Manuali d’istruzioni, più del 50% oggi sono “NON CONFORMI”

Nel convegno biennale organizzato dall’INAIL è stato presentato il “7° Rapporto sull’attività di sorveglianza del mercato ai sensi del D.Lgs. 17/2010 per i prodotti rientranti nel campo di applicazione della Direttiva Macchine”.

Con questo articolo ripreso dal collega Tobaldo del Comitato Norme e Direttive Com&Tec, ho voluto porre l’attenzione sulla criticità della situazione italiana nel campo della documentazione tecnica di prodotto. Ancora oggi in Italia la sensibilità delle aziende verso i manuali d’uso è molto scarsa, a tutto discapito della sicurezza in prima battuta degli utilizzatori/clienti ed in seconda battuta delle stesse aziende, perché il manuale d’uso rappresenta l’unico elemento difensivo in caso di eventuali procedimenti giudiziari. Il rapporto INAIL è un documento poco conosciuto ma molto importante. Una vera e propria “banca dati” frutto della sinergia che coinvolge vari soggetti istituzionali impegnati a vario titolo nella filiera della sorveglianza del mercato e nell’attività di controllo della conformità a requisiti essenziali di sicurezza delle macchine riportati nell’allegato I della direttiva macchine 98/37/CEE e 2006/42/CE. Nel rapporto vengono considerati i dati relativi alle 3023 segnalazioni di presunta non conformità pervenute al Ministero dello Sviluppo Economico al 30 giugno 2013. Essendo il “Manuale di Istruzioni” un requisito essenziale di sicurezza (come definito al par.1.7 dell’All.I della direttiva macchine 2006/42/CE) si può notare come il gruppo di “RES” al quale appartiene (Segnalazioni, marcatura, istruzioni) abbia totalizzato un numero consistente di accertamenti risultati non conformi: ben n.1001 non conformità che rapportate alle n. 2061 macchine accertate rappresentano circa il 49%. Gli addetti ai lavori ben sanno che questo dato pur riferendosi ad un numero limitato di macchine analizzate secondo i requisiti della vecchia direttiva macchine 98/37/CE, purtroppo rispecchia la realtà; ovvero attesta che la maggior parte della documentazione tecnica (Manuali di istruzioni, dichiarazioni, marcature e segnaletica) che accompagna le macchine e i prodotti non è conforme, sicuramente oltre il valore del 49%. Oltre alle più comuni lacune grafico-redazionali che rendono illeggibili e incomprensibili le informazioni in essi contenute, il più delle volte mancano i “requisiti cogenti” previsti dalla direttiva necessari a garantire la conformità del Manuale di Istruzioni e in conseguenza, proprio perché requisiti essenziali di sicurezza, anche la conformità della macchina stessa. E’ necessario informare e sensibilizzare sempre di più e con determinazione i fabbricanti: prevenzione, cultura della sicurezza, formazione, competenze e conoscenze.

Qualcuno diceva: “Scrivi quello che fai e fai quello che scrivi…e quando hai deciso di farlo ricordati che c’è un solo modo per farlo bene…e tu sai qual è!”

Paolo Bigi

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SOLIDARIETA’: NOVELLARA RISPONDE !

Copertina Pagliani 2013Con il ricavato della pubblicazione del libretto “Riflessioni giornaliere” Paolo Pagliani e Giovanni Franzoni sono riusciti a raccogliere una cifra significativa e alimentari tutti donati alla Caritas novellarese.
Desiderano ringraziare gli sponsor, gli edicolanti Sigg. Ferretti, Masini e Capasso, gli acquirenti, il Circolo Tennis oltre ad A. Rapacchi per le foto e l’impareggiabile Rinaldo Pace per la grafica e l’impaginazione.
Un’ebrea assassinata a 29 anni ad Auschwitz dai nazisti, ci ricorda che è necessario tenere dentro di sé la fiammella della poesia, la scintilla della fiducia, il germe della speranza, anche quando si è immersi in un’esistenza grigia, in difficoltà economiche, in problemi familiari.
Il sereno godimento dei beni terreni è legittimo ma ciò che è iniquo è avere l’orecchio chiuso, ostruito volutamente dai rumori più sguaiati e l’occhio cupido sul proprio benessere per evitare di incrociare una domanda di aiuto o di condividere una parte del molto che abbiamo. I cittadini di Novellara però alla solidarietà, rispondono sempre concretamente. Qualche copia è rimasta solo delle due ultime edizioni e qualche “ritardatario” se volesse approfittarne, si può rivolgere ai coautori oppure a Paolo Bigi o Giorgio Pagliani.
Con gratitudine 
Paolo Pagliani – Giovanni Franzoni
Saccani

