Una bellissima lettera di Natale

Youssef Salmi

lettera a mia moglie in occasione del 17° anniversario di matrimonio
pubblicata da Youssef Salmi il giorno sabato 10 dicembre 2011 alle ore 0.18
Novellara lì, 10/12/2011
Vorrei con queste righe raccontare un pezzo importante della mia storia;
21 anni fa, ero arrivato in questa terra splendida, carico e con una grande voglia di costruire il mio futuro, entusiasmo e volontà immensa che con il passare del tempo cominciavano a diminuire e con il passare del tempo l’orizzonte che vedevo lontano ma raggiungibile cominciava ad allontanarsi sempre di più, ero ancora clandestino, erano passate ormai tre anni dal mio arrivo in Italia, la cosi detta clandestinità cominciava a creare in me quel senso di disperazione e di noia, quel sentimento di delusione nonostante gli tanti amici attorno a me che ringrazio tuttora per come mi hanno accolto, l’attesa di un documento che rappresentava la speranza ma soprattutto la dignità della persona era sempre più lungo e le mie giornate diventavano sempre più bui, fino quando un giorno era apparsa un bellissima stella che ha illuminato il mio sentiero e mi ha aiutato a ritrovare la via per quel orizzonte, una stella che ha accompagnato il mio cammino fino ad oggi, e continua ad accompagnarmi ogni giorno, senza di lei io non sarei davvero nessuno, grazie a lei sono riuscito ad avere quella dignità che nessuno può sapere che valore potesse avere se non le dovesse mancare, una stella splendida che mi ha colpito in profondità, mi ha amato e voluto bene, mi ha aiutato in un percorso di vita non facile, una stella che oggi insieme a lei festeggio Diciassette (17)anni di Matrimonio, si chiama Barbara, mia moglie, che voglio ringraziare ad alta voce, e voglio urlare e far sentire a tutti voi com’è importante per la mia vita, come la sua presenza nella mia vita e quella dei nostri figli è cosi importante e che senza di lei noi tutti, Yasmine, Elia e Io, non saremo nessuno.
Amore mio vorrei dirti che sei il sole che illumina e scalda i nostri giorni, vorrei dirti che sei la stella che illumina il nostro cielo di notte, vorrei dirti che ti amo e che ti amerò per sempre, vorrei dirti grazie per come stai costruendo insieme a me questa famiglia stupenda, vorrei dirti grazie per la tua umiltà, grazie per come hai saputo interagire con me e per come hai saputo contaminare la mia cultura e permesso la contaminazione anche della tua.
Amore mio vorrei dirti che sono consapevole dei sacrifici che stiamo facendo tutti insieme, consapevole delle fatiche che stiamo facendo ad arrivare a fine mese, consapevole che spesso non ci permettiamo niente di particolare, consapevole del fatto che prima i nostri figli e puoi tutto il resto, ti amo e ti stramo, ti ammiro per come hai messo sempre prima l’interesse dei nostri figli di qualsiasi altra cosa, ti amo per come hai saputo coprire quel vuoto che ho lasciato tutte le volte che vado ad una riunione o incontro o addirittura via per una notte o due, ti ringrazio per come hai spiegato sempre ai nostri figli a volte con tanta difficoltà il mio impegno per il prossimo, ti ammiro e ti ringrazio per come hai fatto ad asciugare le lacrime soprattutto di Elias quando andavo alle riunione mentre lui pretendeva un suo piccolo diritto di giocare con il papà
Amore mio oggi festeggiamo 17 anni di Matrimonio, i nostri figli saranno uno da un amico e l’altra da una amica, e so che sarai con me ma la testa sarà con i nostri figli, Chi sa come stanno? Anche per questo ti amo e ti amerò per sempre …
Ho voluto scriverti queste righe perché vorrei che te le tenesse con te e vorrei che mi aiutaste ancora a migliorare, ti sarò sempre vicino ti amerò per il resto della mia vita, perché per me tu sarai sempre quella Stella che illuminerà per sempre il nostro cammino, ti adoro, auguri amore mio.

Tuo Marito Youssef  Salmi

MATRIMONI IN CALO, SOCIETA’ PIÙ POVERA

Caro direttore,
il panorama disegnato dall’Istat, sui matrimoni in Italia, è segnato da un preoccupante vuoto di valori forti, di una maggiore incertezza, disorientamento e disponibilità ad investire nel futuro. Certo, l’Istituto di Statistica fa notare che la crisi economica, specie nel biennio 2008-2009, ha pesato parecchio sulle decisioni degli aspiranti sposi ma sarebbe riduttivo spiegare il calo record, (meno 6%), soltanto in termini di difficoltà economiche e abitative. Quanto ha pesato la cultura della provvisorietà e, diciamolo, dell’immaturità che sembra dominare i nostri giorni, con il rifiuto del “per sempre” che è ormai una costante in tutte le scelte che contano? A diminuire non sono solo le prime nozze ma anche le seconde e i matrimoni misti, decisioni che nascondono paure ed incertezze che non possono lasciare indifferenti, perché segnano un intreccio allarmante di contraddizioni etiche ma anche di pesantissime derive educative. Dal punto di vista politico e sociale l’Italia non ha ancora preso sul serio la crisi della famiglia e della denatalità, si notano solo iniziative elettorali, invece di lavorare per un cambio di mentalità; chi si sposa paga più tasse di chi non si sposa, chi ha figli paga di più di chi non ne ha! Occorre andare alla radice con coraggio e ribadire che fare famiglia non solo è possibile ma vantaggioso per tutta la società, sempre più rarefatta, le comunità sono sempre meno coese e si avverte un progressivo allentamento delle relazioni che rende tutto più difficile. Tutti siamo colpevoli di questa accidia che è responsabile della mancata diffusione di quella verità sul matrimonio e sulla famiglia, in tanti strati sociali e culturali anche ai massimi livelli, di cui oggi avvertiamo tutta la gravità. Si opta pure per la separazione dei beni che due anni orsono era al 65%, un segnale che parla di prospettive sempre più di corto respiro e di crescente mancanza di fiducia reciproca. E’ indubbio che esiste un individualismo esasperato dove il singolo è sempre meno legato agli altri, ad un progetto, a un’appartenenza culturale e sociale; è chiaro perciò che legami deboli o rifiuto degli stessi, propongano una società fragile, che produce disastri individuali e sociali, come  il sempre più evidente impoverimento generale. Iniziamo invece a premiare e a non penalizzare i giovani che si sposano e formano una famiglia, attraverso politiche sociali che aiutino a costruirsi un futuro incoraggiando seriamente, senza discriminare nessuno, chi si assume responsabilità, secondo regole di equità e di giustizia. Sarebbe il più grande regalo che potremmo fare alla nostra società.
Un saluto cordiale
Paolo Pagliani
Novellara

P.S.
Se hai un minuto, fammi sapere se l’articolo ti è piaciuto lasciandomi
un commento. Sarò più che felice di risponderti.