Cantare per superare un trauma

Il percorso di ricerca di una psicoterapeuta e di una musicoterapeuta

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Palazzo Bonaretti Editore (Novellara) Tel. 0522652276

Una psicoterapeuta e una musicoterapeuta si incontrano, in questo volume scritto a quattro mani, per confrontare le loro professionalità su di un campo di intervento delicatissimo ed estremamente “forte”: una bambina, in cura dalla psicologa, è stata vittima di un prolungato abuso da parte del padre senza il conforto della madre, capace solo di lanciare messaggi di confusione e indifferenza al fatto. Da una richiesta di aiuto per tentare una collaborazione professionale sul caso in oggetto, nasce un interessante percorso di ricerca che mette in stretta relazione l’esperienza musicale – principalmente attraverso pratiche di ascolto e di espressione vocale – e il vissuto traumatico della bambina, nell’intento di riarmonizzare la sua relazione con se stessa, con l’adulto protettivo e con il mondo intero. Da un lato vengono analizzati gli elementi legati all’esperienza di abuso: i disturbi della sfera cognitiva della bambina dovuti a importanti alterazioni emotive, l’emergere in lei dei sentimenti di vergogna e di colpa, il contemporaneo affiorare nell’adulto di forme di distorsione nella percezione delle reazioni infantili. D’altro canto si ragiona sulla musica come modo – forse unico – per aver ragione dell’universo rumoroso e caotico che circonda ogni bambino dal momento della nascita. L’esperienza sonora diventa il campo di sperimentazione che gli può consentire di rielaborare suoni e rumori, di renderli quasi prevedibili e di attenuare i sentimenti di timore e di angoscia, in un gioco di previste e anticipabili soluzioni. La musica si pone quindi come uno strumento privilegiato per riportare il bambino ai suoi pensieri, per renderlo capace di gestire emozioni forti quali paura e ansia e per ridurre i suoi problemi di attenzione e di concentrazione. Alle autrici Anna Pace e Monica Maccaferri va il merito d’aver aperto la strada a un campo di ricerca di sicuro interesse e di aver fornito alcuni spunti e strumenti che potranno servire, da stimolo e da base di riferimento per sviluppare nuove ipotesi di intervento e cura.

info n. 349-3974777

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Vuoi conoscere la tecnica per allentare le tensioni e a diminuire lo stress

 Al ritorno dalle vacanze inizia un nuovo anno di lavoro e di impegni e, oddio sono già stressato/a solo al pensiero, le ferie manco me le ricordo più e non cambia mai niente, anzi aumentano solo le preoccupazioni !!!!! Quanti di noi si sono ritrovati a fare questi pensieri e vi confesso che nemmeno io ne sono stata immune. Oggi vi voglio regalare una tecnica di rilassamento che vi aiuterà se l’adotterete con costanza ad allentare le tensioni e a diminuire lo stress.

La tecnica è conosciuta come rilassamento progressivo dei muscoli.
Questo esercizio, se praticato regolarmente, servirà a ridurre la tensione muscolare e altri sintomi legati allo stress.
La tecnica consiste nel tendere e rilassare progressivamente tutti i muscoli del corpo, mantenendo nel contempo una respirazione lenta.
L’esercizio va praticato almeno una volta al giorno perché sia efficace e se due volte al giorno meglio.
Quando iniziate, stabilite un’ora al giorno  da dedicare a questa tecnica e rispettate il più possibile l’orario per mantenere fede all’impegno.

