BENESSERE PER TUTTI

benessere-ecoGentile direttore, siamo abituati a pensare che la crescita economica abbia l’effetto automatico di rendere una nazione più sana e più soddisfatta. Mi sembra che oggi non sia più così, perché i malesseri generati dalla disuguaglianza coinvolgono tutti: non solo i ceti più svantaggiati ma anche quanti si collocano al vertice della scala sociale. Da qualche anno alcuni economisti stanno spiegando che per valutare il benessere dei cittadini, non può bastare contare gli euro prodotti (Pil ossia Prodotto interno lordo). Perché si può essere più o meno ricchi in beni e capitali, ma non sentirsi soddisfatti della propria vita, sia individualmente sia collettivamente. Così è stato elaborato un altro punto di vista per misurare il benessere tenendo conto di diversi indicatori come la salute, l’istruzione, la sicurezza, le relazioni sociali, l’ambiente, la qualità dei servizi, il paesaggio, il patrimonio culturale, ecc. Questo nuovo modo di misurare la qualità della vita quotidiana delle persone e quindi della società si chiama Benessere equo e sostenibile (l’acronimo è Bes). Espressione in cui la parola “equo” significa che il benessere deve il più possibile riguardare tutti i cittadini, mentre la parola “sostenibile” vuol dire che può e deve essere mantenuto senza limiti di tempo e senza particolari condizionamenti. Il Bes in concreto, dovrebbe essere il miglior modo per far capire ai governanti che non è la ricchezza (calcolata sommando il valore di tutto quanto viene prodotto in una nazione) a fare la felicità di un popolo.

Cordialità
Paolo Pagliani

Visti da vicino

ALIM2788

E’ una comune mattina di novembre, la nebbia ha appena lasciato spazio al sole pallido autunnale e al Circolo Tennis già qualcuno armeggia tra i campi e gli spogliatoi: non può che essere Paolo Tagliavini, istruttore del nostro circolo che è probabilmente in attesa del primo allievo della giornata.
Entro nel campo 2, il suo “preferito” e ne approfitto per fargli una breve intervista sul suo lavoro che è nato, anni fa, forse da una grande passione.
D. Buongiorno Paolo, da quanto tempo hai intrapreso l’attività di istruttore di tennis?
Paolo: Ho cominciato questa professione nel 1999 qui al Circolo La Rocca e la mia avventura prosegue tuttora.
D. Cosa ti ha spinto a scegliere questa professione?
Paolo: Da quando mi sono avvicinato al tennis ho subito desiderato di trasformare la mia passione sportiva in un impegno costante, così mi sono impegnato perché questo desiderio diventasse reale.
D. Cosa ti piace di più del tuo lavoro?
Paolo: Prima di tutto, mi impegno sempre per cercare di trasferire la mia passione per il tennis ai miei allievi, piccoli e grandi; inoltre, insegnare loro la tecnica sportiva che ho imparato negli anni perché possano maturare nello sport che hanno scelto di praticare.
D. Cosa vorresti fare di diverso o di nuovo?
Paolo: Beh, senza dubbio sento l’esigenza di rinnovare la mia preparazione professionale; credo che sia necessario essere sempre al passo con i tanti progressi delle tecniche sportive e di insegnamento. Gli allievi della scuola Tennis, piccoli e grandi, possono trarre molti benefici da questo. Il Circolo poi è in una fase di miglioramento strutturale che, insieme all’impegno mio e dei soci, aiuterà senz’altro ad offrire un servizio soddisfacente.
D. Ti sei mai chiesto come mai è difficile, per gli adolescenti, proseguire uno sport come il tennis?
Paolo: Non è facile trovare una sola risposta a questa domanda: nei nostri paesi è da sempre forte la tradizione di sport come calcio, basket e pallavolo che danno spazio a molti giovani nel territorio e che offrono un apparato organizzativo più consolidato rispetto al tennis. Il nostro circolo è senza dubbio in crescita. Io sono fiducioso e quindi ottimista per il futuro.
D. Consiglieresti ad un giovane sportivo di intraprendere il tuo percorso?
Paolo: Assolutamente sì, perché la passione per il proprio lavoro è importantissima e questo permette di svolgere un “dovere” in modo più sereno. Inoltre considero lo sport un elemento fondamentale di crescita personale ed il tennis mi ha insegnato disciplina ed estrema correttezza. Il tennis poi, a differenza di quello che molti pensano, è un grande esercizio fisico e mentale, completo ed aggregativo che permette di praticarlo, ad ottimi livelli, anche in età non più giovanissima.Inoltre questa pratica sportiva puo’ convivere bene con lo studio domestico di un giovane studente.
Si conclude così la prima di una serie di brevi profili che vogliono far conoscere piu’ da vicino, personaggi che hanno fatto e costituiscono tuttora la storia del tennis novellarese.
Si ricorda che per corsi, lezioni private e informazioni si può telefonare al n° 0522- 653026.

