ELEZIONI: NUBI IN AGGUATO

imagesCaro direttore, l’esito delle ultime elezioni siciliane, autorizza a temere scenari cupi per quelle laziali che si terranno all’inizio dell’anno prossimo e ancor più per quelle politiche subito dopo.
Confermando le previsioni più fosche, anzi accentuandole, le urne hanno fornito indicazioni allarmanti:

  • Per la prima volta dal dopoguerra, la maggioranza del corpo elettorale non è andata ai seggi;
  • Il voto non ha prodotto una maggioranza certa e coesa;
  • L’onda lunga della protesta ha portato il grillismo a diventare il primo partito mentre i due principali Pd e Pdl assieme, hanno racimolato un elettore su quattro.

I leader della politica nazionale non sembrano aver colto il segnale, basta guardare la sfibrante discussione sulla riforma della legge elettorale. In un simile contesto c’è il forte rischio che dopo le politiche si verifichino le seguenti condizioni:

  • un Parlamento espressione di meno della metà degli italiani;
  • l’impossibilità di mettere insieme una maggioranza netta (specie al Senat);
  • una pattuglia molto nutrita di guastatori anti-vecchio sistema che renderebbero problematico governare.

 

Il tutto mentre la litigiosità e le contrapposizioni non indicheranno un programma convincente e ci sarà pure da eleggere subito il nuovo Presidente della Repubblica. Il che è grave, perché a primavera i problemi che affliggono l’Italia ci saranno ancora, semmai saranno diventati più pesanti e i i mercati internazionali ma pure la stessa Unione europea e la BCE, non saranno disposti ad accordarci ulteriori tempi. Servirebbe un sussulto di responsabilità e soprattutto la consapevolezza del solco che si è aperto tra istituzioni e cittadini. Altrimenti quel solco diventerà…un baratro.

Cordialità
Paolo Pagliani

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