Novellara come esempio anche per il PD nazionale

Abbiamo fatto le primarie, abbiamo fatto le parlamentarie, e poi l’impegno per la campagna elettorale, è stato un periodo lungo e intenso, anche difficile ma pieno di occasioni di confronto e di crescita. In tutto questo mi sento di esprimere un “Grazie” a Milena e ad

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Alessandro, due giovani capaci, onesti e pieni di idee. Hanno assunto due incarichi importanti, la segreteria del circolo PD di Novellara, mettendoci la faccia e l’impegno, dimostrando finalmente coi fatti e non solo a parole, che anche a 30 anni si può meritare di portare avanti una linea seria moderata ma allo stesso tempo piena di innovazione, senza perdere d’occhio la necessaria concretezza dettata anche dalla grave situazione economica attuale. In queste elezioni in cui il PD a livello nazionale non ha ottenuto ciò che si aspettava, possiamo dire ed essere orgogliosi di avere invece ottenuto un buon risultato a Novellara. Il PD a Novellara ha mantenuto il proprio el grazie all’impegno di tutti i componenti del circolo, ma soprattutto grazie a quei due ragazzi. Le idee e le forze nuove, quelle che hanno in sé uno spirito costruttivo, uno spirito per migliorare le cose, le ho sentite da questi ragazzi, ed è per questo che Novellara può annoverarsi insieme a Fabbrico, Correggio e Campagnola, tra i paesi in cui il PD è riuscito a trasmettere il messaggio racchiuso nella propria mission: “per un’Italia giusta” !! Però ora non fermatevi, c’è bisogno di giovani come voi, col vostro impegno, le vostre idee, il vostro entusiasmo, la vostra voglia di fare “cose giuste” per tutti. Perché Milena ed Alessandro sono anche capaci di ascoltare e cogliere tutta l’esperienza di chi ha già fatto tante cose. Spero che continuino l’ottimo lavoro svolto finora, perchè da loro ho sentito idee e proposte, e non inutili demagogie. Il vero cambiamento, quello GIUSTO, è finalmente qui !!

Paolo Bigi

Lo stesso rigore per tutti

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In questo periodo molto difficile per il lavoro, per l’andamento generale di tutti i settori della nostra economia, mi è sorta spontanea una domanda, un quesito che vorrei porre davvero ai nostri politici, ai nostri “governanti”, così tanto illuminati da mostrar sempre la faccia buona in periodo di campagna elettorale. E mi rivolgo soprattutto al nostro caro presidente del consiglio “Monti”, salvatore della patria per un anno e mezzo, sostenuto da tutte le forze politiche per un interesse comune, quello dell’Italia. (l’espressione salvatore della patria è volutamente ironica) Leggendo i dati sempre più allarmanti del mondo del lavoro, aziende sempre più in difficoltà, ma soprattutto artigiani e piccole imprese chiuse nella morsa di questa maledetta crisi economica, aziende che devono pagare giustamente i propri debiti verso lo Stato ma che poi non si vedono allo stesso modo corrisposti i propri crediti dallo Stato stesso, alimentando così sentimenti di ingiustizia e intolleranza verso quello sterminato mondo di balzelli racchiusi sotto la parola “tasse”, tra l’altro necessarie per garantire adeguati servizi e assistenza sanitaria in uno stato civile e moderno come la nostra Italia (sarebbe bello fosse davvero così…), mi sono chiesto tra me e me se tra le competenze di un presidente del consiglio presente e che si candida come capo di una coalizione improvvisata, ci sia anche la garanzia che le regole siano valide e applicate nei confronti di tutti. Quindi mi chiedo, se lo stesso zelo applicato quotidianamente dalle strutture statali dedite al controllo dell’evasione fiscale nei confronti di quelle piccole aziende e piccoli artigiani, che rappresentano la vera spina dorsale dell’Italia, sia applicata anche nei confronti del mondo del calcio. Rimango impressionato quando leggo sui giornali i bilanci “in rosso” delle società professionistiche. Leggo di società di calcio con debiti di milioni e milioni di euro, ma che però si permettono di continuare a comprare giocatori pagandoli fior di milioni. Allora mi chiedo, ma da dove vengono tutti quei soldi ? ma il nostro governo è vigile su questo fronte ? oppure come capita spesso, e come la storia degli ultimi anni ci ha mostrato, a pagare sono sempre i soliti, i più deboli e soprattutto quelli che poi non hanno i mezzi per “ribellarsi” e quindi scelgono di star zitti ? Mi chiedo, è forse più comodo per lo Stato applicare alla lettera e in modo quasi maniacale le tante norme anti evasione nei confronti dei piccoli artigiani rispetto a esaminare e chiedere conto dei bilanci così “strani” delle società di calcio ? Intendiamoci… le norme è giusto che ci siano e siano pienamente rispettate. Ma il rigore nel controllo, dovrebbe essere altrettanto egualitario, piccoli e grandi che siano. Se penso a quante situazioni potrebbero migliorare, a quante aziende sane si potrebbero aiutare, quindi di conseguenza quanti operai e onesti lavoratori potrebbero continuare a portare a casa un degno stipendio, se solo si esaminassero a fondo e si chiedesse conto dei “fantamilioni” sperperati nel dorato mondo del calcio. Mi rivolgo al presidente del consiglio Monti, ma anche a tutti i politici che in qualche modo possono avere accesso alle “stanze del potere”, è possibile sapere perché una società di calcio può avere 200 milioni di euro di debiti senza che lo stato possa batter ciglio, mentre un artigiano è costretto a pagare l’Iva sulle fatture emesse prima ancora di aver ricevuto il pagamento di quelle fatture dallo Stato stesso ? Il signor Monti che tanto si erge a “paladino della giustizia e dell’equità sociale”, si sta comportando allo stesso modo coi grandi e coi piccoli ? Mi auguro tanto che i miei quesiti siano solo frutto della mia poca esperienza nella materia, ma che in realtà siano tutti sbagliati, e che lo Stato si comporti allo stesso modo nei confronti di tutti…