  • Ttrovate un luogo comodo e tranquillo dove sedere o sdraiarvi, e assicuratevi che nessuno vi disturbi per almeno 20 minuti.
  • Chiudete gli occhi e concentratevi sulla respirazione, mantenendola lenta e regolare. Ripetete mentalmente la parola “rilassati” mentre espirate.
  • Tendete il piede destro, piegando le dita e puntandole verso il basso. Concentratevi sulla tensione. Rilasciate lentamente mentre espirate, ripetendo mentalmente la parola “rilassati”.
  • Adesso tendete il muscolo del polpaccio, tenendolo teso per qualche minuto. Rilasciate lentamente mentre espirate.
  • Continuate  lungo tutto il corpo, lavorando sui muscoli della gamba destra e sinistra, le natiche, la schiena, l’addome, il torace, le spalle, il braccio sinistro, la mano sinistra e le dita, il braccio destro, la mano destra  e le dita, il collo, la mascella, le labbra, gli occhi, la fronte, tendendo e rilasciando i muscoli nello stesso modo descritto sopra.
  • Ascoltatevi per capire se le tensioni si sono sciolte. Se vi sono ancora delle zone  tese, dedicate ancora qualche minuto al rilassamento dei muscoli.
  • Riaprite lentamente gli occhi. Cercate di mantenere la sensazione di rilassamento per il resto della giornata; o, se  è sera, mentre andate a letto e vi preparate a dormire.

Tra breve, per chi lo vorrà e al prezzo di 7,00 euro potete acquistare il CD con la registrazione della mia voce che vi accompagnerà durante questo esercizio di rilassamento muscolare. Allegato troverete anche uno schema di verifica degli esercizi di rilassamento.

A presto
Dott.ssa Anna Pace

Noi e la nostra immagine dell’io

Questo articolo lo dedico a tutte quelle persone che credono di essere nate sotto una cattiva stella e che non credono più che la loro vita possa cambiare.
Ciascuno di noi porta dentro di sé la propria  storia personale  che contiene in sé, in embrione, le basi di quella che sarà la nostra esistenza futura, a meno che noi non andiamo a modificare in profondità questo schema acquisito.
Da qui ha origine la nostra immagine dell’io, che è l’idea che noi abbiamo di noi stessi. E’ il metro di quello che crediamo di essere e di valere. Tutto questo meccanismo ha origine nelle nostre passate esperienze: successi, fallimenti, umiliazioni, frustrazioni, tipo di educazione, l’ambiente in cui siamo cresciuti, soprattutto nella prima infanzia.   Quindi, come già vi ho scritto molte volte, se quello che abbiamo respirato  o creduto di respirare era aria viziata o monossido di carbonio, ci siamo convinti di essere persone malate e prive dell’energia sufficiente per vivere la nostra vita in maniera dignitosa.: si agisce come ci si sente e come si crede di essere e non si potrebbe fare diversamente, nonostante tutti gli sforzi della volontà razionale e il desiderio cosciente di impedirlo, perché ormai un certo programma è stato instaurato. Allora cosa è necessario fare? Cambiare la nostra auto immagine e fortunatamente, non ci sono limiti di età per variare immagine di sé, purchè lo si voglia davvero.
Maxwell Maltz, fondatore della psicocibernetica così scriveva:
“L’immagine dell’io è la chiave della personalità e del comportamento umano. Cambiate l’immagine dell’io e cambierete la personalità e il comportamento.. Oltre a ciò, l’immagine dell’io stabilisce i limiti dell’individuo, indicando ciò che può e ciò che non può essere fatto. Estendete tale immagine ed estenderete la “zona del possibile”. Lo sviluppo di una giusta e realistica immagine dell’io sembrerà dare all’individuo nuove capacità, un nuovo talento e addirittura cambierà in successo i fallimenti”
Dobbiamo quindi riprogrammare il nostro cervello anche attraverso “simulazioni mentali” immaginando nei minimi particolari come vorremmo essere e  presentarci agli altri..
Questa tecnica di simulazione della realtà, andrà poi a tradursi per un individuo in una esperienza reale e concreta che ci consentirà di imparare e di sviluppare un infinito numero di possibilità umanamente pensabili.
Sempre Maltz spiega che ogni essere vivente ha in sé un principio il quale tende a raggiungere degli scopi, e definisce questo principio “sistema guida”, in pratica, il cervello e il sistema nervoso dell’uomo formano un servomeccanismo tendente a un fine.
Tale meccanismo è in sé, impersonale e automatico, volge a nostro vantaggio o svantaggio a seconda di come viene programmato per funzionare.
Quando il servomeccanismo si indirizza verso il fallimento l’individuo avrà il fallimento e ogni fallimento contribuirà a convalidare la sua predisposizione ai fallimenti.

Dott.ssa Anna Pace