In ricordo dell’amico Athos Faietti

Athos Faietti

Con spiacevole e inaspettata notizia mi è stato comunicato il repentino decesso di Athos Faietti.
Fino alla scorsa settimana lo abbiamo visto passeggiare sotto i portici di Novellara, con tanti cittadini si fermava a parlare cordialmente, e dava i suoi giudiziosi e acuti pareri su tutti gli aspetti politici e sindacali della vita sociale dei Novellaresi e della situazione italiana.
Di Athos me ne ha sempre parlato mio suocero Umberto Corradini, che con lui lavorò nel sindacato negli anni 50/60 quando insieme andavano casa per casa a raccogliere i contributi impegnandosi senza risparmio, per il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, e in particolare raccontandomi le lotte dei braccianti agricoli della Riviera di S.Bernardino. Successivamente gli venne  affidato il compito di dirigere per costruire il Sindacato Pensionati di Reggio Emilia. Con lui e il suo instancabile lavoro organizzativo si raggiunsero alti livelli di partecipazione e organizzazione sindacale.
Athos Faietti è sempre stato un punto di riferimento nel Sindacato, nel Partito, e nella vita sociale di Novellara e per i Novellaresi è sicuramente una dolorosa e grave perdita al pari del sindaco Tonino, e  che invece li vorremmo sempre con noi.
Vorrei far sentire alla moglie Leda, che con lui ha condiviso la passione politica e a Massimo e Marco che dal  padre hanno avuto il miglior insegnamento, la vicinanza e l’affetto di tutti i Novellaresi.

Costoli Miro

PD-2015

Appunti diseguali sulla frase «Né destra, né sinistra» | Giap

Articolo scritto da Wu Ming1 sul sito della Wu Ming Foundation. In cui si evidenzia come oltre alla destra e alla sinistra ci siano, guarda un po’,  la destra e la sinistra… Anche se qualcuno si rifiuta di ammetterlo.

Attenzione, poiché certi argomenti attirano i rivoluzionari da tastiera, la moderazione sarà spietata contro chi si esprime solo per slogan.

Ho preso questi appunti nel corso del tumultuoso, convulso 2011, anno di insurrezioni, detronizzazioni, disvelamenti e nuove confusioni. Per la precisione, sono note scritte nel periodo aprile-settembre 2011.

Alla bruta materia di queste frasi annotate live, nel pieno degli eventi, non ho saputo imporre alcuna struttura solida e coerente. La numerazione di paragrafi e capoversi è il residuo di un tentativo in tal senso, sostanzialmente fallito.

1. CHI DICHIARA COSA?

1.a. Negli ultimi tempi si sente sempre più spesso la frase: «Non siamo di destra né di sinistra». Talvolta, l’ordine dei fattori è invertito: «Non siamo di sinistra né di destra».
Non è certo una frase nuova, l’abbiamo udita tante volte. Eppure, tendendo l’orecchio, possiamo registrare una prima, piccola novità: il soggetto plurale ricorre più spesso di quello singolare. Il noi sta scalzando l’io. Fino a qualche anno fa, questa “dichiarazione di non-appartenenza” era il più delle volte a titolo personale. Oggi, invece, è sempre più sovente l’enunciazione di soggetti collettivi.

1.b. Se continuiamo ad ascoltare e intanto ci guardiamo intorno, possiamo comprendere il perché della coniugazione plurale: se ieri, nella stragrande maggioranza dei casi, la frase era espressione di qualunquismo destrorso (ovvero, chi premetteva di «non essere di destra né di sinistra», novanta volte su cento era in procinto di attaccare politiche o personaggi di sinistra), di recente la questione si è ingarbugliata: in giro per l’Europa, nuovi movimenti, anche molto diversi tra loro, si fanno un punto d’onore di dichiararsi non-appartenenti ad alcuno dei due campi politici. Si va dal nostrano Movimento 5 Stelle, si passa per i «Partiti dei Pirati» che hanno ottenuto buoni risultati elettorali in Germania e altri paesi, e si giunge ai cosiddetti «Indignati», movimento transnazionale che ha i suoi miti delle origini nelle rivolte nordafricane e nelle mobilitazioni spagnole partite il 15 maggio 2011.

1.c. La mia convinzione è che, a seconda del soggetto che la dice, del contesto in cui viene usata e delle pratiche a cui si accompagna, il significato della frase di cui al punto 1.a. si trasformi in maniera radicale.

2. IL PARADOSSO DI QUADRUPPANI

2.a. Una volta ho sentito lo scrittore francese Serge Quadruppani dichiarare: «Ci sono due modi di non essere né di destra né di sinistra: un modo di destra e uno di sinistra».
L’apparente paradosso spaziale – quasi da disegno di Escher – può aiutarci a trovare l’orientamento nel territorio dei nuovi movimenti. In parole povere: la frase «Non sono di destra né di sinistra» è un velo che possiamo e dobbiamo lacerare, per capire quali tra i nuovi movimenti appartengano al composito phylum(ma è una vera e propria treccia composta di tanti fili) che per comodità o richiamo a una tradizione chiamiamo «Sinistra», e quali invece al phylum che chiamiamo «Destra».

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