Il Consiglio ha approvato il bilancio 2015

SoldiIl bilancio comunale elaborato dalla Giunta comunale e approvato nella seduta di Consiglio di giovedì 11 giugno è il risultato di un significativo sforzo di razionalizzazione delle spese correnti, ridotte per oltre 330 mila euro e di un ampio confronto con le rappresentanza sindacali che ha permesso di sottoscrivere un accordo relativo a misure contro la povertà e alle politiche fiscali su Tasi e addizionale Irpef.
Evidenti e pesantissimi i tagli alle entrate correnti pari a 328.150 euro per le riduzioni dei trasferimenti statali e -551.956 euro di ristoro ambientale (non più attribuibili alla parte corrente del bilancio come imposto dalla Circolare Orlando), che sono stati recuperati – anche se solo parzialmente dall’importante lavoro di razionalizzazione delle spese sopra esposto e con il contrasto all’evasione fiscale.
Sul fronte fiscalità, come già dichiarato precedentemente, la Giunta è riuscita a salvaguardare i proprietari di abitazione principale, dato che la TASI resta identica al 2014 ed è stata ampliata  l’estensione della riduzione di 30 euro per i figli fino a 26 anni per tutti i proprietari di abitazioni principali (non viene applicata alle imprese), anche l’addizionale Irpef resta immutata nelle aliquote, con ampliamento della fascia esenzione per i contribuenti con reddito inferire agli 11mila euro,
Variazione più significativa riguarda l’aliquota dell’IMU ordinaria che aumenta di un punto, da 9,10‰ a 10,10‰, garantendo entrate previste pari a 400mila euro. Restano confermate le aliquote per gli immobili concessi a canone concertato, con una aliquota agevolata del 7,6‰  e gli immobili sfitti, con l’aliquota massima del 10,6‰. Si precisa che, comunque, il versamento dell’acconto IMU e TASI è eseguito sulla base dell’aliquota dell’anno precedente.
Resta un bilancio a tutela dei servizi alla persona, che non arretrano di un passo, attento alla fasce più deboli, perché si conferma uno stanziamento di circa 200mila euro, declinato in convenzioni con cooperative sociali e contributi economici, per la lotta alla povertà e d’ascolto ai cittadini e attività produttive e mondo del volontariato. Lo si deduce anche dal piano delle opere pubbliche come ha avuto modo di affermare il Sindaco Elena Carletti: “Un piano ambizioso, risultato di un anno d’ascolto delle istanze dei nostri cittadini, delle associazioni e sindacati che punta tutto sugli interventi alla viabilità (400 mila euro), sull’efficienza energetica, videosorveglianza e digital divide (80 mila euro) per garantire infrastrutture migliori alle nostre aziende (400mila euro), senza trascurare la qualità della vita con significativi interventi su ciclabili e pedonali per 745mila euro, il verde e parchi pubblici per 380mila, l’impiantistica sportiva e piscina 110mila euro e il nostro grande impegno per il risparmio energetico riqualificando tutta l’illuminazione pubblica per un intervento complessivo pari a 1milione e 500mila euro”.

Sara Germani

MAGGIORE SOBRIETA’

schermata-2013-10-29-a-16-26-55Gentile direttore, nonostante la crisi che l’Italia ed altri Paesi stanno vivendo, pare che la maggior parte delle persone piuttosto che pensare alle spese utili e necessarie per vivere, siano state interessate, oltre agli alimentari a basso costo, ai settori dell’informatica e della telefonia i quali sembrano non abbiano risentito della crisi. Ci si domanda perché si corre per acquistare a caro prezzo, o a…rate, un telefonino che tra qualche mese si potrebbe avere ad una cifra più accessibile. Anche Papa Francesco ci mette in guardia dalla schiavitù del “dio denaro” elevato a idolo dei nostri giorni, cui tutto viene sacrificato, a cominciare dalla dignità delle persone. Oggi non vali per quello che sei ma per quello che possiedi o puoi esibire agli occhi della gente. Ciò spiega la follia delle “file” notturne per l’ultimo ritrovato della tecnologia (ricordo quelle dalle 3 del mattino per l’ i-Phone 6). Come se la felicità consistesse nel possesso o nell’esibizione, che suscita invidia ed emulazione. E’ l’assurdo di una società che ha smarrito i veri valori e che ha messo al primo posto il successo, i soldi e l’apparire. Non sarebbe necessaria più sobrietà anche in famiglia?

