Divieto di utilizzo di petardi a Novellara e frazioni dal 30 dicembre al 6 gennaio

b_p-16234-abstr_img-b_p-71301-abstr_img-botticapodannoDivieto assoluto di utilizzare prodotti pirotecnici, anche di libera vendita all’interno del centro abitato di Novellara e delle frazioni dal 30 dicembre al 6 gennaio. E’ quanto stabilisce l’ordinanza del Sindaco di Novellara Elena Carletti per prevenire ogni rischio collegato all’ordine, l’incolumità e la sicurezza pubblica dei cittadini.
Sono sempre più numerose le famiglie che lamentano l’uso sconsiderato di mortaretti, petardi e botti da parte di persone che spesso non rispettano le minime precauzioni di utilizzo, diventando pericolosi per se stessi e per gli altri. Particolarmente sentito anche il tema del benessere animale e la tutela dei minori e dei più giovani: i dati al 1 gennaio 2014 segnalano che i 350 feriti causati dai danni dei botti sono persone tra i 16 ed i 46 anni.
Le violazioni di quest’ordinanza saranno punite con sanzioni dai 25 euro ai 500 euro ed è prevista anche la confisca degli articoli pirotecnici.
“E’ ora di pensare di trascorrere un Capodanno sicuro, tutelando la salute delle persone e anche degli animali” questo l’auspicio del Sindaco Carletti che prosegue “Anche se non basteranno le ordinanze ad arginare il problema, siamo convinti che occorra sensibilizzare tutti affinché il Capodanno sia festeggiato in modo più “sostenibile” e sicuro”.

Leggi l’ordinanza n. 121 del 29/12/2014 contro i botti.

Per gli inserzionisti del PORTICO, il vantaggio di essere visibile on-line.

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SANZIONIAMO IL CLIENTE

Caro direttore, la Svezia che è tutt’altro che un paese bacchettone, ha messo in legge la sua tariffa penale sui clienti della prostituzione: sei mesi di carcere. E la prostituzione è crollata. Il 75 per cento della gente si dice d’accordo. Anche il Comune di RE, ha inasprito considerevolmente le sanzioni portandole a 400 euro per i “clienti” intenzionati a comprare un corpo. Si potrebbe obiettare che; <<Prostituzione? E’ il mercato dove c’è chi vende e chi compra. Siamo un Paese libero: liberi clienti di libere prostitute. Io pago che problema c’è>>.
L’uomo scende di sera nelle buie strade di periferia, o nelle grandi arterie del sesso, o dentro al fiume di auto per i viali della città, seminata di lucciole per adescare un corpo. Oltre ad un problema di puro ordine pubblico, credo che l’ordinanza severa del Sindaco, sia un indice di civiltà. Stiamo imparando dagli svedesi la lezione dettata dall’ articolo uno della loro legge dove afferma che: <<la prostituzione è una forma di violenza dell’uomo verso la donna>>.
Questa è civiltà, finalmente. E a chi sostiene che è un mestiere come un altro, un’attività che potrebbe arricchire il fisco, si potrebbe rispondere come uno dei responsabili dell’anti-tratta: <<come mai allora non volete che lo facciano le vostre figlie?>>.
Cordialità
 Paolo Pagliani

Attenzione! SCADENZA ICI

Se sei in ritardo o non hai pagato l’ICI entro il 16 giugno, ricordiamo che è sufficiente effettuare DAL 17 GIUGNO il “ravvedimento operoso” direttamente presso un CAAF o all’Ufficio Tributi del Comune, PRIMA di fare il versamento. Dai controlli sulle posizioni dell’ICI risulta purtroppo spesso che molti contribuenti pagano l’imposta in ritardo, a volte solo pochi giorni dopo e sono quindi costretti a pagare, in più, il 30% della somma dovuta. E’ bene ricordare che se il ravvedimento operoso: si fa entro 30 giorni dalla data di scadenza, si paga il 3,00% in più dell’imposta dovuta (più gli interessi); se si fa entro il 31 luglio dell’anno successivo dalla data di scadenza (cioè entro il termine per la presentazione della denuncia I.C.I.) si paga il 3,75% in più dell’imposta dovuta (più gli interessi). Ricordiamo che sanzioni ed interessi devono essere versati insieme all’imposta dovuta.

Ecco il perché si è bugiardi con inesattezze e falsità

La capogruppo PDL Cristina Fantinati, in perfetto stile Berlusconiano, persiste nella sua sistematica campagna mistificatoria e continua a dire inesattezze e falsità, cercando così di ergersi a vittima di chissà quale congiura, forse nella speranza di sminuire la portata della figuraccia che ha rimediato negli ultimi giorni.
Ne sono un esempio le ultime dichiarazioni rilasciate ai giornali sul suo operato in merito alla vicenda delle bandiere pro-referendum.
Dalle parole che si leggono sulla stampa infatti sembrerebbe che la pressione esercitata sul corpo della Polizia Municipale si sarebbe limitata ad un semplice fax, fatto quasi contro voglia, con l’unico obiettivo di riportare l’amministrazione “sulla retta via” della legalità.
Dalle verifiche effettuate invece si può benissimo dimostrare (documenti alla mano) un comportamento assolutamente diverso e una cronologia degli eventi non in linea con quanto affermato dalla Fantinati.
Tutto inizia il 12/05 con una comunicazione verbale all’ufficio elettorale, seguito il 13/05 da un fax alla Polizia Municipale, al Prefetto e al Sindaco.
Quindi una serie infinita di telefonate direttamente all’ufficio dei vigili ed alla centrale operativa di Guastalla e alcune mail, una il 16/05 e l’altra il 18/05, con le quali si chiedeva addirittura conto agli agenti di polizia del numero di sanzioni elevate ai cittadini per aver violato le norme sulla propaganda elettorale.
A seguito di questo martellante pressing e viste anche le indicazioni della prefettura, la Polizia Municipale non si è potuta esimere dall’intervenire presso alcune abitazioni private, limitandosi però alla semplice segnalazione, senza applicare sanzioni.
I partiti della coalizione di maggioranza (PD, IdV, Rifondazione Comunista e Sinistra per Novellara) ritengono corretto questo modo di agire degli agenti di polizia, così come ritengono sia stato corretto l’atteggiamento del Sindaco che si è immediatamente attivato per trovare una soluzione positiva a questa disdicevole situazione.
Soluzione che è stata poi finalizzata con l’emissione di una circolare (670/2011) con la quale si invitano gli agenti a valutare di volta in volta le segnalazioni pervenute ed a discemere i casi in cui trattasi effettivamente di divieto di propaganda elettorale dai casi di semplice pubblicità, di manifestazione del proprio pensiero e come tale non perseguibile.
Riguardo poi l’affermazione di Fantinati che ci accusa di voler liberalizzare la campagna elettorale, facendo in modo che chi ha più soldi ed è più potente invade gli spazi a scapito della parità dei diritti, ha indirettamente risposto il suo leader occupando di fatto le reti televisive nazionali per la propria campagna elettorale in spregio ad ogni norma che regola la par condicio.

Partito Democratico di Novellara
Italia dei Valori
Rifondazione Comunista
Sinistra per Novellara