Paolo Bigi

Un novellarese alla guida del concerto al Campovolo

La complessa organizzazione del concerto di Ligabue al Campovolo Reggio Emilia ha avuto fra i principali operatori anche un’azienda novellarese: la “Maxidevil – 2 effe”, con sede in via Ampere nel villaggio artigiano di Novellara.

L’azienda ha curato in particolare la viabilità, i parcheggi, lo spazio tende, il merchandising, l’info point e altri servizi al pubblico, coordinando gran parte delle centinaia di volontari in servizio per la logistica, con il coinvolgimento del Ct9 e di numerose altre associazioni di volontariato di Novellara e di Reggio Emilia.

Spiega il titolare Massimo Faietti: «Siamo stati avvantaggiati, per una buona impostazione dell’organizzazione, perché abbiamo già partecipato, con il merchandising, anche agli altri due grandi eventi al Campovolo, il concerto degli U2 e il concerto di Ligabue del 2005. Eravamo quindi ben consapevoli dei problemi e delle criticità dell’avvenimento. In più in questa occasione, potendo utilizzare i vari canali multimediali, abbiamo avuto la possibilità di un intenso ed efficace dialogo preventivo con i giovani interessati al concerto, per cui molti di loro sono arrivati già sapendo che cosa li aspettava e che cosa dovevano fare».

«E in ogni caso – prosegue Faietti – con i fans di Ligabue si lavora sempre molto bene. Anche se per approntare tutti i servizi al pubblico abbiamo avuto a disposizione solo gli ultimi quattro giorni».

Massimo Faietti è un classico imprenditore reggiano, di quelli che partendo da zero e con un’idea in testa sono stati capaci di raggiungere livelli di eccellenza nel loro settore; con mezzi limitati, molta passione e molta creatività.

Non avendo grande interesse per la scuola, ha cominciato a lavorare presto, in un’azienda locale di impianti elettrici; ma sentiva che quella del dipendente non era la sua strada. Seguendo da bambino i genitori che lavoravano da volontari nelle feste dell’Unità locali, si era scoperto la passione dell’organizzazione di eventi pubblici. Con una liquidazione di 500mila lire, nel 1985 cominciò nel garage di casa sua a produrre serigrafie e adesivi pubblicitari.

Quando era ancora un dipendente, ha organizzato le prime gare di motocross nella pista delle Valli. Ma il vero cammino manageriale, con il merchandising e l’organizzazione di eventi, iniziò per lui nel 1994, con il tour europeo dei Litfiba. Poi arrivarono i Nomadi, Ligabue, Claudio Baglioni, Renato Zero, Eros Ramazzotti, Gianni Morandi, Gianna Nannini ed altri. Oltre alla creazione di oggetti e linee di abbigliamento per i soggetti più diversi: la Federazione Italiana Rugby, Emergency, la Fiera di Milano, il Grande Fratello ed tanti altri. Attualmente è impegnato nei tour di Eros Ramazzotti e Zucchero e con la Red Bull. (v.a.)

fonte: gazzettadireggio