USCIRE DALLA PAURA

paura

La paura è mancanza di conoscenza

Gentile direttore, se c’è qualcosa che colpisce nelle vicende giornaliere che ci assicurano i media, è che siamo un popolo attanagliato dalla paura. Siamo terrorizzati dalla povertà, dalle malattie del corpo e dello spirito. Temiamo per la nostra sicurezza e per il nostro lavoro. Diventiamo persino ansiosamente sospettosi del prossimo e custodiamo gelosamente i nostri beni. A livello internazionale, i Paesi ricchi, erigono barriere intorno alle nostre ricchezze, perché nessun straniero possa sottrarcele. Costruiamo bombe per proteggere ciò che ci convinciamo di voler difendere. Ma ironia della sorte, in tal modo diventiamo prigionieri delle stesse paure. Quelli che sono in grado di farci paura esercitano su di noi un grande potere. Quelli che ci fanno vivere in “una casa della paura” in ultima analisi ci privano della nostra libertà ed è la paura che è la radice di tante vergogne che si commettono. Per questo l’umanista Montaigne nei suoi Saggi, non esitava a confessare che: <<La paura è la cosa di cui ho più paura>>. Il disagio delle Nazioni ricche – la nostra ansia e solitudine – è la conseguenza occulta del nostro ignorare quanti sono meno fortunati di noi. E’ un portato del nostro spreco, della nostra prodigalità ingiusta e colpevole.

Un cordiale saluto
Paolo Pagliani

ABF

L’ INGANNO SUGLI OGM

L'Inganno a Tavola Le bugie delle industrie e dei governi sulla sicurezza dei cibi geneticamente modificati.

L’Inganno a Tavola
Le bugie delle industrie e dei governi sulla sicurezza dei cibi geneticamente modificati.

Caro direttore, sono consapevole di trattare un argomento delicatissimo, scabroso e controverso ma certe verità devono essere poste a conoscenza di concittadini (molti).
Da decenni la bilancia agroalimentare italiana è in deficit fisso in quanto oltre ad importare metà delle carni e del grano, oltre a pomodori ed olio di oliva, quasi tutto il parco zootecnico italiano (bovini, suini, polli) è alimentato con soia estera e questa è per l’ 85% Ogm. Anche per il mais essenziale per alimentare il bestiame, siamo arrivati al 35% ad importare ciò che ci necessita. La guerra santa agli Ogm, ci costa, paragonati alla Spagna che li ha adottati, circa un miliardo di euro; loro producono 110 Q.li in media per ettaro con semi di granoturco migliorati mentre noi e la Francia 78 e 80 q.li. Le campagne consolatorie che ci propinano in molti narrano, però, che, se un alimento è fatto in Italia, questo è più buono, più sano e più giusto. Mi sembra però che siano le stesse pubblicità che ci fanno vedere delle barche a vela che solcano le autostrade o dei delfini che nuotano al fianco delle nostre autovetture: sono metafore, sono slogan pubblicitari ma noi, invece, crediamo davvero che gli asini volano. Ma non è così: il mais italiano, benché prodotto da noi, non è migliore di quello che ci perviene da fuori (soprattutto se quello che ci arriva dall’ estero è mais Ogm). Siamo accanitamente contrari agli Ogm ma lo stesso Ministero dell’ Agricoltura ammette candidamente che senza mangimi Ogm, crollerebbe l’ intera zootecnia nazionale. Quindi quasi tutto il latte, yogurt, formaggi, salumi, prosciutti e carni, anche di derivazione Dop ed Igp italiane, derivano da animali nutriti con Ogm; (nel 2013, oltre alla totalità della soia, anche un terzo del mais mondiale era Ogm (Monsanto), prossimamente pure riso e patate BASF). Quindi gli Ogm li mangiamo quotidianamente ma chi li avversa, è terrorizzato dalla possibilità che i nostri imprenditori agricoli si producano in azienda gli stessi mangimi che devono invece acquistare da cooperative o da imprese private. Questa è una politica miope e pericolosa, che danneggia sia gli imprenditori agricoli, tanto quanto danneggia i ricercatori pubblici italiani e, contemporaneamente, strizza l’ occhio alle grandi multinazionali che continuano indisturbate a gestire il 90% dei mangimi importati a danno delle nostre aziende e dello sviluppo economico del Paese. In queste condizioni al prossimo Expo di Milano dove il tema sarà <<Nutrire il pianeta>>, noi avremo davvero poco da <<exporre>>.
  Cordialità
 Paolo Pagliani
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PERCHÉ L’INCONTRO FA PAURA ?

