L’ ONESTA’ NON FA PAURA

Caro direttore, è timidamente riapparso nella nostra vita quotidiana un oggetto del quale avevamo quasi l’esistenza: lo scontrino fiscale. Roba da non credere essendo abituati ai silenzi imbarazzati di fronte ai registratori di cassa, alle timidezze della voce di chi chiedeva la ricevuta per coerenza ideale, ai cipigli seccati di certi ristoratori e negozianti di fronte ad una richiesta così normale. A inizio inverno la rivoluzione era già nell’aria nelle menti e nei cuori.
Forse perché, con il protrarsi della crisi economica, i soliti contribuenti ligi alle regole si chiedevano come mai solo loro, dovessero pagare le tasse per intero aumentando la consapevolezza che l’evasione dei furbi peggiorava l’esborso degli onesti. Poi sono arrivati i blitz (Cortina, Portofino, Milano, Roma, Costa Smeralda), fino ai mercati di periferia, a Napoli. Operazioni clamorose che hanno dimostrato evasioni colossali. Qualcuno all’inizio ha provato a raccontare che erano prevaricazioni; in realtà, l’operazione d’immagine è stata perfetta ed i sondaggi dimostravano che gli italiani gradivano quei blitz. Con il procedere delle settimane ci sentiamo sempre più immersi in un’ epoca nuova, le casse ai bar battono lo scontrino, l’artigiano che ti ha fatto una riparazione in casa, chiede timidamente, dopo anni in cui faceva finta di niente, se vuoi la ricevuta ed il parrucchiere altrettanto. Rimangono sacche (notevoli) di resistenza ma si capisce che le parti si sono invertite; il cliente che prima si vergognava adesso è sicuro del proprio diritto mentre chi prima lo trattava da scocciatore, ora è solerte nell’accontentarlo. Ci stiamo avviando, (forse), verso una società fiscale normale e che possiamo sintetizzare così: ognuno dei propri soldi fa quello che vuole, basta che abbia pagato le tasse.

Cordialità
Paolo Pagliani