Reti elettriche intelligenti (smart grid) per elettrodomestici intelligenti

Steve_Buscemi_in_stile_Terminator_con_viso_roboticoIl sistema elettrico è articolato in tre fasi: produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica.
In Italia la produzione di energia elettrica avviene in gran parte a partire dall’utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili (gas naturale, carbone e petrolio) e in misura minore con fonti rinnovabili (energia geotermica, idroelettrica, eolica, da biomasse e solare), il restante fabbisogno elettrico viene coperto con l’acquisto di energia elettrica dall’estero.
L’energia elettrica – prodotta o acquistata – viene poi trasferita dai centri di produzione alle zone di consumo attraverso la rete di trasmissione ad altissima ed alta tensione, composta in Italia da oltre 63.000 km di linee elettriche.
Infine l’elettricità viene consegnata agli utenti mediante la rete di distribuzione in media e bassa tensione.
L’energia elettrica non si può ad oggi immagazzinare. E’ quindi necessario produrre, istante per istante, la quantità di energia richiesta dall’insieme dei consumatori (famiglie e aziende) e gestirne la trasmissione in modo che l’offerta e la domanda siano sempre in equilibrio, garantendo così la continuità e la sicurezza della fornitura del servizio.
Tale attività richiede il monitoraggio dei flussi elettrici e l’applicazione delle disposizioni necessarie per l’esercizio coordinato degli elementi del sistema, cioè gli impianti di produzione, la rete di trasmissione e i servizi ausiliari.
Per questi motivi è stato necessario dotarsi di una rete elettrica intelligente (detta smart grid), cioè una rete di informazione che affianca la rete di distribuzione elettrica, gestendola in modo funzionale ed efficiente, evitando il più possibile sprechi energetici, sovraccarichi e cadute di tensione elettrica. Le smart grid rappresentano il vero salto di qualità, anche perché, oltre a gestire in chiave di massima efficienza il flusso di energia, integrano nella rete la corrente prodotta con fonti rinnovabili e ne incentivano l’uso quando si registra il picco di produzione, che altrimenti andrebbe perso. Le eventuali eccedenze di energia disponibili in alcune zone geografiche vengono redistribuite in modo dinamico ed in tempo reale in altre aree.
L’Italia è stata la prima nazione al mondo a dotarsi di smart grid su scala nazionale nel 2006 ed ancora oggi figura come il paese che all’interno dell’Unione Europea ha compiuto gli investimenti più importanti.
La rete elettrica intelligente è una evoluzione delle reti di energia elettrica che generalmente diffondono l’energia da pochi generatori o centrali a un grande numero di utenti. L’innovazione consente di far viaggiare l’energia elettrica da più nodi rendendo la rete in grado di rispondere tempestivamente alla richiesta di maggiore o minore consumo di uno o più utenti e rendendo immediata e ottimale la gestione come un vero e proprio organismo intelligente. Ad esempio, al momento è possibile distinguere le ore di maggiore richiesta dalle ore di minore consumo facendo pagare un costo superiore a chi utilizza l’energia nelle ore di punta attraverso il meccanismo delle fasce orarie e dando contemporaneamente un incentivo più alto a chi produce nelle medesime ore.
Quando il costo dell’energia diventa minore una smart grid può anche decidere di attivare automaticamente processi industriali oppure elettrodomestici casalinghi, con conseguenti benefici economici e ambientali. Benefici che potranno diventare considerevoli con l’introduzione di un mercato dell’energia più flessibile e con un’offerta tariffaria variabile durante il giorno e incentivi e disincentivi al consumo in certe fasce orarie; l’attuale bioraria deve essere soltanto il primo passo.
Per sfruttare questa possibilità verranno lanciati sul mercato elettrodomestici smart, ossia in grado di interagire con la rete elettrica intelligente, quindi di captare gli input che da questa provengono per individuare il momento più economico per entrare in funzione o quello in cui si può fare uso di energia da fonti alternative.
Questi elettrodomestici “intelligenti” sono capaci di usare meno energia elettrica quando la rete ne ha più bisogno e concentrano i consumi nei momenti in cui c’è surplus di produzione. Per esempio un dispositivo applicato ai frigoriferi permette che la macchina moduli i consumi in relazione ai picchi ed alle valli della domanda di elettricità complessiva della rete. Il frigorifero comunica con il sistema elettrico in tempo reale grazie a questo dispositivo, prelevando più elettricità quando nella rete ce n’è in sovrappiù, riducendo o azzerando i consumi durante i picchi di domanda e di produzione. Si tratta di un dispositivo che non compromette le prestazioni del frigorifero, ma che semplicemente riduce la domanda quando serve al sistema nazionale, garantendo vantaggi di efficienza al sistema stesso. L’elettrodomestico diventa così infatti una sorta di batteria della rete: un elemento sempre più necessario in un sistema elettrico caratterizzato dal ruolo crescente di fonti dalla produzione non programmabile, come l’eolico. Infatti per far fronte ai picchi della domanda è attualmente prassi far produrre di più le centrali programmabili. Con tecnologie di controllo dinamico della domanda come questa proposta, i picchi della domanda potrebbero invece venire smussati e il ricorso all’aumento di produzione da centrali a gas, petrolio o carbone, notevolmente ridotto: con risparmio di denaro e di CO2.

Roberto Blundetto

Electric World

Il futuro della discarica di Novellara nell’ambito del Piano di gestione dei rifiuti urbani nella provincia di Reggio Emilia

Nell’ambito dell’attuale quadro normativo che regola la gestione dei rifiuti, l’Agenzia d’Ambito Territoriale Ottimale di Reggio Emilia ha approvato il modello organizzativo di gestione dei rifiuti urbani a livello provinciale.

