LA RESILIENZA

stressGentile direttore, oggi si parla molto di stress, spesso a sproposito. Entro certi limiti, noi siamo fatti per gestire lo stress. Anzi, in qualche modo abbiamo addirittura bisogno dello stress. Senza richieste da parte dell’ambiente – problemi da risolvere, difficoltà da affrontare, obiettivi da raggiungere – il nostro cervello si atrofizza. I nuovi neuroni non sopravvivono se non sono stimolati sufficientemente. Certo, occorrono un livello di sfida ottimale e obiettivi appropriati: ma la nostra vocazione evolutiva non sta nel divano di casa, nell’adorazione del tubo catodico. E’ vero, oggi molte persone si sentono stressate. Ma non perché le condizioni di vita odierna, crisi permanente compresa, siano più difficili che in passato (per lo meno in Occidente post-industriale); malattie, fame, violenza indiscriminata, migrazioni hanno rappresentato lo scenario quotidiano per millenni. E’ davvero difficile sostenere che oggi le condizioni di vita siano – in generale – peggiori di quando non esistevano ospedali e antibiotici, fognature, diritti umani, il concetto di infanzia o prerogative per le donne. E’ vero che le persone si sono stressate ma questo è dovuto al fatto che le capacità di reazione sono scomparse. La resilienza oggi è, in termini collettivi indebolita. Questa parola <<resilienza>> rappresenta il contrario della fragilità. E significa in campo psicologico andare avanti senza arrendersi, di <<persistere>>, <<tenere duro>> richiamando l’idea di una motivazione che non si esaurisce facilmente. Storie come quella di Alex Zanardi cominciano a farci comprendere come nella vita i fattori che fanno la differenza non sono la fortuna o l’intelligenza astratta, bensì le qualità motivazionali.
Un cordiale saluto
Paolo Pagliani

NATALE: IL GIORNO PIU’ BELLO

cefaleaGentile direttore, ho letto fresche statistiche le quali analizzando la frequenza della distribuzione e nel ricorrere di cinque parole (dolore, ansia, stress, depressione e fatica), mettono in luce come la giornata natalizia rappresenti quella più lieta e gioiosa dell’anno. A dispetto di tanti, (tendenze recenti e permanenze di lunga durata), l’e i dispositivi simbolici che avvolgono il Natale continuano a farne una festa. Sicuramente, nostalgia di tempi belli vissuti da bambini, nell’affetto della famiglia e aspettando di scartare i regali ma anche un amarcord fattosi tanto più forte ed impellente in quest’età liquida, ipertecnologica ed estremamente precaria. In un ceto medio sempre più affaticato e che sperimenta sulla propria pelle forme di insicurezza ed impoverimento, si nota l’esigenza di pace e serenità che si associa in primis al Natale che sembra prevalere sullo stress da compere e shopping, causata da quella crisi che ha drasticamente ridotto gli slalom tra negozi e centri commerciali. Si impenna allora il desiderio di trovare nelle nostre esistenze, un’oasi di felicità che per la prima volta restituisce al Natale quella festa comunitaria, di letizia, religiosa o rilassante sopravanzando il connotato consumismo che aveva largheggiato sino a poco tempo fa. L’augurio è di ritrovare una tensione verso i valori più alti, abbandonando il chiuso orizzonte dell’egoismo e sollevandosi dal pantano della banalità e della superficialità.
                                                                                                           I più cordiali saluti
Paolo Pagliani

