UN SORRISO

sorridereGentile Direttore, nel corridoio di ingresso della casa di un mio amico c’è una targa nella quale campeggia questa scritta in francese: <<Ici le sourire est de riguer>>. Nonostante i tempi che stiamo attraversando, il sorridere effettivamente è di rigore con questa persona serena, gentile e amabile nonostante un morbo di Parkinson sempre in agguato. Credo che molto ruoti attorno alla forza del sorriso che spesso non è tanto il risultato di un’allegria interiore ma ne è la causa; è il sorridere che rende felici e non è roba per ricchi, è stato scritto. Se per strada, in un incrocio casuale di percorsi, durante un’attesa, o in ufficio, ci si lasciasse scappare un sorriso quando gli occhi si incontrano, si riuscirebbe forse non solo a ottenere un po’ di simpatia e complicità, ma ci si scioglierebbe anche dentro, superando i nodi della tensione e della solitudine. E invece si procede con volti grifagni, ognuno rinserrato a doppia mandata nelle proprie preoccupazioni, incapace di chiedere e di dare un po’ di solidarietà anche nel semplice incontro. Lo scrittore inglese L. Sterne tradotto dal Foscolo, diceva che; <<Un sorriso può aggiungere un filo alla trama brevissima della vita>>… tua e degli altri.
Cordialità
Paolo Pagliani

E’ AFFASCINANTE DIRE: “ALCOLISTI”

Spero che a nessuno dispiacerà se oso la triste confessione che vi sono momenti, oh, molti momenti in cui io desidererei essere un alcolista. La ragione è che io considero la gente di A.A. la più incantevole del mondo. Tale è la mia considerata opinione. In qualità di giornalista ho scoperto essere mia fortuna l’aver incontrato molte di quelle persone che vengono ritenute affascinanti. Conto fra i miei amici stelle e luci meno brillanti del palcoscenico e del cinema. Gli scrittori rappresentano la mia dieta giornaliera, conosco dame e gentiluomini di entrambi i partiti politici. Sono stato ricevuto alla Casa Bianca; ho diviso il pane con re, ministri e ambasciatori e io dico, dopo questo elenco, che preferirei una serata con i miei amici A.A., piuttosto che una con qualsiasi persona o gruppo tra quelli che ho indicato. Mi sono chiesto perché io consideri così affascinanti questi bruchi alcolisti che hanno scoperto le loro ali da farfalla in Alcolisti Anonimi. Vi è più di una ragione ma posso dirne alcune. Gli A.A. sono quelli che sono ed erano quelli che erano, perché essi sono sensibili, immaginativi, ossessionati da un <<sense of humour>> e una consapevolezza di una universale verità. Essi sono sensibili, il che significa che vengono facilmente feriti e ciò li aiuta a divenire alcolisti. Ma quando si sono ristabiliti sono ancora così sensibili – come sempre – sensibili alla bellezza e alla verità e avidi inafferrabili delle glorie della vita. Ciò li rende compagni affascinanti. Alcuni di loro bevono per sconfiggere la loro immaginazione. Altri gozzovigliano solo per cancellare insopportabili visioni immaginarie. Ma quando essi hanno trovato la via del recupero, i loro discorsi traboccano di calore e di luce; questo li rende compagni incantevoli. Essi sono ossessionati da un <<sense of humour>>. Perfino nel corso della loro intossicazione essi erano conosciuti perché dicevano cose dannatamente divertenti. Ma quando hanno trovato la via del loro recupero, possono scoprire una felice libertà e sono capaci di raggiungere uno stato divino in cui essi possono ridere di se stessi – l’apice dell’auto-conquista. Andate alle riunioni e ascoltate le risate. Di cosa ridono? Ridono di macabre memorie su cui spiriti più deboli si rannicchierebbero in inutili rimorsi. E ciò li rende persone meravigliose con cui stare al lume di candela. State con loro quando finisce la riunione e ascoltateli recitare la Preghiera della Serenità! Essi hanno trovato un Potere Superiore che loro servono diligentemente. E ciò dà un fascino che non si trova mai altrove: né in mare né in terra.

