UN REGALO

5694204-ritratto-di-una-femmina-stupore-la-scatola-con-regalo--isolati-su-biancoGentile direttore, bello ricevere un regalo. Bello farlo, come domenica. Soprattutto se si ottiene l’ effetto di rendere felice chi lo riceve. E non è detto che il grado di felicità dipenda dal valore economico del regalo, così come non è detto che il regalo vada fatto solo in occasioni “canoniche”. Penso a quanto sia banale e scontato un mazzo di rose per l’anniversario; peggio se fatto recapitare dal fioraio; che scarsa fantasia. Oppure il “brillante” per la data importante. Certo, brilla. Ma brilla pure per banalità. Cosa dimostra che siamo ricchi? Che non badiamo a spese? Ma che cosa vogliamo realmente comunicare al destinatario? Forse che siamo dotati di buona memoria e di un’agendina affidabile. Il “dono” è quello inaspettato, quello che lascia senza parole, quello che spazza d’un colpo via la polvere di un rapporto che pare reggersi solo sulla intelaiatura di meccanismi e abitudini consolidate. La sorpresa di tornare a casa e trovare la tavola imbandita come se fosse una festa, semplicemente perchè è bello farlo. La gioia di ricevere una telefonata a metà mattina, al lavoro, e sentirsi dire: <<Ciao, avevo voglia di sentirti >> anziché le solite comunicazioni di servizio riguardo la spesa da fare e amenità simili. Che bello! Manifesta amore, manifesta all’interno del rapporto la presenza di vita. Oppure un regalo, un pensierino anche non costoso ma che dimostri che abbiamo cercato, vagliato, che ci abbiamo pensato sul serio, senza che ci sia per forza un’occasione, una ricorrenza. La vera festa è quella che si fa quando non c’è nulla da festeggiare, se non la gioia di essere vivi, di vivere insieme. Lasciamo stare il portamonete. Non è questione di denaro, ma di cuore. Basta provarci, con una semplice telefonata o un abbraccio improvviso. Anche questi sono doni. Specie se giungono inaspettati e senza un motivo particolare.

Cordialità
Paolo Pagliani

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A mio marito a nostro figlio e a me stessa

Willy Cattabiani

Ok sono tornata, un pò malconcia ma con il desiderio di esserci. Ho attraversato mesi difficili conclusisi con un lutto importante: la morte di mio marito, il compagno di una vita, l’Amore. Venticinque anni insieme e ancora tanti progetti da realizzare. Ho deciso di tornare nel mondo e di tornare a incontrarvi, cari lettori. Un regalo che faccio a me stessa e a lui che amava la vita e che avrebbe voluto che non interrompessi il legame con le persone che mi leggono e, che spero, abbiano e possano trovare attraverso i miei scritti suggerimenti per una vita migliore.
Questa volta non scriverò un vero e proprio articolo ma voglio regalarvi e mi voglio regalare le parole di una persona saggia che dal nulla ma con il suo credere nelle persone e amarle riuscì a far costruire scuole, orfanatrofi e ospedali e case ai senzatetto e la sua organizzazione rifornisce più di 50.000 pasti tutti i giorni agli affamati. il suo nome è Amma, ovvero Madre. Queste le sue parole: “la vita è una partita a carte. Le carte vengono distribuite da un mazziere a cui possiamo dare vari nomi: Dio, destino, karma, caso…. A volte riceviamo carte bellissime con cui è facile giocare, avolte invece ci ritroviamo in mano carte decisamente più scadenti. In ogni caso non abbiamo nessuna influenza sulla scelta delle carte. Ciò su cui abbiamo totale padronanza, invece, è la maniera in cui decidiamo di giocarle. E’ questa la differenza nella nostra vita e nel mondo”
Quello che Amma ci dice è che noi dobbiamo essere RE-sponsabili delle nostre scelte, dobbiamo riappropiarci dell’abilità di rispondere agli eventi attraverso accettando le “carte” che la vita ci ha dato da giocare ma scoprendo e usando la nostra Abilità al cambiamento e ai cambiamenti che la vita continuamente ci elargisce.

Con affetto.
Dott.ssa Anna Pace