INDIFFERENZA RELIGIOSA

uomo_giovane_pregaCaro direttore, secondo recenti ricerche c’è la tendenza ormai ampiamente diffusa che mostra come sia in crescita, un particolare tipo di relazione con la religione: l’indifferenza. O in termini più sociologici la <<non affiliazione>>, la non appartenenza. Che è qualcosa diverso dall’ateismo, che ha sempre una tensione drammatica ma anche dall’agnosticismo, che comunque è l’esito di una scelta consapevole. Si tratta, più semplicemente, di una non-scelta di chi non si è posto nemmeno il problema, perché non è stato educato a farlo essendo nato in un tempo secolarizzato, in cui la religione ha perso la sua evidenza sociale sentendo questa sfera come troppo distante e dunque irrilevante rispetto alla vita. E non è un caso che queste persone aumentino percentualmente con il decrescere dell’età: pochi tra gli over 60, molti tra i <<nativi digitali>>. E’ un dato preoccupante e che deve far riflettere in quanto segnala <<un difetto di trasmissione>>, la cui responsabilità ricade sulla generazione di noi adulti, che forse ha equivocato il senso della libertà di scelta. In mancanza di precomprensione però, il terreno può essere favorevole per ascoltare una parola che, detta in linguaggio comprensibile e da persone credibili, è in realtà capace di rispondere alle parole di senso, di relazione e anche di infinito che nella rete emergono, benché lì le risposte siano povere. Sta a noi saperla pronunciare.  
Cordialmente
Paolo Pagliani

A mio marito a nostro figlio e a me stessa

Willy Cattabiani

Ok sono tornata, un pò malconcia ma con il desiderio di esserci. Ho attraversato mesi difficili conclusisi con un lutto importante: la morte di mio marito, il compagno di una vita, l’Amore. Venticinque anni insieme e ancora tanti progetti da realizzare. Ho deciso di tornare nel mondo e di tornare a incontrarvi, cari lettori. Un regalo che faccio a me stessa e a lui che amava la vita e che avrebbe voluto che non interrompessi il legame con le persone che mi leggono e, che spero, abbiano e possano trovare attraverso i miei scritti suggerimenti per una vita migliore.
Questa volta non scriverò un vero e proprio articolo ma voglio regalarvi e mi voglio regalare le parole di una persona saggia che dal nulla ma con il suo credere nelle persone e amarle riuscì a far costruire scuole, orfanatrofi e ospedali e case ai senzatetto e la sua organizzazione rifornisce più di 50.000 pasti tutti i giorni agli affamati. il suo nome è Amma, ovvero Madre. Queste le sue parole: “la vita è una partita a carte. Le carte vengono distribuite da un mazziere a cui possiamo dare vari nomi: Dio, destino, karma, caso…. A volte riceviamo carte bellissime con cui è facile giocare, avolte invece ci ritroviamo in mano carte decisamente più scadenti. In ogni caso non abbiamo nessuna influenza sulla scelta delle carte. Ciò su cui abbiamo totale padronanza, invece, è la maniera in cui decidiamo di giocarle. E’ questa la differenza nella nostra vita e nel mondo”
Quello che Amma ci dice è che noi dobbiamo essere RE-sponsabili delle nostre scelte, dobbiamo riappropiarci dell’abilità di rispondere agli eventi attraverso accettando le “carte” che la vita ci ha dato da giocare ma scoprendo e usando la nostra Abilità al cambiamento e ai cambiamenti che la vita continuamente ci elargisce.

Con affetto.
Dott.ssa Anna Pace