 Fulton Oursler (giornalista)
New York

campagna_antialcool_comune_Milano

IL FIGLIO DELLA SOBRIETA’

padre_figlio_telomeriMi chiamo Cristian e sono un alcolista, ho 45 anni ed ho appena tenuto in braccio il mio ultimo bambino che è nato sei mesi fa e mi son detto che è ora che ringrazi A.A. Un bambino che ha portato un soffio di aria nuova in casa, che sorride, che prolunga la mia giovinezza: per questo figlio che un giorno potrà dire di non avere mai visto suo padre ubriaco. Se due anni orsono qualcuno mi avesse detto che io avrei smesso di bere e avrei avuto un altro figlio, mi sarei messo a ridere e lo avrei coperto di insulti. La bottiglia mi aveva veramente preso alle spalle e non mi mollava, proprio come la <<scimmia>> e stava distruggendo tutto, famiglia, aspirazioni, sogni. Eppure non mi mancava nulla per essere felice: una moglie saggia e premurosa, due figlie splendide, sono professore universitario avendo anche soddisfazioni dallo studio, (pubblicazioni apprezzate). Da due anni non partecipavo più ad un congresso, neanche più mi invitavano perché sapevano che all’ultimo minuto non sarei andato. Ero arrivato al punto di non essere in grado di tenere materialmente in mano la penna: una volta dovetti firmare una comunicazione sul diario di mia figlia e mia moglie credette che la bambina avesse contraffatto la firma, tanto la grafia era incerta! Mancai due appuntamenti importanti, sarei dovuto andare a un congresso a Monaco di Baviera (figuriamoci!), avevo mandato a monte un saggio per una rivista e avevo in mente un libro, non riuscivo però a decollare. Naturalmente c’era un colpevole di tutto questo: mia moglie e chi sennò? Me ne andai di casa, feci scrivere da un avvocato la separazione però mia moglie stracciò la lettera e mi venne a riprendere; pesavo 120 Kg., ero gonfio come un pallone, il fegato si stava distruggendo. Fu allora, più per disperazione che per speranza, chiesi l’aiuto di Alcolisti Anonimi e fu come vedere il sole a mezzanotte: mai avevo sentito parlare con tanta pacatezza, con tanta serena accettazione, con tanta semplicità. Non mi fu difficile rinunciare al primo bicchiere ma capii subito che senza il sostegno di chi aveva avuto il mio stesso problema, sarebbe stato facile ricorrervi a quel primo bicchiere. Da allora non ho più lasciato il Gruppo e il modo di vivere di A.A. mi aiutò molto quando mia moglie scoprì di essere di nuovo incinta: aveva anche una minaccia di aborto, tutti le consigliavano l’aborto, perché a 43 anni, non era prudente mettere al mondo bambini. La nostra fiducia è stata premiata con un bimbo bellissimo e sanissimo, vispo, allegro, sorridente. Dentro alla culla sono rinato anch’io. Le paure, le insoddisfazioni, i sensi di colpa e di inferiorità, i complessi, sono stati scalciati dai piedini di un piccolo bambino che ride  con la sua faccia <<impunita>>, dal figlio della sobrietà che mi è stato donato affinché non dimentichi il valore e l’importanza di rimanere sobrio. Senza A.A. tutto questo non sarebbe successo. Grazie dal profondo del cuore.

Cristian 

L’alcol è un problema?
Alcolisti Anonimi
forse può aiutarti!

Gruppi di Reggio Emilia e provincia
tel. 346.303.70.00

 

UNA RISATA CI SALVERA’

Caro direttore, <<Morir dal ridere>> è un’immagine paradossale che le ricerche scientifiche contestano; esperti di tutto il mondo ci assicurano che ridere fa bene alla salute e che, anzi, ridiamo troppo poco. Stando alle ultime statistiche saremmo scesi dai 15 minuti di risate di cinquant’anni fa ai soli 5 minuti odierni, il che ci dà da pensare sulla godibilità dell’epoca in cui viviamo. A ridere però si insegna anche nella cultura mondiale, come il famoso medico indiano Madan Kataria che ha inventato nel 1995 << lo yoga della risata>>, sino alla famosa università di Harvard dove esiste un corso sempre esaurito da mille studenti che imparano psicologia positiva, attraverso barzellette, battute e telefilm comici per insegnare ad affrontare ansia e stress con creatività, empatia e senso dell’umorismo; pure alla Sorbona di Parigi esiste una <<scuola della risata>>. Tutti sappiamo benissimo quanto il ridere ci migliori l’umore e possa illuminare anche le giornate più faticose, è contagioso e medici del corpo e della psiche, ci garantiscono che è pure un toccasana per la salute diminuisce insonnia e stress stimola le difese immunitarie, produce adrenalina e endorfine. Certo con la crisi economica c’è poco da stare allegri e qualcuno sarà tentato di riesumare il detto <<il riso abbonda sulla bocca degli stolti>>. Al quale si potrebbe obiettare con un altro; <<Cuor contento il ciel l’aiuta>>. Perché tranne che nei casi di tragedia vera, la risata alleggerisce lo spirito e induce a proseguire il cammino e non è nemmeno detto che ci sia bisogno di seguire corsi o Università. Se riusciamo a scuoterci di dosso la ruggine, troveremo in noi stessi quell’allegria che forse avevamo dimenticato.

Cordialmente
Paolo Pagliani