Accesso alle scuole d’infanzia comunali e statali

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Modificati i criteri per garantire il diritto di scolarizzazione

Dal prossimo anno scolastico le bambine ed i bambini dai 3 ai 6 anni che hanno genitori senza lavoro, in cassa integrazione, con contratti atipici, avranno pari opportunità d’accedere alle scuole comunali e statali d’infanzia. Lo ha deciso il Consiglio Comunale, nella seduta di mercoledì 18 dicembre, attraverso l’approvazione delle modifiche ai criteri per l’accettazione delle domande di ammissione alle scuole comunali e statali d’infanzia.
Negli ultimi due anni, infatti, dall’ascolto e segnalazioni dei genitori è risultato piuttosto evidente il fatto che i criteri fin’ora adottati valorizzassero soprattutto il lavoro come elemento per attribuire il punteggio per la formulazione della graduatoria, riducendo di molto le possibilità di accesso a bambini appartenenti a famiglie nelle quali, ad esempio, uno dei genitori aveva perso il lavoro o aveva contratti saltuari, con conseguente riduzione dei redditi familiari.
Unitamente a queste considerazioni ne sono emerse altre: ad esempio l’eccessivo numero di ritiri dalla scuola (spesso per difficoltà economiche) e la necessità di limitare i nuovi inserimenti ad anno scolastico inoltrato, per non compromettere l’equilibrio delle sezioni ed il punteggio eccessivo dati a situazioni, ad esempio di nuclei mono genitoriali, non più così rare come in passato e a questo si è cercato di introdurre dei correttivi.
Le modifiche vanno quindi nella direzione di recepire i cambiamenti sociali e demografici in corso e consentire una lettura del bisogno delle famiglie più adeguata ai tempi.
Non si tratta però di un traguardo, ma della conferma di un lungo percorso che ha visto la collaborazione del Comune di Novellara con le altre agenzie educative presenti sul territorio (le due scuole private e quella statale).
Da diversi anni, infatti, si sta lavorando in sinergia con le scuole per l’infanzia del territorio, private comprese, in un’ottica finalizzata all’integrazione di alcune attività e progetti: il progetto continuità per facilitare l’ingresso alle elementari dei bambini non scolarizzati, la consulenza del coordinamento pedagogico dell’Azienda Bassa Reggiana, la formazione per le insegnanti, l’utilizzo dei mediatori culturali laddove sia necessario.
Tale collaborazione ha inoltre permesso di uniformare il periodo i periodi di iscrizione a quello stabilito dal Ministero, di individuare l’Ufficio Scuola Territoriale dell’Azienda come punto di raccolta delle domande della Scuola Infanzia Comunale e Statale e di stilare una graduatoria unica con la possibilità delle famiglie di individuare le preferenze tra le due scuole (e la preferenza tra le due scuole parrocchiali se esclusi da quelle pubbliche).

DM- COSTRUZIONI

Il Sindaco Daoli replica a Bigliardi (LN) sui contributi affitto

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il Sindaco Raul Daoli

E’ il Sindaco Raul Daoli ad essere allibito e scandalizzato dalle recenti affermazioni della militante della Lega Nord Roberta Bigliardi in merito ai contributi a sostegno dell’affitto erogati dall’Istituzione I Millefiori nel 2012.
“E’ un incitamento all’odio, allo screditamento di un ente pubblico ed al razzismo a fini puramente elettorali quello compiuto dalla leghista” dice il Sindaco Daoli precisando: “E’ risaputo che l’80% dei cittadini di Novellara ha la casa di proprietà, mentre invece questo bando si rivolgeva al supporto dell’affitto.
Il Comune di Novellara ha risposto con contributi economici al 100% delle domande ammesse al bando (solo 10 non avevano i requisiti di reddito o di proprietà stabiliti dal bando) attraverso fondi totalmente comunali, visti i tagli a quelli regionali. Di tutti i beneficiari il 60% erano cittadini italiani e comunitari”.
L’amministrazione di Novellara si basa su principi d’equità, di reddito ed in base a bisogni manifestati attraverso regolari domande, come previsto dal bando pubblico e sarebbe anticostituzionale “avere un occhio di riguardo” come dice Bigliardi per i cittadini in base al cognome, all’etnia o al paese d’origine. A Novellara i cittadini immigrati sono persone per bene, impegnate nel tessuto economico, che mandano a scuola i loro figli e pagano le tasse, contributi previdenziali e imposte locali come tutti.

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