Ludopatia: bar e tabaccherie di Novellara possono aderire a SLOT FREE-R entro il 5 dicembre

noti2635Gli esercenti di bar, tabaccherie ed edicole hanno tempo fino al 5 dicembre per chiedere al Comune di Novellara la riduzione del 30% la parte variabile della TARI già a partire dal 2015 se attestano di non aver installato o se decidono di eliminare dal proprio locale macchine VLT o slot machine, pubblicizzando tale scelta esponendo un’apposita vetrofania della campagna SLOT FREE-R alla quale il Comune ha aderito.
E’ stata la Giunta con una deliberazione dell’aprile scorso ad aver aderito al progetto Slot FreE-R della Regione Emilia Romagna ovvero al Piano integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio di dipendenza dal gioco patologico, condividendo pienamente gli obiettivi espressi dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna.
“La lotta al gioco d’azzardo patologico deve essere un azione trasversale e unitaria per la tutela della salute pubblica” afferma il Vice Sindaco e assessore al Welfare Alessandro Baracchi “Notiamo che tanti esercenti tutt’ora scelgono di dotarsi di macchinette e slot machine ritenendolo un’importante fonte di business ma ignorando i rischi cui sottopongono le persone che ne abusano. Ringrazio sin da ora gli otto esercizi che hanno già aderito dimostrando attenzione e sensibilità di fronte a questa piaga sociale. A gennaio inviteremo tutti coloro che hanno aderito per una cerimonia di consegna dell’apposita vetrofania Slot Free-r”

La conchiglia-200

Slot machine e videopoker: l’Italia primo paese in Europa per denaro giocato in rapporto alla popolazione

gioca-slot-machineNegli ultimi tempi la diffusione di queste macchinette elettroniche ha avuto un enorme successo nei bar e nelle sale giochi di tutt’Italia. Gli introiti sono quadruplicati e questi nuovi giochi video ludici stanno pian piano sostituendo i classici giochi del lotto o del superenalotto. La grande reperibilità di queste slot machine ha permesso a chiunque di avvicinarsi a questo mondo che non conosce crisi, ed anzi nella crisi, rende molto di più. Dal 2011 la liberalizzazione di questi giochi ha fatto si che il fenomeno aumentasse, senza tenere conto però dei grandi rischi salutari ed una questione morale che si tende spesso a sottovalutare.
Per quanto riguarda la salute, si sono sviluppate forme di dipendenza più o meno gravi, ed ora più che mai, anche la “dipendenza da gioco” e annoverata tra le storiche dipendenze che tutti conosciamo.
Il giocatore dipendente non è certo consapevole di questo, in quanto il funzionamento di una slot machine è apparentemente innocuo con giocate che partono da un solo euro, e con tagli non superiori ai venti euro (esistono diversi tipi di slot machine comunque) quindi è molto facile ritrovarsi a spendere uno stipendio intero senza quasi accorgersene.
L’illusione di poter vincere qualcosa spinge, soprattutto in un momento storico come questo, a cercare quella fortuna che magari in altri ambiti non si trova più. Da una parte si cerca di evadere dalla realtà, e il gioco è una di queste vie di fuga, con quei suoni e quelle luci che rapiscono il giocatore e lo portano in un mondo parallelo dove i problemi spariscono, le preoccupazioni si dissolvono, e la solitudine non esiste. Anche quest’ultima gioca un ruolo importante: il giocatore tipo, spesso è un solitario, che preferisce la compagnia di se stesso alla frequentazione di circoli ricreativi o di attività alternative. Se consideriamo inoltre che molti “affezionati” delle slot machine sono pensionati in cerca di una distrazione, è facile capire come questi giochi siano davvero logoranti e come sia facile giocarsi una pensione intera tra un “bianchino” ed una “puntatina”.
Le dipendenze colpiscono indifferentemente dall’età o dallo status sociale, quindi non si può far finta di niente. Sarebbe un’opportunità importante per tutti cercare di coinvolgere nel quotidiano, con attività o iniziative, i pensionati, forse i più a rischio a causa dei pochi svaghi di cui possono disporre. Ricordiamoci che per la costruzione di un buon futuro è necessaria la conoscenza del passato e chi meglio dei nostri genitori, nonni,  zii, o bis zii, può insegnarcelo? Dare un alternativa potrebbe essere d’aiuto a tutti, evitando di riempire le sale giochi, e magari cercando di ritagliare uno spazio per loro nelle nostre vite, rispettando chi ci ha cresciuti ed accuditi.
La dipendenza da gioco è un problema serio e dietro c’è una questione anche morale da affrontare. In Italia si agevola il gioco d’azzardo legalizzato spingendo il cittadino a giocare sempre di più,  e molto spesso nascono sale giochi, o bar con appositi spazi dedicati esclusivamente alle slot machine.
Lo stato potrebbe almeno disincentivare le pubblicità al gioco d’azzardo,  o centralizzare il gioco invece che dare l’opportunità a tutti di inserire nelle loro attività slot machine e videopoker. In questo senso qualcosa di concreto è stato fatto dal comune di Reggio Emilia che con un ordinanza da parte del sindaco Delrio ha posto qualche paletto riguardo concessioni e permessi per l’ottenimento di questi giochi.
Purtroppo però gli interessi economici che da sempre girano attorno a questo settore sono enormi, e vanno al di là del rispetto, della dignità e della salute dei cittadini italiani.
Si lucra sulla disperazione, sul disagio, sulla solitudine, sull’illusione di vittoria, sulla speranza di un cambiamento radicale, ma la realtà dei fatti è diversa e molto spesso il giocatore se ne rende conto quando ormai è troppo tardi.

Cantina vezzola maggio 

Daniele Gareri

BASTA PUBBLICITÀ PER IL GIOCO

Caro direttore, è constatato che in diversi casi il gioco d’azzardo è diventato una vera piaga sociale e vien da chiedersi come sia possibile ammettere la pubblicità di questo tipo di “dipendenza” che ormai quando è compulsiva, viene riconosciuta come patologia.
E’ chiarissimo che lo Stato incassa molto denaro da questo settore ma non può non occuparsi delle categorie più a rischio e dei problemi, non marginali, che il gioco d’azzardo produce. Si cerca addirittura di incrementare alcune campagne mirate a far “giocare” i più giovani instillando l’illusione di uscire rapidamente e miracolosamente da un quadro di vita che appare frustrante; teniamo presente che sono due milioni i giovani senza lavoro e senza studio. Attraverso la pubblicità si trasmettono messaggi seducenti, che promettono qualcosa che in realtà non esiste ma che stimola questo senso della vita come azzardo. E’ indubbio che si debba intervenire, mettere un freno, specie in questo momento di accresciuta miseria, all’apertura di nuove sale da gioco, di “slot machine” che arrivano a 400 mila (e vi sono domande per introdurne altre!) ed alla pubblicità, che attrae particolarmente le categorie più deboli, i disoccupati, anziani soli e famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese. La ricerca della “magia” di un momento, di una vittoria, di un gioco, contro la prospettiva di una vita difficile e pesante, che è sempre, ed è bene ripeterlo, un’ illusione.

Cordialità e buona domenica
Paolo Pagliani
Novellara