Buon proseguimento 2015
Paolo Pagliani

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“Quando si dice…”: non avere il becco di un quattrino

baratto-senza-denaroChi non l’ha mai sentito dire, anche se (si spera) soltanto per scherzo!… Perché questa malinconica espressione significa essere in miseria, ritrovarsi senza nulla (purtroppo, però, quest’espressione sta tornando di moda, introdotta a forza nelle case di centinaia di migliaia di italiani, europei e occidentali. Si può dire, stando a un’analisi filosofico-realistica, che la miseria sta pareggiando lentamente ma inesorabilmente i conti tra sfruttatori e sfruttati…).
Chiusa la parentesi – il quattrino era una moneta di basso valore istituita nel Medio Evo e coniata fino al XIX secolo dalle zecche di vari Stati della penisola italiana prima dell’Unità (1860). La sua coniazione, dato il minimo valore, era generalmente in rame (almeno dal XVII secolo).
Ci volevano 3 quattrini per formare 1 soldo. Quindi non averne neanche il becco significava nella più concreta realtà non avere proprio nulla – dato che il “becco”, in gergo popolano, era il bordo rialzato della moneta, assolutamente di valore irrisorio (semmai lo si fosse potuto considerare e spendere…). Probabilmente, il termine “becco” significava anche scheggia, piccolo pezzo, ma il significato più ampio dell’espressione non cambia, anzi ne risulta negativamente amplificato. Come dire: la miseria, quando decide di bussare, bussa a tutte le porte che incontra…… e in Italia, finora, ne ha bussate tante… troppe. Ma non quelle giuste.

Prossimo articolo:  Non tutti sanno che… il primo Presidente della Repubblica Italiana fu un monarchico.

Massimo Vecchi

Conchiglia web

UNA CLASSIFICA …POCO ONOREVOLE

soldi-e-politicaGentile direttore, è ormai chiaro che tantissime persone (circa un milione) si stanno rovinando con il gioco d’azzardo e l’incoscienza di questo sistema ha fatto precipitare nella disperazione (vedi caso Preiti che ha sparato davanti a P. Chigi), migliaia di persone senza più speranza e non è possibile non rendersene conto. Si ha la percezione che i nostri governanti siano più interessati a far cassa a qualsiasi costo che a porsi il problema di certe scelte. La balzana idea di coprire il buco dell’abolizione dell’ IMU aumentando le accise sui giochi è stata subito smentita dai dati dei  Monopoli di Stato che già trattiene, al netto delle vincite, il 47,3% (seconda accise dietro solo a quella della benzina); nel 2012 lo Stato ha incamerato poco più di otto miliardi. Si possono chiedere dei sacrifici alle persone, si può chiedere di essere mortificati da tasse e gabelle, si può chiedere di cambiare stile di vita, di sopportare la povertà che incombe ma bisogna metterci la faccia, saper combattere con coraggio contro le ingiustizie, con l’esempio, dimostrando di voler ricostruire veramente il paese. cambiandolo in meglio. Nei denari buttati nell’ azzardo siamo quarti al mondo (dietro USA, Cina e Japan) mentre nella classifica europea siamo al primo posto: un primato che non ci fa onore. Il doppio dei tedeschi che pure sono molto più ricchi e ben messi di noi. Prova provata, purtroppo, che c’è uno spread che non può essere aggiustato dalla BCE. Ma solo da noi.

Cordialità
Paolo Pagliani

Dove vanno a finire i soldi degli SMS dei terremotati?

