SI VENDONO PERSINO L’ ANIMA

anima persa

Gentile direttore, in una frase che esprime Ignazio Silone dove afferma che: <<Non c’è niente da fare, oggi per vivere un po’ bene bisogna vendere l’anima>>, trovo molta attualità specialmente in campo politico. Tanti, troppi, nella vita contemporanea sempre più frenetica, la tecnica sofisticata, la corsa accelerata al piacere, sono pronti a vendersi l’anima per il successo, per il denaro, per il potere, o anche semplicemente <<per vivere un po’ bene>>, nell’indifferenza morale. Questo tradimento di se stessi, trasforma la persona solo in un centro di interessi e di necessità materiali, filtra escludendoli il fremito del bene, il rimorso della coscienza. Specie al potente politico non si vendono solo i corpi, come accade alle prostitute ma si può mettere in vendita nell’esistenza quotidiana anche la propria intimità, la dignità, la coerenza, appunto l’anima, per ottenere talora vantaggi banali come una comparsata televisiva, qualche successo nella professione, (arrivando sino in Parlamento), o un pacco di soldi in più. Occorrerebbe invece non precipitare come suggerisce Eugenio Montale in Ossi di seppia (1925) <<nelle cure meschine che dividono / l’anima che non sa più dare un grido>>.

Cordialità
Paolo Pagliani