OCCORRE ” ARIA PULITA”

Perché a volte necessita essere decisi e nel nome di Dio scacciare con violenza d’ardore e di giustizia, satana, che si annida slealmente  sotto una ingannevole apparenza innocente.

Perché a volte necessita essere decisi e nel nome di Dio scacciare con violenza d’ardore e di giustizia, satana, che si annida slealmente sotto una ingannevole apparenza innocente.

Gentile direttore, capisco le delusioni davanti a tanta corruzione soprattutto da parte di chi non avrebbe neanche il bisogno di rubare. Ma non riesco a capire quelle persone che si rifiutano di pagare le tasse o dicono ai figli di rubare i gessetti a scuola per andare contro lo Stato. Da piccolo mi hanno insegnato a rispettare la mia Nazione, ma se tutti si lamentano del malessere generale che sembra colpire tutti, cosa trasmettiamo ai nostri figli? Né comprendo chi non paga il canone RAI perché dice di non avere soldi ma poi è abbonato a Sky. Lamentarci della nostra situazione mentre in altre parti del mondo si vivono guerre e dittature sembra ingiusto. Dovremmo cercare di migliorare tutti. Non possiamo disprezzare i politici e poi fare lo stesso. Chi ruba in alto è esecrabile esattamente come quei negozianti che non fanno gli scontrini. O come le persone che non rubano solo perché non ne hanno la possibilità. Una morale solo utilitaristica che mira solo al proprio interesse, è destinata a scadere in amoralità e a generare ingiustizie. L’egoismo è spesso il principale consigliere che indirizza l’agire: è con questa guida falsa che si è pronti a trovare tutte le scuse per giustificare un’opera in sé illecita. Uno dei modi per salvare il Paese è dare una bella ripulita in alto, (se mai ci riusciremo), e impegnarci come cittadini per far respirare “aria pulita” ai nostri figli. E far loro comprendere che la nostra gioia è solo nel lavoro e nel sentirsi utili agli altri. Tutto questo richiede un impegno serio morale. Abbiamo le risorse etiche per riprenderci.

Cordialità
Paolo Pagliani

LA GRANDE SETE

Caro direttore,
già oggi oltre due miliardi di persone hanno difficoltà a procurarsi l’acqua per bere, lavarsi, cucinare. E non si tratta solo di gente che vive in zone aride o semi-desertiche ma anche di persone che vivono nelle periferie delle grandi metropoli del Sud del mondo. Da un capo all’altro del pianeta le falde acquifere si stanno abbassando e i fiumi arrivano al mare sempre meno gonfi d’acqua. In Italia nei mesi estivi, molti fiumi seccano e il problema ha un nome: eccesso di consumo e inquinamento. L’agricoltura a livello mondiale ne consuma il 60% ed un settore che fa un uso particolarmente intensivo, è quello dell’allevamento animale; basti pensare che a ogni chilo di carne di manzo, corrispondono 108 metri cubi di acqua considerando l’irrigazione delle piante, che forniscono il mangime e quella per tenere pulite le stalle. Ma l’agricoltura deve competere con altri due comparti concorrenti: l’industria e i consumi domestici. L’industria assorbe il 25% di tutta l’acqua consumata nel mondo e fra le attività che ne fanno maggior uso ci sono le cartiere, le centrali termoelettriche, le imprese chimiche. Questi prelievi però non destano troppa preoccupazione perché in molti casi l’acqua è riciclata all’interno di sistemi chiusi ma il problema è come viene restituita alla fine del ciclo, spesso impregnata di prodotti chimici e metalli pesanti. I consumi domestici rappresentano circa il 10% del consumo mondiale ma se in Africa la media a famiglia è di 20 litri al giorno, in Europa è 200 litri, una cifra esorbitante, se analizziamo come viene utilizzata. Pensiamo al wc che primeggia con 70 litri e solamente 20 lt. per cucinare, il resto è per elettrodomestici e lavarci. La domanda che dobbiamo porci è per quanto tempo le nostre fonti idriche potranno permetterci un simile spreco e che cosa faremo quando non ne avremo più abbastanza? Organizzeremo nuove guerre questa volta per prenderci l’acqua invece che per il petrolio, o costruiremo condotte sottomarine per accaparrarci l’acqua del Nilo?

Buon fine settimana
Paolo Pagliani
Novellara