TESTIMONIANZA DI UNA GIOVANE ALCOLISTA

Svegliarsi al mattino. angosciata, tutta tremante, con dei crampi orribili allo stomaco…ma che cosa ho, cosa significa tutto questo, perché? Quante volte me lo sono chiesta e quante volte ho sempre negato la verità? Era il nervoso, la delusione avuta ieri, tutto fuorché riconoscere il vero motivo! Poi, una discussione un po’ più forte in famiglia, con il ragazzo, la perdita di tutti i valori, delusioni su delusioni, pianti su pianti e a un certo punto dici: devo fare qualcosa. Basta, ho deciso che da domani smetto di bere! E’ vero, lo penso veramente ma dopo il primo bicchiere non mi fermo più, non mi frega più niente di tutti i miei buoni propositi e ricomincio tutto da capo! Quante volte ho fatto e detto tutte queste cose? Tante, che non le ricordo neppure più; ricominci a prendere le pastiglie per non bere ma non sei tranquilla… quella fissa ti ossessiona: è un incubo! Non dormi di notte, sogni di bere, ti nascondi le bottiglie, le lattine, bevi anche se sai che rischi di lasciarci la pelle ma non te ne frega niente: continui! Poi, ti parlano di un gruppo di Alcolisti Anonimi, provi, tanto pensi che troverai solo gente ubriaca, pensi che ci andrai una volta e poi non vi metterai più piede. La vergogna è tanta nel varcare quella soglia, perché hai paura di essere considerata diversa, una <<timbrata>> dalla società…ed invece ti viene incontro una donna che si presenta:<<Io sono Anna e sono un’ alcolista>>. Parli con lei e ti chiedi perché sia così serena, parli così tranquillamente dell’ argomento che per te è sempre stato un tabù. Entri in una sala e trovi un sacco di gente serena e felice che ti accoglie come ti conoscesse da sempre. Senti le esperienze di tutti e ti accorgi che non sei più sola, che hai qualcuno che ha provato e che sta provando le tue stesse sensazioni… è tutto così strano e bello! Poco per volta scopri che il tuo non è un vizio ma una malattia che puoi controllarla e vincerla con tanta volontà e tanta amicizia da parte del gruppo. 24 ore senza bere: è una follia ( pensi! ). Ed invece arrivi a casa e provi anche tu; è difficile, anche se subito non sembra. Riscopri la vita, l’ amore, la gioia di vivere, ti ritorna la voglia di parlare con gli altri, perché non più paura di essere giudicata, di sentirti dire che sei ubriaca, che non capisci niente…! Non vorresti più tornare indietro nemmeno per tutto l’ oro del mondo, hai incominciato una nuova vita, una nuova strada che ti appare serena e tranquilla. Tutto questo è perché devi dire una sola cosa: Grazie Alcolisti Anonimi.

Lara  –  Piacenza

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