“Vecchi mestieri per giovani imprese” un bando che offre un’opportunità

round-errore-attenzione-button-clip-art_422950Le difficoltà dei giovani ad inserirsi nel mercato del lavoro si sono aggravate con la crisi economica globale. Sebbene in Emilia Romagna le prospettive occupazionali dei giovani siano migliori rispetto a tante altre regioni del Paese, l’analisi su base territoriale indica che, nel 2011, la crisi ha spinto il tasso di disoccupazione giovanile a livelli significativamente superiori rispetto al 2008.
Da indagini di settore, inoltre, è emerso come settori ad elevata potenzialità di crescita e sviluppo sono proprio quelli cosiddetti “mestieri tradizionali”. E’ per questo motivo che Salmi Youssef, assessore ai giovani ai giovani del Comune di Novellara desidera promuovere il bando “Vecchi mestieri per giovani imprese”.
Il bando vede la Provincia di Reggio Emilia tra i promotori, quindi permette a tutti i giovani di età compresa tra i 25 ed i 30 anni intenzionati ad avviare un’attività imprenditoriale nella Provincia di Reggio (o Modena e Piacenza) di presentare la propria candidatura entro e non oltre il 28 febbraio.
Un apposito nucleo tecnico valuterà e selezionerà un massimo di 36 idee imprenditoriali, in base a opportuni criteri e per il territorio provinciale reggiano sono buone le possibilità di selezione perché ne verranno scelti un massimo di 18 progetti.
Bando e relativi allegati sono scaricabili dal sito http://www.provincia.re.it
Per ulteriori informazioni contattare il Servizio Programmazione scolastica ed interventi per la sicurezza sociale al numero 0522 444863 o 864 del Servizio Programmazione scolastica ed interventi per la sicurezza sociale.

IL LAVORO E I GIOVANI

Caro direttore, le notizie sul lavoro giovanile sono preoccupanti perché a crescere è solo il tasso di disoccupazione che li riguarda. Gli ultimi dati ISTAT sono disastrosi: più di un giovane su tre è in cerca di lavoro che sembra non esserci proprio per chi ha meno di 26 anni. E’ vero che le nostre famiglie riescono ancora a creare quella rete di solidarietà grazie alla quale i ragazzi non rischiano di oltrepassare la soglia della povertà, tuttavia l’impossibilità di mettersi alla prova e dimostrare la propria energia per l’assenza del lavoro, costituiscono una ferita nell’anima giovanile.
Questa carica di energia non possiamo permetterci il lusso di sprecarla se si vuole invertire finalmente la marcia della pericolosa deriva che ha intrapreso l’Italia, in termini di credibilità, di scarsità di crescita, di diffusa illegalità, di forti individualismi ed egoismi sociali. La situazione diventa ancora più complessa per il fatto che la popolazione italiana più giovane rappresenta solo un settimo del totale. Da qui, la fatica di far sentire la sua voce e la sua indignazione; occorre uno sforzo comune. Se accetteremo, tutti noi, di andare più lentamente, i nostri giovani potranno andare più velocemente. Per il loro bene, per il bene del nostro Paese.

Cordiali saluti
Paolo Pagliani