BRUTALE VIOLENZA E DIFESA INACCETTABILE

stupiditaGentil direttore, mi chiedo che cosa spinge un giovane a commettere un atto di brutalità, gratuita inaudita ed ottusa come quella perpetrata a Napoli ai danni di un adolescente (aria compressa iniettata nel di dietro). La violenza spesso figlia dell’ignoranza e della stupidità, è riservata dappertutto dai notiziari, ai film, ai video sul web; i ragazi se ne nutrono e la introiettano senza avere gli anticorpi necessari per respingerla con spirito critico e consapevolezza. Trovo inaccettabile la difesa dei familiari del responsabile paragonando quanto successo ad uno scherzo. La famiglia deve farsi carico degli addebiti che troppo spesso la cronaca le consegna: figli lasciati soli nell’immensa piazza virtuale, genitori distratti e stanchi, la solita domanda “com’è andata oggi” ridotta a noiosa abitudine, pensieri altrove e preoccupazioni nel cuore. Ecco ciò che si trova in tante famiglie di oggi: solitudine e stupidità, scarsa scolarizzazione, mancanza di progetti, noia, bisogno del branco. Una miscela ad alto rischio di azioni violente nei confronti del più debole di turno; come un ragazzino di 14 anni.
Cordialità
Paolo Pagliani
AF-cuore

BUONUMORE FERRAGOSTANO

Caro direttore, nel giorno di ferragosto con familiari ed amici si è infranta quella seriosità che caratterizza le giornate quotidiane con battute ed ironie di taglio popolare e un po’ sbarazzine. Tra queste ne spiccava una dallo spirito maschilista che nella barzelletta predilige, per lanciare i suoi strali, le donne (<< Al cimitero una vedova ha fatto scrivere sulla tomba del marito defunto: Riposa in pace, finché verrò a  raggiungerti!>>. L’ironia che è una spezia necessaria per insaporire la vita, così come lo è il sorriso, l’allegria, lo scherzo bonario, non deve però eccedere, altrimenti intacca pure la satira. E così si precipita nel dileggio, nella derisione, nello scherno, nella dissacrazione ed il motto pungente lascia spazio al detto volgare. Si arriva alla critica graffiante ed alla tracotanza grossolana e per questo è necessario, ritornare alla lievità dell’umorismo vero e d’altro lato, riscoprire il controllo di sé, prima di precipitare nell’offesa. Altra battuta che ho apprezzato, riguardava un predicatore che al termine di un’interminabile omelia, si rivolge retoricamente ai fedeli:<<Fratelli miei, che altro potrei dirvi?>>. Una voce dal fondo della chiesa risponde prontamente: <<Amen!>>.

Buona giornata
Paolo Pagliani