BENESSERE PER TUTTI

benessere-ecoGentile direttore, siamo abituati a pensare che la crescita economica abbia l’effetto automatico di rendere una nazione più sana e più soddisfatta. Mi sembra che oggi non sia più così, perché i malesseri generati dalla disuguaglianza coinvolgono tutti: non solo i ceti più svantaggiati ma anche quanti si collocano al vertice della scala sociale. Da qualche anno alcuni economisti stanno spiegando che per valutare il benessere dei cittadini, non può bastare contare gli euro prodotti (Pil ossia Prodotto interno lordo). Perché si può essere più o meno ricchi in beni e capitali, ma non sentirsi soddisfatti della propria vita, sia individualmente sia collettivamente. Così è stato elaborato un altro punto di vista per misurare il benessere tenendo conto di diversi indicatori come la salute, l’istruzione, la sicurezza, le relazioni sociali, l’ambiente, la qualità dei servizi, il paesaggio, il patrimonio culturale, ecc. Questo nuovo modo di misurare la qualità della vita quotidiana delle persone e quindi della società si chiama Benessere equo e sostenibile (l’acronimo è Bes). Espressione in cui la parola “equo” significa che il benessere deve il più possibile riguardare tutti i cittadini, mentre la parola “sostenibile” vuol dire che può e deve essere mantenuto senza limiti di tempo e senza particolari condizionamenti. Il Bes in concreto, dovrebbe essere il miglior modo per far capire ai governanti che non è la ricchezza (calcolata sommando il valore di tutto quanto viene prodotto in una nazione) a fare la felicità di un popolo.

Cordialità
Paolo Pagliani

SOLIDARIETA’: NOVELLARA RISPONDE !

Copertina Pagliani 2013Con il ricavato della pubblicazione del libretto “Riflessioni giornaliere” Paolo Pagliani e Giovanni Franzoni sono riusciti a raccogliere una cifra significativa e alimentari tutti donati alla Caritas novellarese.
Desiderano ringraziare gli sponsor, gli edicolanti Sigg. Ferretti, Masini e Capasso, gli acquirenti, il Circolo Tennis oltre ad A. Rapacchi per le foto e l’impareggiabile Rinaldo Pace per la grafica e l’impaginazione.
Un’ebrea assassinata a 29 anni ad Auschwitz dai nazisti, ci ricorda che è necessario tenere dentro di sé la fiammella della poesia, la scintilla della fiducia, il germe della speranza, anche quando si è immersi in un’esistenza grigia, in difficoltà economiche, in problemi familiari.
Il sereno godimento dei beni terreni è legittimo ma ciò che è iniquo è avere l’orecchio chiuso, ostruito volutamente dai rumori più sguaiati e l’occhio cupido sul proprio benessere per evitare di incrociare una domanda di aiuto o di condividere una parte del molto che abbiamo. I cittadini di Novellara però alla solidarietà, rispondono sempre concretamente. Qualche copia è rimasta solo delle due ultime edizioni e qualche “ritardatario” se volesse approfittarne, si può rivolgere ai coautori oppure a Paolo Bigi o Giorgio Pagliani.
Con gratitudine 
Paolo Pagliani – Giovanni Franzoni
Saccani

SI VENDONO PERSINO L’ ANIMA

anima persa

Gentile direttore, in una frase che esprime Ignazio Silone dove afferma che: <<Non c’è niente da fare, oggi per vivere un po’ bene bisogna vendere l’anima>>, trovo molta attualità specialmente in campo politico. Tanti, troppi, nella vita contemporanea sempre più frenetica, la tecnica sofisticata, la corsa accelerata al piacere, sono pronti a vendersi l’anima per il successo, per il denaro, per il potere, o anche semplicemente <<per vivere un po’ bene>>, nell’indifferenza morale. Questo tradimento di se stessi, trasforma la persona solo in un centro di interessi e di necessità materiali, filtra escludendoli il fremito del bene, il rimorso della coscienza. Specie al potente politico non si vendono solo i corpi, come accade alle prostitute ma si può mettere in vendita nell’esistenza quotidiana anche la propria intimità, la dignità, la coerenza, appunto l’anima, per ottenere talora vantaggi banali come una comparsata televisiva, qualche successo nella professione, (arrivando sino in Parlamento), o un pacco di soldi in più. Occorrerebbe invece non precipitare come suggerisce Eugenio Montale in Ossi di seppia (1925) <<nelle cure meschine che dividono / l’anima che non sa più dare un grido>>.

Cordialità
Paolo Pagliani

SCHIAVI DELL’ AZZARDO

compulsivoGentile direttore, da un’indagine approfondita condotta da Telefono Azzurro ed Eurispes (Istituto di ricerca), si evince che ai bambini e ai ragazzi piace giocare d’azzardo passando gran parte delle loro giornate guardando la televisione o navigando su internet inviando sms o ricevendo mms. Si fatica a dirlo ma infanzia e adolescenza sono scomparse, cancellate dal cattivo esempio degli adulti. Perché i bambini che una società sa produrre  – gli stessi che modelleranno la società di domani – sono il risultato delle azioni, delle decisioni, dei pensieri di noi grandi. Un bambino su quattro tra i sette e gli undici anni gioca al gratta e vinci, otto su dieci scommettono online. Per forza. Chissà quante volte hanno visto i loro genitori fare altrettanto: il nostro è il Paese europeo con il maggior numero di giocatori d’azzardo. E perdere tempo incollati a uno schermo – della televisione, del computer, dello smartphone – non è un’abitudine soltanto dei più giovani. Insomma la generazione descritta dall’Eurispes riflette, come in uno specchio, quella che l’ha preceduta, fatta di adulti, non tutti, in crisi di identità, incapaci di dare il buon esempio. Bisognerebbe che quella generazione cominciasse a scommettere, a giocarsi tutto. Puntando però sul futuro che si chiama infanzia e adolescenza, che ha la faccia di persone che hanno sette, undici, sedici anni. E’ questa l’unica vincita sicura.
Cordialmente
Paolo Pagliani
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UNA CLASSIFICA …POCO ONOREVOLE

