RUOLO VIRTUALE O REALE?

tecnostress

Gentile direttore, senza quasi rendercene conto, trascorriamo sempre più tempo frequentando spazi digitali. Nell’arco di una giornata sono aumentati i momenti in cui guardiamo le e-mail, scriviamo messaggi, postiamo sui social network, scattiamo e condividiamo foto e immagini. Tutto ciò è possibile grazie alla diffusione capillare di quei gadget elettronici che ci portiamo appresso con la scusa di essere reperibili sempre e dovunque. E’ come se vivessimo in un mondo virtuale, parallelo e integrato alla realtà dove lo spazio fisico si riduce al massimo e il tempo diventa istantaneo. Stiamo diventando degli <<abitanti digitali>> e quotidianamente alimentiamo la nostra identità virtuale. Questo processo avviene in maniera inconsapevole anche per le nuove generazioni, costrette a gestire dinamiche di crescita (appartenenza al gruppo, relazioni affettive, scoperta della propria personalità) anche in spazi on-line dove tutto viene amplificato e velocizzato. Sarebbe nostro compito rendere i giovani consapevoli di come l’ identità – che coinvolge corpo, emozioni e sentimenti – vada chiarita e preservata dentro di sé prima che sul web. Non è facile ma provando a realizzare registrando alcune esperienze significative con i ragazzi, attraverso foto, video, messaggi audio quindi accompagnandoli a rivedersi, a riconoscersi e a prendere atto dei cambiamenti avvenuti in loro ma anche nel contesto – reale e digitale – in cui vivono, può rivelarsi sicuramente educativo.

Cordiali saluti
Paolo Pagliani

NUOVA DIPENDENZA

12basics.LGentile direttore, la dipendenza da cellulare fa parte di una nuova categoria: quella della dipendenza senza sostanza.
L’uso del telefonino sta diventando sempre più eccessivo; è ormai il il mezzo privilegiato per comunicare e avere contatti con il prossimo e dimostra anche una incapacità a mantenere momenti di assenza di comunicazione.
Si registrano sempre più frequenti i casi di ansia se il telefonino è scarico o non ha segnale.
Quindi un disturbo che viene vissuto <<fisicamente>>, sulla propria pelle.
Il telefonino impone una distanza fisica dall’altro, non c’è l’incontro faccia a faccia facendo mancare tutta una serie di importanti stimoli: visivi, olfattivi, tattili.
Ormai con l’sms si litiga, si corteggia, lo si usa per tutto creando un isolamento, in cui vengono a mancare gli scambi relazionali. E in questa difficoltà non si cura la fantasia, non c’è crescita, perché ci si ritira dal mondo.
Anche i genitori, grazie al telefonino che regalano sempre più spesso ai figli, hanno questi sotto controllo, per sapere dove sono, cosa fanno.
Esso ha ormai invaso la nostra vita: si mangia, si lavora, si guida, non concentrandoci così su ciò che si fa nella telefonata, che ahinoi rimane una comunicazione incompleta.

Cordialità
Paolo Pagliani

Pesce