Al consiglio comunale di Assisi un’interpellenza sui fondi per l’Abruzzo decine di milioni sono gli euro donati dagli italiani dopo il sisma del 6 aprile 2009. Di molti si è persa letteralmente traccia. Di altri, come quelli raccolti dal comune di Assisi, non se ne conoscono le cifre e non è ancora stato inviato un centesimo a quasi due anni dal terremoto. Il sindaco in carica, Claudio Ricci (PdL), ritiene opportuno inviarli con comodo, dopo l’approvazione del bilancio 2011. E non c’è fretta nel consiglio comunale, in cui un’interpellenza del 4 marzo appariva come ultimo dei 14 punti all’ordine del giorno.
Di altri fondi si ha la trasparenza della destinazione, come quelli relativi agli SMS affidati alla Etimos dalla Protezione Civile, potendone almeno verificare impieghi e costi di gestione.
CHI E’ ETIMOS S.c.: un consorzio finanziario internazionale, con sedi in Italia, a Padova, e tre sedi decentrate in Sri Lanka, Senegal e Argentina. Da più di vent’anni raccoglie il risparmio e lo gestisce nei Paesi in via di sviluppo, con programmi di microcredito, cooperative di produttori, iniziative microimprenditoriali e organizzazioni di promozione sociale. Nel 1999 contribuisce a fondare Banca Etica, nel 2002 Sefea (la Società europea per la finanza etica e alternativa). Dal 2006 l’espansione e consolidamento in Asia, Africa e Sud America. Il capitale è fornito alla Etimos da risparmiatori (banche, fondazioni, cooperative, enti ecclesiali, Ong, imprese e privati) interessati a strumenti per investimenti socialmente responsabili, ma anche remunerativi sotto il profilo finanziario.
GLI SMS, 5 MILIONI DI EURO: sperimentata con parte delle donazioni raccolte dopo lo tsunami in Sri Lanka, in cui fu avviato un progetto di microfinanza, la collaborazione fra Etimos e Protezione Civile si ripete in Abruzzo, con una convenzione stipulata il 23 novembre 2009, e con l’assegnazione di 5 milioni destinati ad attività di recupero del tessuto socio-economico nel post-terremoto. Anche se il capitale fornito alla Etimos non proviene, in questo caso, da risparmiatori interessati a una remunerazione di quanto investito.
PROGETTO E COSTI: dei 5 milioni iniziali, 470mila vanno in “oneri riferiti alla gestione operativa del progetto per tre anni, a far data da dicembre 2009”, ci conferma Chiara Benvegnù, coordinatrice Progetti Innovativi Etimos, “somma largamente insufficiente” — aggiunge alla nostra richiesta di conoscere altri costi oltre a quelli indicati -“in ogni caso stiamo cercando di attivare tutte le possibili sinergie pubbliche e private, volte al raggiungimento di una sostenibilità dell’iniziativa nel medio-lungo termine”. Dei 4,53 milioni restanti, è previsto un plafond di 500mila euro per famiglie e singoli, 3,53 milioni per micro e piccole imprese, 500mila per cooperative, associazioni e imprese sociali.
All’8 marzo, l’ammontare complessivo dei crediti erogati dalle banche è di 204mila euro, di cui 54mila per famiglie (11 richieste) e 150mila per imprese (7 richieste). Sono nel complesso 132 le richieste di credito accolte presso i centri Caritas, incaricati di valutare i bisogni delle persone ed eseguire una prima valutazione in fase di pre-istruttoria che viene poi inviata alle banche. Abbiamo chiesto alla Etimos se era il caso di rivedere l’impostazione del progetto, in caso di scarso utilizzo dei fondi disponibili. Nella risposta si indica che “il Dipartimento della Protezione Civile e il Consorzio Etimos valuteranno assieme agli altri partner del progetto una diversa destinazione delle residue disponibilità economiche, coerente con le finalità dell’iniziativa e i bisogni della popolazione”.

Fonte:

http://www.youtube.com/watch?v=K6ezWXhf8YY&feature=em-uploademail