OCCORRE ” ARIA PULITA”

Perché a volte necessita essere decisi e nel nome di Dio scacciare con violenza d’ardore e di giustizia, satana, che si annida slealmente  sotto una ingannevole apparenza innocente.

Perché a volte necessita essere decisi e nel nome di Dio scacciare con violenza d’ardore e di giustizia, satana, che si annida slealmente sotto una ingannevole apparenza innocente.

Gentile direttore, capisco le delusioni davanti a tanta corruzione soprattutto da parte di chi non avrebbe neanche il bisogno di rubare. Ma non riesco a capire quelle persone che si rifiutano di pagare le tasse o dicono ai figli di rubare i gessetti a scuola per andare contro lo Stato. Da piccolo mi hanno insegnato a rispettare la mia Nazione, ma se tutti si lamentano del malessere generale che sembra colpire tutti, cosa trasmettiamo ai nostri figli? Né comprendo chi non paga il canone RAI perché dice di non avere soldi ma poi è abbonato a Sky. Lamentarci della nostra situazione mentre in altre parti del mondo si vivono guerre e dittature sembra ingiusto. Dovremmo cercare di migliorare tutti. Non possiamo disprezzare i politici e poi fare lo stesso. Chi ruba in alto è esecrabile esattamente come quei negozianti che non fanno gli scontrini. O come le persone che non rubano solo perché non ne hanno la possibilità. Una morale solo utilitaristica che mira solo al proprio interesse, è destinata a scadere in amoralità e a generare ingiustizie. L’egoismo è spesso il principale consigliere che indirizza l’agire: è con questa guida falsa che si è pronti a trovare tutte le scuse per giustificare un’opera in sé illecita. Uno dei modi per salvare il Paese è dare una bella ripulita in alto, (se mai ci riusciremo), e impegnarci come cittadini per far respirare “aria pulita” ai nostri figli. E far loro comprendere che la nostra gioia è solo nel lavoro e nel sentirsi utili agli altri. Tutto questo richiede un impegno serio morale. Abbiamo le risorse etiche per riprenderci.

Cordialità
Paolo Pagliani

FELICE DI CIÒ CHE HAI

images (1)Il dio Vishnu promise a un suo fedele di esaudire tre e solo tre suppliche. L’orante chiese innanzitutto di essere liberato dalla moglie petulante che subito morì. Ben presto, però, l’uomo comprese la follia di questa richiesta, sentendo la mancanza di quella sua compagna di vita. Implorò, allora, Vishnu di riportarla in vita e così avvenne. Gli rimaneva ormai una sola possibilità di domanda e, non sapendo decidersi, chiese al dio di suggerirgli la giusta invocazione. E Vishnu rispose: <<Prega di essere felice di ciò che la vita ti porterà>>.
Parabola indiana
E’ una parabola che ha per tema l’incontentabilità umana dove in questa tensione germoglia l’infelicità e si annida l’insoddisfazione. Certo, non si deve vivere lasciando che il fato ci conduca là dove non vorremmo, perché siamo dotati di una libertà, di una volontà e di una capacità di agire. Ecco, allora, un equilibrio da conquistare: cercare con tutte le proprie energie la felicità ma essere felici di ciò che si ha e che la vita offre. Non essere rinunciatari ma neppure aggressivi, non precipitare nell’inoperosità ma neppure diventare esagitati e isterici. Il poeta greco Pindaro (V sec. a.C.), nelle sue odi consigliava: <<Non desiderare, anima mia, la vita degli immortali, ma godi a fondo i beni a tua portata>>. Senza fatalismi o rassegnazione, ma anche senza ribellioni e proteste infinite.
Buona Domenica
Paolo