Gentile direttore, durante un viaggio mi sintonizzo su un canale di musica e attualità dove il tema del giorno è l’incontro; il conduttore propone interessanti e provocatorie riflessioni in questi tempi in cui tutto entra facilmente in crisi. La parola incontro fa paura. La sera, tutti dicono di stare in casa per non fare… strani incontri. Per non parlare dell’incontro con il diverso, con chi ci sembra lontano da noi; un lontano che poi magari si rivela essere il vicino di casa. E   l’ immigrato? Non si sa niente di lui, per cui è meglio rinchiudersi nella propria identità, perché ciò che è identico non fa paura. Possiamo però dire, che tutti progressi dell’uomo sono nati da incontri. Le nostre radici cristiano giudaiche sono figlie di un incontro, i romani secondo il mito sono figli di Enea scappato da Troia: un turco. Poi ci siamo mischiati con gli etruschi che qualcuno dice d’essere di origine fenicia: libanesi, il pomodoro arriva dagli aztechi, ogni giorno usiamo i numeri…arabi! Tutti figli di incontri e senza la curiosità verso l’altro, la nostra identità non sarebbe mai nata. Il vero coraggio, come sostiene pure Papa Francesco, sta nel guardare in faccia l’ altro, scoprire una nuova identità e, già che ci siamo, anche un po’ della nostra. Forse i giovani sono in grado spesso di testimoniare meglio cosa sia l’incontro perché lo vivono in classe o nel tempo libero. Sanno cos’è è il confronto, lo scontro, l’amicizia con il diverso più di tanti scrittori o politici che parlano di chiusure e diffidenze. Basterebbe volgere lo sguardo verso figli e nipoti per scoprire come si fa, quali sono i limiti e i pregi di tanti incontri che ormai sono inevitabili. Asili e scuole sono le vere palestre dei cittadini del domani…sono i luoghi privilegiati dove non esistono discriminazioni e pregiudizi che spesso appartengono al mondo degli adulti. Sono i luoghi privilegiati dove si sperimentano i primi veri incontri della propria formazione umana. Non sprechiamo l’ occasione, non rinunciamo a noi stessi ma nemmeno rinunciamo all’ intrigante possibilità di scoprire chi vive vicino a noi.

Cordialità
Paolo Pagliani

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BECERO RAZZISMO

insultiSi legge ogni giorno da parte di esponenti politici di non elevato spessore, insulti, offese e minacce alla ministra Kjenge per il colore della pelle e dei suoi orientamenti in tema di immigrazione che mi trovano d’accordo. Ho avuto modo di conoscerla personalmente oltre a farmi visitare da lei per problemi oculistici ed ho potuto apprezzare la sua professionalità e la determinazione nell’ affrontare i problemi: un’ottima impressione. Le infelici battute a suo carico mi ricordano una frase di uno scrittore afroamericano James Baldwin che sosteneva: <<Il pregiudizio razziale troverà sempre un fertile terreno in quella piccola e debole cosa che è il cervello umano>>. E’ comprensibile che una miscela di popoli così densa come avverrà, sarà faticosa e le paure reciproche sono sempre in agguato potendo esplodere con veemenza. La xenofobia che oggi serpeggia sotto apparenti forme di autodifesa nasce appunto dalla paura dell’altro e del diverso. Certo, la coesistenza delle differenze è spesso ardua ed esige un lavoro paziente di dialogo e di rispetto da entrambe le parti. Tuttavia la brutalità del rigetto razzista, (isterico del nazismo, fanfarone del fascismo), oltre a non risolvere i problemi, anzi a renderli più tesi, non libera dai timori e rende la vita piena di fiele e acrimonia che buzzurri politicanti contribuiscono ad alimentare.
Un saluto cordiale
Paolo Pagliani
Dott.ssaAnna Pace013

