INDIFFERENZA RELIGIOSA

uomo_giovane_pregaCaro direttore, secondo recenti ricerche c’è la tendenza ormai ampiamente diffusa che mostra come sia in crescita, un particolare tipo di relazione con la religione: l’indifferenza. O in termini più sociologici la <<non affiliazione>>, la non appartenenza. Che è qualcosa diverso dall’ateismo, che ha sempre una tensione drammatica ma anche dall’agnosticismo, che comunque è l’esito di una scelta consapevole. Si tratta, più semplicemente, di una non-scelta di chi non si è posto nemmeno il problema, perché non è stato educato a farlo essendo nato in un tempo secolarizzato, in cui la religione ha perso la sua evidenza sociale sentendo questa sfera come troppo distante e dunque irrilevante rispetto alla vita. E non è un caso che queste persone aumentino percentualmente con il decrescere dell’età: pochi tra gli over 60, molti tra i <<nativi digitali>>. E’ un dato preoccupante e che deve far riflettere in quanto segnala <<un difetto di trasmissione>>, la cui responsabilità ricade sulla generazione di noi adulti, che forse ha equivocato il senso della libertà di scelta. In mancanza di precomprensione però, il terreno può essere favorevole per ascoltare una parola che, detta in linguaggio comprensibile e da persone credibili, è in realtà capace di rispondere alle parole di senso, di relazione e anche di infinito che nella rete emergono, benché lì le risposte siano povere. Sta a noi saperla pronunciare.  
Cordialmente
Paolo Pagliani

RIFIUTI: TERRITORIO e CITTADINI PROTAGONISTI DELLE SCELTE FUTURE

Sabar rappresenta quanto di positivo si possa ottenere dalla gestione pubblica di un servizio alla collettività in materia di rifiuti. Preservare tale presupposto risulta indispensabile alla luce dell’esito referendario e da quanto succede in Campania

Mentre assistiamo -sgomenti- alle vicende di Napoli, una grande città sommersa dall’emergenza rifiuti e stretta nella morsa del binomio rifiuti-criminalità organizzata, riflettiamo sull’esperienza diametralmente opposta che abbiamo costruito e gestito in questi ultimi trent’anni: Sabar.
Sabar racchiude in sé una serie di significati emblematici per il nostro territorio: il senso di responsabilità e solidarietà territoriale, la competenza, la trasparenza e la grande affidabilità.
Con convinzione affermiamo che queste caratteristiche possono essere garantite solo dalla governance pubblica di questo delicato settore. In questo senso, l’esito referendario conferma e rafforza la nostra convinzione.
Di conseguenza sosteniamo la necessità che  i Comuni mantengano il controllo su Sabar e su tutto ciò che Sabar ha significato e significa per il nostro territorio, a totale garanzia dell’ambiente e dei cittadini che lo abitano.
Come programmato dal Piano Provinciale Gestione dei rifiuti (PPGR approvato dalla Provincia nel 2004), nel 2015 si prevede la fine di questa esperienza trentennale, che dovrà comunque proseguire nella gestione del “post mortem”, sempre a garanzia dell’ambiente e della salute pubblica.

Riteniamo positivo che la gestione dei rifiuti in tutti questi anni sia stata accompagnata da una crescente consapevolezza e da una diffusa sensibilità ambientale civica. Le amministrazioni, insieme a Sabar, hanno investito fortemente in educazione ambientale per favorire l’implementazione della raccolta differenziata, la diffusione del “porta a porta”, e la riduzione complessiva di rifiuti, che deve necessariamente essere parte di una riflessione politica più ampia sugli stili di vita e sui consumi. Parallelamente sono nate esperienze ambientali e sociali straordinarie, come la Cooperativa il Bettolino, l’impianto di cogenerazione a biogas e due impianti fotovoltaici.

Nuove tecniche e metodi per la riduzione e lo smaltimento dei rifiuti si stanno perfezionando e il panorama è in continua e rapida evoluzione.
Mentre l’ultimo PPGR era ispirato al principio di autosufficienza di ogni provincia in materia di smaltimento dei rifiuti, le cose in futuro probabilmente cambieranno, puntando su una programmazione di area più vasta.
Auspichiamo che la Provincia, in concertazione con tutte le Province limitrofe e con la Regione, proceda celermente nella nuova pianificazione della gestione rifiuti, adottando gli impianti di ultima generazione e le strategie necessarie per evitare ogni possibile emergenza tenendo in considerazione le realtà territoriali come la nostra che, con grande disponibilità si sono messe al servizio della Provincia di Reggio Emilia e non solo. Ricordiamo infatti che Sabar e il nostro territorio hanno svolto un ruolo determinante nella politica di gestione rifiuti, evitando l’emergenza anche in  fasi in cui altri territori non hanno dimostrato il medesimo senso di responsabilità, garantendo quindi la salvaguardia di un delicato equilibrio, sempre all’insegna del rispetto per l’ambiente e del controllo rigoroso dell’attività di gestione, mantenendo il carico tariffario per i cittadini  degli 8 comuni di circa un  30 % inferiore rispetto al resto della provincia .
Riteniamo che il ruolo delle discariche vada progressivamente ridimensionato nel complesso ciclo di smaltimento di rifiuti alla luce delle nuove tecnologie e strategie da adottare.   Qualora il loro utilizzo venga ancora ritenuto necessario ricordiamo che IL NOSTRO TERRITORIO HA GIA’ DATO e soprattutto non è disposto a un ruolo di comprimario, sulla cui testa far passare decisioni e orientamenti che invece dovranno essere spiegati e condivisi con e nel pieno rispetto della cittadinanza.
Sentiamo di potere affermare che l’esperienza e la sapienza maturata in questi trent’anni di gestione pubblica di Sabar è un valore aggiunto e una garanzia per i nostri cittadini e per tutto il territorio che deve essere tutelato.

PD Novellara
Italia dei Valori
Sinistra per Novellara
Rifondazione Comunista