La banca del Tempo di Novellara

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La Banca del Tempo è un sistema in cui le persone si scambiano reciprocamente il proprio tempo sottoforma di competenze e saperi.
Possiamo definirla come una “libera associazione” tra persone che si auto-organizzano per aiutarsi, soprattutto nelle piccole necessità quotidiane.
La banca del Tempo funziona come un istituto di credito in cui le transazioni sono basate sulla circolazione del tempo anziché del denaro.
Chiunque può aderire, poiché ognuno è potenzialmente in grado di offrire qualcosa di utile ad altre persone e tutti hanno bisogno di qualcosa.
La Banca del Tempo di Novellara si pone l’obiettivo di diventare un luogo, un tempo in cui recuperare le abitudini ormai perdute di mutuo aiuto, tipiche dei rapporti di buon vicinato, rompendo così l’isolamento e consolidando il valore dello scambio, del confronto e della collaborazione tra cittadini.

Banca del Tempo di Novellara – Agenda delle offerte

Alla persona

  • Accompagnare
  • Intrattenimento bambini
  • Passeggiate del benessere
  • Andare al cinema/teatro
  • Fare compagnia
  • Disbrigo commissioni
  • Aiuto per fare la spesa

Ripetizioni

  • Matematica
  • Fisica
  • Chimica
  • Informatica
  • Materie umanistiche

Casa

  • Assistenza per giardinaggio
  • e pulizie domestiche
  • Stirare

Cucito

  • Piccole riparazioni abbigliamento

Varie

  • Composizioni poesie/testi
  • Manufatti in vetroresina
  • Battittura/impaginazione testi
  • Tesi e manoscritti
  • Giochi di ruolo

Corsi creativi

  • Disegno accademico
  • pittura a olio
  • con gessetto
  • carboncino e matite
  • acquarellabili
  • Ceramica/creta
  • Decoupage anche 3D
  • Fai da te con fiori, piante e materiale di recupero per arredo casa
  • Cucito creativo, uncinetto, maglia e creare bijou
  • Realizzare presepi in stile orientale/popolare
  • Consulenze per gestione acetaia privata

CI INCONTRIAMO TUTTI I MARTEDI PRESSO L’APPARTAMENTO
IN VIA DE NICOLA, 24 NOVELLARA (RE) dalle ore 20.30 alle 22.30

Email: bdeltemponovellara@gmail.com

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OCCUPAZIONE VERDE E LOCALE

Caro direttore,
certe volte verrebbe da pensare che un’economia che produce meno, crea meno posti di lavoro mentre diventerebbe, a detta di molti, una economia sobria e solidale che garantirebbe la salvaguardia dell’ambiente, la sicurezza e perfino occupazione. La relazione però non è così automatica perché il lavoro non dipende solo da quanto si produce ma anche da come si produce. Per esempio se adottassimo un serio programma di riciclaggio, potremmo creare centinaia di migliaia di posti di lavoro. Le cooperative che si dedicano a questa attività, sanno bene che questa assorbe molto tempo e che richiede molta manodopera. La lista è assai lunga e va ben oltre il riciclaggio comprendendo la depurazione delle acque, la consulenza alle aziende per il risparmio energetico e dei materiali, la costruzione di turbine e impianti eolici, la produzione di celle solari, lo sviluppo di energie alternative, l’agricoltura biologica, la riforestazione e la protezione dei boschi e del territorio, ecc. Quanti potremmo diventare dai pochi milioni di “occupati verdi”, presenti in Europa, se decidessimo di passare seriamente dall’economia del cowboy, che fa razzia per la prateria, all’economia dell’astronauta che non spreca niente perché sa di essere a corto di tutto? Solo però l’idea di vivere in luoghi angusti, come su una navicella spaziale ci angoscia, eppure presenterebbe vantaggi, come il rinsaldamento dei legami personali, il consolidamento della partecipazione e delle relazioni sociali, posti di lavoro stabili. Con la globalizzazione è scomparso il negozio sotto casa, che vendeva il formaggio del pastore appena fuori paese e sono arrivati i grandi supermercati, Carrefour, Rewe, Metro, a capitale internazionale che vendono pizze surgelate ai napoletani create in Germania e ai tedeschi, birra prodotta in Spagna!  Un tempo si mangiavano uova  e si dava da vivere a un contadino della zona; oggi si arricchisce la multinazionale che le fa arrivare in aereo dal Brasile. Le nostre regioni, con i loro boschi, terreni, laghi, fiumi, pianure, colline, mari, pascoli, saperi, conservano tesori nascosti, che potrebbero garantire una occupazione stabile a tantissima gente. Si tratta di valorizzarli, aiutandoli con i servizi essenziali come la scuola, la sanità di base, l’assistenza tecnica, le comunicazioni, affinché la vita possa essere dignitosa anche nei luoghi più remoti. E naturalmente si tratta di garantire uno sbocco di mercato, sicuro, intramontabile. E’ il mercato locale, sostenuto da una nuova consapevolezza dei consumatori e promosso da adeguate leggi e misure fiscali.

Cordialità
Paolo Pagliani
Novellara