Appuntamenti del fine settimana a Novellara

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E’ rinviato a data da destinarsi lo spettacolo “La matrice e il suo Doppio: una sola vertigine” dell’Orchestra Sinfonica dell’Arca, previsto per sabato 19 gennaio alle ore 21.00 presso il teatro comunale Franco Tagliavini.
Tutto confermato invece per l’ultimo spettacolo novellarese della rassegna “Di domenica in domenica”, domenica 20 gennaio alle ore 16.00 con “Mostry”, teatro d’attore per bambini e bambine dai 5 agli 8 anni della compagnia Gli Eccentrici Dadarò che propone con delicatezza e intelligenza il tema della paura e di come affrontarla.
Il protagonista, Mostry è nato, preparato ed allenato per fare paura, come qualunque mostro. E come qualunque mostro, il suo pubblico ideale è quello di tanti bambini, preferibilmente piccoli, quando ancora la ragione non li aiuta troppo a difendersi dalle paure. Sul palco, per Mostry è il primo giorno di lavoro, il primo show davanti a un pubblico con tanto di strumenti terrificanti: maschere, suoni, luci, colori, parole, azioni, atmosfere, suggestioni. Mostry sogna: sogna il grido dei bambini, le manine che si stringono, gli occhietti che diventano lucidi, le vocine che si fanno rauche, ma con i sogni arriva anche la paura: se non grideranno? Se non si stringeranno uno all’altro per sentirsi un po’ più forti? Se non si faranno piccoli piccolissimi nelle poltroncine come per sparire?
E così Mostry scopre cosa è davvero la paura: quella più grande, quella di tutti, quella che ti accompagna sempre. La paura di non essere adatto, di deludere le aspettative, di non essere all’altezza, di essere come invisibile…in una parola: solo.
Ma forse Mostry sta per scoprire una cosa ancora più importante sulla paura: che l’unico modo per uscirne è affrontarla con tutta la forza che ha, guardarla in faccia da vicino e magari scoprirla diversa da come credeva, insomma imparerà anche lui che forse certi mostri, se li guardi bene bene, non sono poi così brutti come sembrano.
Museo Gonzaga – Come tutte le domeniche il Museo Gonzaga è aperto alle visite dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.30. Il Museo, insignito dall’IBC del marchio di Museo di Qualità ospita affreschi del XIII e del XVI secolo, opere di Lelio Orsi, sale affrescate, quadri provenienti dalla chiesa dei cappuccini e una collezione di vasi da farmacia tra le più importanti in Europa.

