SUBDOLA PRESSIONE MEDIATICA

caos-politicoGentile direttore, si può palesemente notare la pretesa di assegnare alle parole un significato molto diverso da quello etimologico. Ad esempio “omofobia” che significa paura del proprio simile, viene stravolta intendendo la “discriminazione di chi è omosessuale” facendo violenza al linguaggio, poiché “discriminare” come primo significato ha distinguere e non quello di emarginare. Altro esempio “matrimonio omosessuale” è un ossimoro perchè matrimonio significa “dono della maternità” il che biologicamente comporta una relazione tra sessi diversi. La pressione mediatica per introdurre questi nuovi significati è condotta in maniera sfumata attraverso la pubblicità, i salotti televisivi e chi critica, viene relegato come reazionario e perseguito non solo verbalmente. Il vuoto etico e la dittatura del relativismo sono concause di questa situazione in cui ciò che è giusto non è un dato di coscienza ma imposto dall’alto in maniera subdola, così accanto alla giustizia reale, guadagna sempre più quella mediatica; una neolingua!
Cordialità
Paolo Pagliani
Per gli inserzionisti del PORTICO, il vantaggio di essere visibile on-line.

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LETTERA DI UNA FIGLIA A UN PADRE ALCOLISTA

Ciao papà. Come stai? E’ da un po’ che non parliamo, da sempre. E allora te lo richiedo: come stai? Sai, io sto bene. Sì anch’ io ho i miei alti e bassi con la scuola ma del resto sto bene. Ti interessa? Vuoi sapere come sto? Eppure non me lo chiedi mai…Forse non ti interessa. Forse io sono troppo noiosa, sono una ragazzina come tutte le altre. Tu per me resti sempre l’ unico. A me interessa sapere come stai. Sapere come ti sta andando la vita. So che non ci sei mai e di questo ne risento e anche se non ci parliamo, non avendo quel rapporto tra padre e figlia di 15 anni, io ti amo lo stesso. E ripeto: tu per me sei l’ unico. Lo so che hai il problema dell’ alcolismo e questo probabilmente è la causa principale del silenzio che c’ è tra noi ma, a me non importa neanche questo. Solo grazie ad Associazioni come A.A. ho saputo superare certi periodi difficili scoppiando a piangere raccontando tutti i miei dolori in mezzo a loro. Mi piace andare alle riunioni di Alcolisti Anonimi e ogni volta mi vieni in mente tu. Ogni volta che li sento parlare, mi si riaccende la speranza e allora dico: “se ce l’ hanno fatta loro, ce la può benissimo fare anche lui”. Ho capito babbo che non è mai troppo tardi per cominciare a vivere. Se pensi di odiare la tua vita e riesci a stare bene solo bevendo, chiedi aiuto a loro. Non ci sono altre persone che sanno cosa vuol dire avere paura di parlare o ad amare per colpa di una bottiglia. Ricordati che anche loro pensavano che i Gruppi sarebbero stati qualcosa di inutile e ridicolo ma poi sono arrivati ad un punto della loro vita in cui non potevano farcela più e così hanno fatto quel passo che pure tu hai provato a fare 16 anni anni fa, per poi lasciarlo da sei anni. Quindi la scelta è tua papà. Ricorda, io ti vorrò sempre bene qualunque cosa tu deciderai di fare, rammentati che il tempo intanto scorre ed io sono ora un’ adolescente. Io ora sono qui ma fra pochi anni sarò una donna e dovrò anch’ io pensare alla mia vita. Quindi se hai da parlarmi, parlami; se hai da sfogarti, sfogati; se hai da baciarmi, baciami; se hai da abbracciarmi, abbracciami…Ma fallo ora perché ho paura che il tempo passi veloce e che mi porti via gli anni migliori senza di te. Se non ci sei tu, non c’ è una parte di me e così non posso diventare quella donna completa, in tutto e per tutto, capace di spiccare il volo verso quella vita senza di te e mamma. Quella vita in cui dovrò pensare alla mia famiglia e ai miei figli. Sono stata fortunata perché dopo averla letta lui, è venuto ad abbracciarmi e a baciarmi. Dopo quel suo gesto ho capito che “mi voleva bene” quanto io amavo lui. Avevo compreso quanto stava male per questa sua malattia e di quanto me lo faceva odiare. Io non smetterò mai di ringraziare le amiche e altri che mi hanno fatto scoprire me stessa, con i miei pregi e i miei difetti e, mi sta facendo crescere con una speranza in più.
In questa lettera mi sono sfogata e gli ho scritto tutte quelle cose che mi sono sempre tenuta dentro e che non ero mai riuscita a dirgli in faccia.