soldi-e-politicaGentile direttore, è ormai chiaro che tantissime persone (circa un milione) si stanno rovinando con il gioco d’azzardo e l’incoscienza di questo sistema ha fatto precipitare nella disperazione (vedi caso Preiti che ha sparato davanti a P. Chigi), migliaia di persone senza più speranza e non è possibile non rendersene conto. Si ha la percezione che i nostri governanti siano più interessati a far cassa a qualsiasi costo che a porsi il problema di certe scelte. La balzana idea di coprire il buco dell’abolizione dell’ IMU aumentando le accise sui giochi è stata subito smentita dai dati dei  Monopoli di Stato che già trattiene, al netto delle vincite, il 47,3% (seconda accise dietro solo a quella della benzina); nel 2012 lo Stato ha incamerato poco più di otto miliardi. Si possono chiedere dei sacrifici alle persone, si può chiedere di essere mortificati da tasse e gabelle, si può chiedere di cambiare stile di vita, di sopportare la povertà che incombe ma bisogna metterci la faccia, saper combattere con coraggio contro le ingiustizie, con l’esempio, dimostrando di voler ricostruire veramente il paese. cambiandolo in meglio. Nei denari buttati nell’ azzardo siamo quarti al mondo (dietro USA, Cina e Japan) mentre nella classifica europea siamo al primo posto: un primato che non ci fa onore. Il doppio dei tedeschi che pure sono molto più ricchi e ben messi di noi. Prova provata, purtroppo, che c’è uno spread che non può essere aggiustato dalla BCE. Ma solo da noi.

Cordialità
Paolo Pagliani

SI VUOLE SVUOTARE IL TEMPO DEL RIPOSO E DELLA FESTA

Amica TVGentile direttore osservando attentamente di domenica, si scopre che solo le piazze di città d’arte sono affollate mentre brulicanti di gente e di auto sono invece altri luoghi: i centri commerciali. Insieme ad altri ho aderito alla raccolta di firme, da presentare al Parlamento per una proposta, (Libera la domenica), che abbia lo scopo di rendere le aperture domenicali dei negozi, meglio compatibili con le esigenze dei lavoratori, degli imprenditori e delle famiglie. Tra l’altro, dalle statistiche emerge un dato interessante: la politica del <<sempre aperto>> non ha fatto aumentare i consumi né l’occupazione; in compenso i piccoli negozi costretti a chiudere sono sempre più numerosi. Ma le ragioni dell’economia e del consumo che sembrano prendere il sopravvento su ogni altra ragione, non rischiano di impoverirci socialmente? Il riposo ha un’essenziale dimensione sociale essendo il tempo in cui la comunità – familiare, sociale, ecclesiale – si ritrova e si rigenera.
Se poi entrassimo nelle case potessimo osservare da che cosa è riempito il tempo del riposo, specialmente a pranzo o a cena, troveremmo un altro <<padrone>> sempre più invadente: la televisione e i nuovi mezzi di comunicazione. Non si intende negarne l’importanza ma esiste il rischio che diventino il fattore sostitutivo della compagnia alle persone, soprattutto ai bambini e agli anziani. Però è fuori di dubbio che la persona vive, cresce e fiorisce grazie alle relazioni. Svuotare il tempo del riposo, della festa e della sua vita comunitaria, significa indebolire pericolosamente la buona esistenza della società.

Cordialmente
Paolo Pagliani

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SIAMO SERI: BASTA POLVERONI E PROMESSE

promesseGentile direttore, è impressionante vedere come si comportano molti uomini politici, in tempi normali ma soprattutto in campagna elettorale. La superficialità di trattare qualunque tema, l’assoluta mancanza (o incapacità) di approfondimento dei fatti, la capacità di sparare numeri, sovente a casaccio contando sul fatto che gli stessi, per la maggior parte di chi legge o ascolta, non sono noti o non verranno controllati, tutto ciò lascia allibiti. E’ esemplare l’attualissimo caso del Monte Paschi, ove i magistrati non hanno detto praticamente nulla ma tutti dicono e scrivono qualunque cosa, spesso falsa, come dichiarare che il Governo regala quattro miliardi ricavati dall’ Imu all Banca mentre si dovrebbe sapere ma anche dire, se non si perseguisse la demonizzazione degli avversari a prescindere, che si tratta di un prestito oneroso per la Banca ma pure che il capitale è prestato per consentire all’Istituto di Credito, di assorbire nel tempo un evento particolarmente negativo senza danneggiare i depositanti, gli obbligazionisti ed i piccoli azionisti della Banca. Purtroppo alla faccia dell’intelligenza degli italiani si dichiara e si scrive tutto il contrario sperando di ricavarne un vantaggio elettorale. E’ troppo facile ad esempio dichiarare che si tolgono o riducono tasse senza spiegarne le conseguenze, senza indicare come è realisticamente sostituibile quel tributo e quali conseguenze se ne avrà in futuro in termini dei servizi ai cittadini. Si potrebbe proseguire con gli esempi ma vorrei solo sperare che gli elettori già scottati in passato, non prendano tutto per oro colato; c’ è bisogno di gente seria e capace! Abbiamo già sperimentato pesantemente le facili promesse e sarà sempre tardi punire con il voto i venditori di fumo e chi crede di poter continuare a trattare da ignoranti gli elettori.

Cordialità
Paolo Pagliani