La normativa europea non consentirà più il conferimento del rifiuto tal quale in discarica, allo scopo di ridurne l’impatto ambientale. Attualmente due terzi dei rifiuti indifferenziati del nostro territorio viene destinato alle due discariche attive di Novellara e Poiatica. Gli obiettivi che si pone la nuova normativa consistono nella prevenzione della produzione dei rifiuti, nel processo verso una “Società del riciclaggio” e nella riduzione dello smaltimento dei rifiuti in discarica, fino al raggiungimento dell’opzione “discarica zero”.
Nella provincia di Reggio Emilia la raccolta differenziata dei rifiuti urbani è passata dal 54% del 2009 al 58,4% del 2010.
L’obiettivo del Piano è di aumentare la raccolta differenziata, partendo dall’organico domestico, fino al raggiungimento del 67% entro il 2015, attraverso la progettazione integrata di un sistema impiantistico tarato su una raccolta differenziata con risultati elevati sulla base delle modalità di raccolta più adatte al territorio. Pertanto in base alle caratteristiche del territorio (pianura, collina, montagna, area urbana…) verranno adottati modelli di raccolta diversi. In particolare a Novellara, ed in tutta la bassa, è prevista la modalità di raccolta PAP – porta a porta – 3 frazioni, riferito a rifiuto indifferenziato residuo, organico e vegetale. Scomparirà quindi il cassonetto stradale indifferenziato e rimarrà in strada solo la raccolta differenziata di carta, plastica e vetro. Vengono invece mantenuti inalterati i servizi, laddove già esistenti, di raccolta porta a porta di tutte le frazioni.
Sono previste modifiche anche al sistema impiantistico attuale per la gestione dei rifiuti urbani che oggi comprende: 64 Isole ecologiche, 2 discariche – Novellara (esaurimento nel 2015) e Poiatica (capacità delle attuali autorizzazioni fino a metà 2014), 1 termovalorizzatore (Cavazzoli) dismesso a maggio 2012 ed 1 impianto di Compostaggio (Mancasale) in scadenza. Il sistema impiantistico futuro tende a utilizzare pienamente i poli già attivi o le aree produttive programmate evitando nuovo consumo di suolo. In particolare la discarica di Novellara, esaurita la sua funzione entro il 2015, sarà sede del Polo del Recupero in cui troveranno posto gli impianti di trattamento di carta e plastica dell’intera provincia di Reggio Emilia, così come probabilmente anche l’impianto di trattamento di sfalci e potature del territorio reggiano. A Gavassa è previsto il TMB – trattamento meccanico biologico di tutto il rifiuto indifferenziato della provincia – ed a Carpineti il mantenimento della discarica di Poiatica dove smaltire il biostabilizzato e gli scarti derivati da TMB.
L’attuazione di questo piano d’ambito porterà quindi i seguenti cambiamenti:
1. Raccolta differenziata a livello provinciale dal 58,4% nel 2010 al 67,1% nel 2015;
2. Conferimenti in discarica: dalle attuali 130.000 t annue di rifiuto tal quale a 65.000 t di biostabilizzato e materia inorganica (quindi meno dannosa in termini di percolato, odori e impatto ambientale);
3. Dalle 55.000 t annue conferite all’inceneritore di Cavazzoli (chiusura nel maggio 2012) a circa 25.000 t di Combustibile Solido Secondario da conferire in cementifici o impianti di termovalorizzazione esistenti;
4. Tutto ciò è attuabile impiegando le tecnologie più avanzate, potenziando la raccolta differenziata al 67%, effettuando un efficace recupero di materie da inviare al riciclaggio (TMB) e perseguendo politiche di riduzione di produzione di rifiuti alla fonte (progetto europeo NO. WA.)
5. I costi di raccolta e smaltimento, come previsto dalle proiezioni, sono destinati ad aumentare, ma gradualmente e in misura sostenibile.

Roberto Blundetto

Consegnati i premi “Comuni Ricicloni” Novellara si distingue

Novellara (RE), 16 luglio – Si è svolta a Roma il 14 luglio la cerimonia di consegna dei premi “Comuni Ricicloni” 2011. L’iniziativa, promossa ed organizzata da Legambiente ha l’obiettivo di incentivare la raccolta differenziata ed il riciclo dei rifiuti, che oggi, se ben separati, sono considerati materia prima; il tutto senza perdere di vista l’importante aspetto della riduzione della quantità totale degli stessi.
I “Comuni Ricicloni” quest’anno sono 1290. Per fregiarsi di questo titolo è necessario raggiungere quota 60% di raccolta differenziata; se a questi si aggiungono poi i 448 Comuni che hanno superato la quota del 50% si raggiunge un numero pari a 1738.
Premio speciale a Novellara in qualità di “Comune Riciclone” per la raccolta differenziata dell’alluminio; in effetti nello scorso anno a Novellara sono stati raccolti ben 10.270 kg di alluminio, quantità che pone il nostro paese primo in classifica nell’area nord. Il riconoscimento è stato consegnato dal CIAL (Consorzio Imballaggi Alluminio) nelle mani dell’assessore comunale Roberto Gelosini, “Il premio ci rende orgogliosi, ma deve essere motivo di orgoglio soprattutto per i cittadini novellaresi che quotidianamente adottano queste buone pratiche che fanno primeggiare Novellara a livello nazionale. Un ringraziamento quindi a tutti i novellaresi con l’auspicio che questo premio sia di stimolo per il miglioramento della raccolta differenziata in generale. Un grazie anche all’assessore Roberto Blundetto per il lavoro svolto fino ad oggi.”