LA PAURA DEL 13

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Caro direttore, non solo i romani e i vichinghi erano atterriti dal numero del nuovo anno ma sembra che della <<paura del 13>>, ne soffrano in molti. Oggi vi sono persone che non starebbero a tavola in tredici, altri che non acquisterebbero mai una casa al civico 13, chi non salirebbe su una nave il tredicesimo giorno del mese, (in particolare se è poi un venerdì), né dormirebbe in una stanza al tredicesimo piano di un hotel. Alcuni edifici di grandi dimensioni, in particolare in Cina e in altre parti dell’Asia, sembra che non abbiano affatto tredicesimi piani: vanno direttamente dal dodicesimo al quattordicesimo. Fu Giuda il traditore di Gesù, a far salire a 13 il numero di convitati nell’ultima cena e fu la tredicesima era, la prima dopo 12 millenni delle 12 costellazioni, che si suppone abbia presagito il caos per gli antichi persiani che ancor oggi vanno a purificare le loro anime il tredicesimo giorno dell’anno a Sizdah. Il 2013 sarà il primo anno dopo il 1987 che sarà composto da tutte cifre diverse una dall’altra. I superstiziosi potranno essere una minoranza ma sono ovunque, sebbene ci siano persone convinte che il 13 sia carico di significati positivi. Per la maggioranza degli abitanti, io compreso, sarà come il 2011 o il 2012 cioè niente di speciale, da rimboccarci ancor più le maniche ma per chi è triscaidecafobico (paura del 13), la prospettiva non sarà tanto interessante quanto terrificante.

Cordialità e…. Buon 2013
Paolo Pagliani

TESTIMONIANZA DI UNA GIOVANE ALCOLISTA

Svegliarsi al mattino. angosciata, tutta tremante, con dei crampi orribili allo stomaco…ma che cosa ho, cosa significa tutto questo, perché? Quante volte me lo sono chiesta e quante volte ho sempre negato la verità? Era il nervoso, la delusione avuta ieri, tutto fuorché riconoscere il vero motivo! Poi, una discussione un po’ più forte in famiglia, con il ragazzo, la perdita di tutti i valori, delusioni su delusioni, pianti su pianti e a un certo punto dici: devo fare qualcosa. Basta, ho deciso che da domani smetto di bere! E’ vero, lo penso veramente ma dopo il primo bicchiere non mi fermo più, non mi frega più niente di tutti i miei buoni propositi e ricomincio tutto da capo! Quante volte ho fatto e detto tutte queste cose? Tante, che non le ricordo neppure più; ricominci a prendere le pastiglie per non bere ma non sei tranquilla… quella fissa ti ossessiona: è un incubo! Non dormi di notte, sogni di bere, ti nascondi le bottiglie, le lattine, bevi anche se sai che rischi di lasciarci la pelle ma non te ne frega niente: continui! Poi, ti parlano di un gruppo di Alcolisti Anonimi, provi, tanto pensi che troverai solo gente ubriaca, pensi che ci andrai una volta e poi non vi metterai più piede. La vergogna è tanta nel varcare quella soglia, perché hai paura di essere considerata diversa, una <<timbrata>> dalla società…ed invece ti viene incontro una donna che si presenta:<<Io sono Anna e sono un’ alcolista>>. Parli con lei e ti chiedi perché sia così serena, parli così tranquillamente dell’ argomento che per te è sempre stato un tabù. Entri in una sala e trovi un sacco di gente serena e felice che ti accoglie come ti conoscesse da sempre. Senti le esperienze di tutti e ti accorgi che non sei più sola, che hai qualcuno che ha provato e che sta provando le tue stesse sensazioni… è tutto così strano e bello! Poco per volta scopri che il tuo non è un vizio ma una malattia che puoi controllarla e vincerla con tanta volontà e tanta amicizia da parte del gruppo. 24 ore senza bere: è una follia ( pensi! ). Ed invece arrivi a casa e provi anche tu; è difficile, anche se subito non sembra. Riscopri la vita, l’ amore, la gioia di vivere, ti ritorna la voglia di parlare con gli altri, perché non più paura di essere giudicata, di sentirti dire che sei ubriaca, che non capisci niente…! Non vorresti più tornare indietro nemmeno per tutto l’ oro del mondo, hai incominciato una nuova vita, una nuova strada che ti appare serena e tranquilla. Tutto questo è perché devi dire una sola cosa: Grazie Alcolisti Anonimi.

Lara  –  Piacenza

L’alcol è un problema?
Alcolisti Anonimi
forse può aiutarti!

Gruppi di Reggio Emilia e provincia
tel. 346.303.70.00