Anna Maria Ferrari

Al via la stagione di prosa con NoveTeatro

Il Teatro della Rocca riapre con “Processo a Giulio Cesare” di Augias, protagonista Bonacelli

di Lorenzo Baldini

L’inverno è alle porte e il Teatro della Rocca di Novellara sta per iniziare una nuova stagione di prosa.
Il cartellone, che si preannuncia ricco e variegato, si apre con una produzione di NoveTeatro, associazione ormai ben nota ai Novellaresi per la sua vocazione a diffondere la cultura teatrale in città.
Lo spettacolo ha tutte le carte in regola per essere un evento d’eccezione: mercoledì 14 dicembre alle ore 21, presso il Teatro della Rocca di Novellara, NoveTeatro porta infatti in scena “Processo a Giulio Cesare”, opera di Vladimiro Polchi e di Corrado Augias, volto fra i più noti e stimati del panorama giornalistico italiano, da tempo impegnato nella scrittura di spettacoli teatrali capaci (come questo) di parlare del passato in un’ottica accattivante anche per lo spettatore contemporaneo. Lo spettacolo porta infatti in scena un processo immaginario intentato a Caio Giulio Cesare: accusa, difesa, testimoni si alternano sul palco, per poi lasciare il verdetto finale agli spettatori riuniti in giuria. E come non cogliere, dietro alle motivazioni delle due parti in causa, rimandi al tempo nostro e a quella varietà di giudizi talvolta frastornante cui i nostri uomini di potere sono spesso sottoposti?
Fra gli artisti che prenderanno parte allo spettacolo spicca senza dubbio Paolo Bonacelli: classe 1939, l’attore romano è senza dubbio una gloria del teatro italiano (ricordiamo le sue collaborazioni con Vittorio Gassman e Luigi Squarzina) e certamente il grande pubblico lo ricorda per le sue apparizioni in innumerevoli film firmati da grandi registi quali Pasolini, Scola, Bolognini, Benigni, Wertmüller, Rosi.
Questi elementi fanno di “Processo a Giulio Cesare” uno spettacolo imperdibile, un momento importante per la crescita di NoveTeatro e un impulso fortissimo per un’offerta culturale che nasce a Novellara, ma che è capace di guardare all’eccellenza della cultura nazionale.

Novellaresi del 1961

Novellaresi classe 1961

In data 30/09 si è celebrato il ritrovo dei ’61 di Novellara presso il Ristorante La Bussola di Campagnola. I nuovi “cinquantenni”.
La partecipazione è stata alta, al di sopra di ogni previsione. Le adesioni erano 61 (che coincidenza) poi ci siamo trovati in 57. Quattro mancanti per impegni/indisposizione.
Subito gia nel parcheggio del ristorante si sono avvertite forti emozioni. Baci, abbracci, pianti tra persone che non si vedevano da 30/40 anni.
Finalmente ci si recava nel salone allestito dal bravo Mauro Morellini (Bussola) per un aperitivo ed antipasto a “buffet”. Nel salone avevamo appeso gigantografie di foto delle scuole elementari e medie, perfino una dell’asilo. I commenti, le risa nel rivedersi com’eravamo 40-45 anni fa riempivano ristorante. Si faceva la gara a riconoscersi l’uno con l’altro.
Si procedeva con l’ottima cena. Nel frattempo l’animatore Claudio, coadiuvato da Roberto Lambruschi, cantava le canzoni dei “nostri tempi”, Baglioni, Renato Zero, Battisti, De André … Si proseguiva con il karaoke con continue risate. Buona interpretazione di Moda Lorella.
Ha poi preso il microfono Mirco Rabacchi che ha cantato la sua canzone “Fumana Blus”. E’ un ritornello nel nostro dialetto con rime divertenti, situazioni causate dalla nostra nebbia, appunto la fumana, risate “a più non posso”.
Un momento veramente toccante è stato quando Mirco ha chiesto un minuto di silenzio per i nostri cari compagni scomparsi, Paolo, Rocco, Laerte, Angelo.
Finita la cena, Mauro ha portato un’enorme torta con ricamato “Novellaresi del ‘61”, una bella e gradita sorpresa, inaspettata.
Abbiamo poi terminato con balli fino a tarda notte.
Abbiamo trascorso una bella serata con i nostri amici/compagni di altri tempi.
Ci ritroviamo nel 2021 per festeggiare il 60?

Un saluto a tutti
Roberto Artioli