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AF-cuore

Messo a dimora il noce benedetto da Papa Francesco

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Nella mattinata di mercoledì 4 dicembre l’Istituto Comprensivo di Novellara ha celebrato la Festa dell’Aria mettendo a dimora il noce regale benedetto da Papa Francesco in Piazza San Pietro il 27 novembre, durante la festa del Creato, festa organizzata in onore di San Francesco d’Assisi, proclamato Celeste Patrono dei Cultori dell’Ecologia, alla quale hanno partecipato alcune classi quinte elementari.
Il noce, che si coltiva dalle Alpi alla Sicilia è stato scelto come simbolo della ‘saggia ecologia’, in quanto è l’albero all’ombra del quale una tradizione vuole sia stato battezzato Gesù, ed è l’emblema della continuità generazionale nella famiglia oltre che simbolo di solidità e continuità.
Con un simbolico passaggio di consegne alcuni studenti delle classi quinte hanno donato il piccolo noce ai bambini di prima elementare, invitandoli ad averne cura.
Durante la mattinata, i piccoli studenti, aiutati dai volontari GGEEV, del Bici Bus hanno piantato anche sei ciliegi selvatici e un altro albero di noce offerti dall’amministrazione comunale, per arricchire l’area verde di via Pertini limitrofa alla Casa Protetta.
Per gli alunni che hanno partecipato, insieme ad altri 9mila bambini provenienti da tutt’Italia, all’iniziativa promossa dall’associazione Sorella Natura di Assisi in Piazza San Pietro è stato un momento di grande emozione e responsabilità perché, attraverso questo gesto, si sono fatti promotori della salvaguardia del patrimonio ambientale.

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PER IL PAPA’

Caro papà, auguri di buon compleanno! Ti sembrerà strano che utilizzi carta e penna per farti gli auguri ma in questo periodo è molto difficile parlare con te. Non è una lettera accusatoria ma semplicemente un dialogo ed uno sfogo tra figlia e padre. In questo momento non riesco a non pensare allo sgretolamento che caratterizza la nostra famiglia. Non credere che gioisca di questa situazione; benché sia una persona autoritaria e severa, il mio cuore è molto grande e buono, sostengo soprattutto il valore tradizionale della famiglia. Non voglio fare la moralista, non mi interessa ma con queste quattro righe, vorrei farti capire la necessità di un cambiamento e svolta. Capisco che tu sia fermo nelle tue posizioni ma per un momento ascolta me, Luca, la mamma, fatti aiutare perché sei una persona che ha bisogno di un sostegno esterno; davanti a fatti concreti, non si può più fuggire. Nel tuo cuore sai cosa ti tormenta, cosa c’è di sbagliato, non devi esporre queste difficoltà nell’alcol, ti prego, perché quando hai bevuto un bicchiere non sei più lo stesso, non si riesce ad ammirare nulla di te. Bisogna essere chiari e concisi: tu sai che noi tutti sappiamo di questo problema. Se hai delle incomprensioni con la mamma, non offenderla ha fatto tanto per te, perché ci tiene alla tua salute; risolviamo insieme questo ostacolo, possiamo vivere meglio tutti. Voglio solo farti capire che c’è ancora un minimo di fiducia in te, sfrutta questa ultima opportunità, perché stai perdendo definitivamente la tua famiglia. Papà, porca miseria, cerca di vivere felicemente, renditi conto che potresti vivere la tua vita come un re: hai una casa, una moglie che si spezza la schiena ogni giorno, che ha un’ anima meravigliosa (te la sei sposata per qualcosa!), uffa, impara a vedere serenamente il tuo futuro che se tu vorrai sarà accanto a noi. Papà hai 52 anni, una vita lunga, cerca di goderla. Non riesco più a dirti ti voglio bene, ho sofferto e pianto troppo ma riesco ancora ad avere la forza di confidare in te e nella tua guarigione. Pensaci, rifletti sulla tua vita. Non abbatterti, se hai bisogno, per qualche tempo ci sono ancora, sono ancora di fianco a te. Pensare e poi agire.——-Imperativo essenziale. 
                                                               
