NON FACCIO PROGETTI E VADO PIÙ LONTANO

mente-001Nelle relazioni le aspettative sono pericolose . <<Questa volta andrà bene, lo sento, lui e l’uomo giusto!>> Così stai con la tua idea dell’altro, non con l’altro per come è! Questa idea ti impedisce di cogliere i segnali giusti. Getta la via e accendi i sensi: puoi scoprire subito chi fa per te e chi invece ti vuole solo usare. Le parole parole da temere di più <<FA CHE ACCADA CIÒ CHE VOGLIO!>> Sperare è umano, ma bisogna evitare di identificare troppo ciò che si vuole. Il desiderio deve rimanere un fuoco, un’energia senza volto. Chiuderlo in un oggetto preciso sostituisce quel fuoco con le idee della mente. USA QUESTA FRASE QUANDO… sono le parole da dirsi ai primi appuntamenti e ai primi colloqui o all’inizio di un rapporto. La mente vede quello che è preparata a vedere o che spera di vedere, ma spesso non e quello che c’è. Queste parole mettono ai ripari dagli autoinganni, i più pericolosi. GUARDA LA REALTÀ, NON LE TUE IDEE. Aspettarsi qualcosa significa non solo collocarsi in una vita che non c’è, ma anche manipolare il proprio comportamento, rendere artificiale qualsiasi manifestazione che non si adatta allo scopo. A un certo punto ti sembrerà normale forzare la vita, costringerla a stare nel tuo “quadretto” per farla aderire al modello che avevi in mente. Ma di una cosa puoi esser certo: il programma che hai fatto, l’idea che hai di te, il destino che pensi di perseguire prima o poi si dovrà scontare con la realtà.

Morena Rossi

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I politici, sanno tutto !!!

Ma c’è ancora un fatto più grave (6:00 video) quello che è successo da 15 anni nel nostro paese cioè aver regalato la banca d’Italia hai banchieri, una volta lo Stato Italiano aveva due possibilità di entrate, una dalle tasse e un’altra perché batteva moneta.
Batteva moneta ad 1 euro e la rimetteva in circolazione a 500 euro cioè a dire il costo reale e il costo commerciale, cioè la moneta aveva un costo reale, cioè il costo della carta della filigrana, che costava una percentuale, il costo reale di una moneta di 500 euro è 0,30 centesimi e il costo commerciale 500.
“499,70” è la differenza che c’è dal costo reale e quello commerciale, questo denaro una volta andava nelle casse dello Stato, andava nelle case dei cittadini italiani, lo stato lo utilizzava per dare aiuto alle piccole e medie imprese, alle famiglie bisognose, a fare opere, nell’interesse della collettività.
Oggi non è possibile perché quel denaro va nelle casse dei banchieri.
Ohh…. Ohh….  Non c’è niente di dire: oh o non ohh, ma è la verità e la realtà, e la cosa che mi dispiace, e che qualche parlamentare conosce l’argomento ed è complice di questo comportamento sciagurato e scellerato da parte delle banche.
Colgo un dato signor Presidente, al 31 di dicembre del 2011 il circolante monetario del bilancio dell’istituto centrale ammontava a 146 miliardi di euro e poiché il suo costo di produzione non superava e non supera l’1% se ne deduce che l’entrate in circolo dell’euro le banche partners avrebbero lucrato un signoreggio di circa 145 miliardi di euro, che se fossero stati incamerati dallo Stato, avrebbero consentito agli italiani un ingente alleggerimento del carico fiscale. E lei sa perfettamente come sanno coloro che rappresentano il governo in quest’aula di che cosa stiamo parlando.
Chi sono le banche? Che sono in questo momento artefici di questa operazione?
Il gruppo Intesa San Paolo per il 44% – Il gruppo Unicredit – Il Monte dei Paschi di Siena – La Cassa di Risparmio di Firenze, cioè a dire banche che hanno che cosa? Hanno le azioni della Banca d’Italia, la Banca d’Italia non è più proprietario del proprio denaro, ma, il denaro degli italiani e dello stato è dei banchieri. E allora signor Presidente, colleghi presenti in aula, che cosa dobbiamo dire alla banche? Che cosa dovremmo fare nei confronti delle banche? Se già le banche si prendono ciò che è nostro. Che cosa dovremmo fare nei confronti delle banche, se già le banche si sono appropriati di quella che è la nostra moneta? Questo si chiama perdita della sovranità monetaria, questo si chiama SIGNORAGGIO primario, e poi c’è il signoraggio secondario che è ancora un fatto più grave, ciò a dire, la Banca d’Italia che presta il denaro allo stato italiano e si fa pagare i tassi d’interesse, questo è veramente vergognoso, e vergognoso perché chi lo sa,  non lo denunci.