Malattie moderne anche nei nostri animali domestici

cane-malatoIniziamo a vedere malattie che in passato erano sconosciute e che sono spesso riferibili a cattive abitudini o comunque a stili di vita profondamente diversi da quelli del passato. Tra queste malattie possiamo sicuramente includere, ad esempio, l’obesità, il diabete e lo stress.
Oggigiorno è sempre più comune vedere animali con problemi di peso. Questi possono andare dal leggero sovrappeso, che non è generalmente un problema, alla vera e propria obesità. Le ragioni sono tante, ma spesso siamo noi proprietari i principali responsabili. Tra le concause più comuni dell’obesità ci sono: uno stile di vita sedentario, quantità di cibo eccessivo e tipo di cibo completamente sbagliato (dolciumi, salumi, pastasciutta al ragù e perfino cappelletti non sono esattamente le cose più indicate per cani e gatti). Spesso, quando faccio presente che sarebbe meglio limitare o cambiare l’alimentazione di un certo animale, mi viene risposto: “ha sempre fame”, “è lui/lei che me lo chiede”, “mangia solo quello!”. Tutto ciò è sicuramente vero ma vorrei ricordare che si può dire di no e che, finora, cani e gatti non hanno ancora imparato ad aprire la credenza o il frigorifero. Il mio insistere sul mantenimento di un “peso forma” non ha nulla a che fare con l’estetica ma solo con la salute. Come è ben noto anche in medicina umana, il sovrappeso è una delle cause di diverse altre patologie: diabete, problemi cardiocircolatori e problemi articolari, solo per citarne alcuni. Studi recenti, hanno provato che un cane obeso vive mediamente due anni in meno di un animale normopeso. Se si considera la vita media di un cane, non è certo un lasso di tempo trascurabile.
Altre malattie poi, anche se teoricamente curabili, diventano, nella pratica, ingestibili per il proprietario. Il diabete, ad esempio, che in molti casi potrebbe essere tenuto sotto controllo con una dieta adeguata e con l’insulina, diventa nella realtà una condanna. Questo perchè è davvero molto difficile, dopo aver permesso al proprio cane o gatto di mangiare quello che volevano per tutta la vita, cambiare e passare ad una dieta adeguata. Ma soprattutto è ancora più difficile, per molte persone, riuscire a fare le iniezioni di insulina due volte al giorno per tutto il resto della vita dell’animale. Sarebbe davvero opportuno cercare di non arrivare mai a questo punto.
Altra malattia “moderna” è sicuramente lo stress. Se ne parla sempre tanto ma forse non si sa che anche i nostri animali domestici possono soffrirne. Cosa lo può causare? Tante situazioni diverse, che possono anche non essere le stesse per ogni cane o gatto. Solo per fare alcuni esempi, per quanto riguarda i cani: essere tenuti tutta la vita a catena o rinchiusi sul balcone di un appartamento senza la possibilità di interagire mai con i propri simili. Oppure essere lasciati da soli la maggior parte della giornata perchè non si ha tempo da dedicargli. Ma anche prendere un cane che ha necessità non compatibili con il nostro stile di vita. Non si può pretendere, ad esempio, che cani estremamente attivi come i border collie o i pastori tedeschi siano contenti di uscire per mezz’ora di passeggiata al giorno. Così come non si può prendere un carlino o un bulldog inglese, cani generalmente non particolarmente atletici, ed aspettarsi che facciano 5 km di corsa con noi ogni giorno.
Anche per alcuni gatti certe situazioni, come la vita in appartamento, così come essere costretti a vivere in un ambiente ristretto molto affollato (persone, cani, altri gatti), senza via di fuga, può risultare piuttosto difficile.
Ogni qualvolta cerchiamo di costringere un animale ad uno stile di vita non propriamente “naturale”, questo ha due “scelte”: adattarsi (come la maggior parte fanno) o stressarsi (come purtroppo talvolta accade). Lo stress, a sua volta, può causare sia disturbi comportamentali che malattie fisiche. Si potrebbero allora avere episodi di aggressività e/o eccessiva paura/timidezza, comportamenti inappropriati (urinare o defecare in luoghi non idonei, causare distruzione in casa), comportamenti stereotipati (girare su se stessi o in circolo attorno ad un albero del giardino), comportamenti autolesivi (leccarsi o morsicarsi ossessivamente una parte corporea), etc. Oppure si potranno avere animali che si ammalano fisicamente. Soprattutto i gatti sembrano risentire molto dello stress ed ormai si sa che certe patologie, come alcune forme di cistite, o certi problemi cutanei, sono direttamente correlati a questa condizione.
É inevitabile che una certa quantità di stress faccia parte della nostra (umani ed animali) vita quotidiana, ma se questo oltrepassa una certa soglia la convivenza può diventare davvero difficile e portare a scelte drastiche, come l’abbandono. Meglio allora rivolgersi per tempo ad un esperto per un consiglio.

Tecnopress

CORSO DI GINNASTICA FLEXI SHIATSU AL DOJO ARTI MARZIALI NOVELLARA

Manola Balestreri

Da febbraio 2012 in contemporanea al corso under 13 di judo partirà il corso di Flexishiatsu rivolto a chiunque abbia necessità di riacquistare elasticità, flessibilità ed equilibrio psicofisico. Tale corso è stato studiato appositamente dalla dott.ssa Manola Balestreri, docente shiatsu abilitata, unitamente a docenti universitari della facoltà di scienze motorie di Verona. Tale corso unisce le caratteristiche principali della ginnastica dolce e del massaggio shiatsu, dove armonia ed equilibrio si accompagnano ad esercizi gradevoli, semplici ma estremamente efficaci. Tale ginnastica è veramente efficace soprattutto contro i mal di schiena da postura e il mal di testa da stress. Sono previsti incontri settimanali pomeridiani e in particolare l’ambiente piacevole come il dojo arti marziali fa da cornice veramente efficace a tali esercizi. In particolare tale ginnastica avviene in contemporanea al corso di judo under 13 e quindi per i genitori che accompagnano i figli vi è la possibilità di curare il proprio corpo e la propria mente e di prendersi qualche spazio per se mentre i figli fanno judo in una di quelle che si sta rivelando una delle realtà più dinamiche della provincia.