Buona giornata
Tua figlia Monica

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I giovani di Novellara alla “Giornata Mondiale della Gioventù” – Verso Madrid

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Sono stati ben 63 i giovani di Novellara che questa estate hanno partecipato alla GMG di Madrid insieme agli altri 2300 “pellegrini” della provincia di Reggio Emilia che, come noi, hanno voluto dedicare 10 giorni della loro estate a questa singolare e straordinaria esperienza.
Che cos’è la GMG? – E’ la Giornata Mondiale della Gioventù. E’ stato Giovanni Paolo II che nel 1985 ha deciso, per la prima volta, di radunare i giovani di tutto il mondo per riflettere insieme sui valori fondamentali dell’esistenza e, in particolare, sulla fede.
L’11 agosto ci siamo trovati alle 4 di mattina a Reggio Emilia dove, insieme ai giovani della nostra diocesi, siamo partiti verso la prima meta del nostro pellegrinaggio. I dieci giorni erano divisi in due differenti tappe: la prima in gemellaggio con varie città spagnole a seconda della diocesi di provenienza (Reggio Emilia-Guastalla era gemellata con Girona, vicino a Barcellona) e la seconda che prevedeva il ritrovo di tutti i pellegrini a Madrid, vera sede della GMG. Questi primi giorni ci hanno permesso di entrare nello spirito della GMG, iniziando ad incontrare altri pellegrini che come noi hanno scelto di rispondere all’invito del Papa Benedetto XVI: abbiamo condiviso le stesse palestre per dormire, le poche docce per lavarsi e la numerosissime occasioni per conoscersi, scambiarci opinioni, meditare, ascoltare e divertirsi.
L’avventura catalana ci ha fatto conoscere Barcellona, dove abbiamo avuto il 1° momento di festa insieme ad altri 100.000 pellegrini, e la città di Girona con un interessante percorso delle mura ideato dagli organizzatori della pastorale giovanile di Reggio Emilia. Finalmente Lunedì 15 siamo arrivati a Madrid, dove abbiamo iniziato la settimana di incontro, catechesi e scambio con pellegrini provenienti da tutto il mondo. Nonostante difficoltà logistiche e i 40°C all’ombra, abbiamo potuto ascoltare e riflettere sulle parole che i vescovi, che hanno guidato le nostre catechesi, ci hanno annunciato.
Le tre catechesi si sono soffermate sul tema di questa GMG: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”. E’ stato bello incontrare testimoni che ci hanno invitato a riflettere sull’avventura che stavamo vivendo e sulla nostra quotidianità, nelle nostre realtà.
Gli ultimi giorni sono stati i più intensi: il Papa Benedetto XVI, che è stato accolto giovedì 18 dai giovani che hanno invaso le strade di Madrid, ci ha guidato nella Via Crucis del venerdì sera, nella grande veglia all’aeroporto di Cuatro Vientos di sabato sera e nella messa conclusiva di domenica mattina, in cui ha dato il mandato a noi giovani per vivere nella nostra quotidianità la gioia dell’incontro con Gesù Cristo e per essere testimoni nel mondo del suo Amore.
La GMG non si può riassumere in un articolo, riferire a parole, ma va vissuta in prima persona. E’ un’insieme di fatiche e parole di vita, stanchezza ed entusiasmo: un’esperienza da provare e dalla quale ognuno di noi ha portato a casa ricordi, emozioni, sentimenti diversi.
C’è chi la considera un modo per fare un viaggio all’estero e conoscere posti nuovi, chi la considera un grande ritrovo nella confusione del mondo, chi invece ha ancora la voglia e il coraggio di ascoltare e lasciarsi coinvolgere nelle storie di chi si incontra, nella saggezza di chi si ascolta e nella ricerca faticosa ed entusiasmante di Colui in cui crediamo.