Cultura, un’arma contro la mafia?

2014_TesseramentoCome la mafia usa le sue “armi” per spargere il seme della violenza e dell’odio, anche la Cultura ha le sue “armi” molto più efficaci. Le arti, possono e devono insegnare molto tramite la conoscenza. Con la conoscenza i comportamenti mafiosi, verranno debellati, distrutti, disintegrati.
E’ un lavoro di sensibilizzazione quotidiano e la cultura ha un ruolo fondamentale in tutto questo.
La cultura è importante nella lotta alla mafia. La mafia teme più la scuola e l’istruzione che le autorità, perchè si ciba dell’ignoranza e arruola i suoi adepti con false promesse. Da sempre si può far credere ad una persona ignorante, (cioè che non conosce), tutto quello che si vuole. La mafia usa la stessa tecnica per prendere consensi.
Non ci sarà futuro ne per noi, ne per i nostri figli se non prenderemo atto del problema e se non faremo nulla per, almeno provare, a combatterlo. Non servono atti eroici, ma la costanza e la pazienza, di conoscere il fenomeno, documentandosi e informandosi. Le nuove generazioni sono più sensibili all’argomento, ma i giovani da soli non bastano. C’è bisogno di tutti, deve diventare una rivoluzione culturale prima di tutto, solo in questo modo si può combattere e vincere la mafia.
Per questa sesta serata vi proponiamo un grande ospite: Giulio Cavalli.
Giulio Cavalli è nato il 26 Giugno 1977 a Milano è un attore e regista. Nel 2006 dopo aver fondato la compagnia teatrale “Bottega dei Mestieri Teatrali” produce spettacoli incentrati su alcune delle vicende e problematiche italiane. Nel 2009 va in scena con lo spettacolo: Do ut Des trattando il tema delle mafie e dei riti mafiosi appunto, attirando l’attenzione del mondo criminale che lo minaccia. Da questo episodio gli viene assegnata la scorta. Ma Cavalli procede nel suo percorso di denuncia con lo spettacolo RadioMafiopoli e molti altri. Nel 2010 gli viene assegnato il premio giovani Giuseppe Fava ed esce anche il suo primo libri: nomi, cognomi e infami. A dirigere sapientemente l’intervista ci sarà Pierluigi Senatore .
Quindi vi aspettiamo Mercoledi 5 Febbraio alle 21, teatro “Franco Tagliavini” in Rocca, (ingresso gratuito) insieme a Pierluigi Senatore e Giulio Cavalli. Ma ci sarà anche un’ospite sorpresa….Vi Aspettiamo!!

http://nuoviorizzontiinsieme.wordpress.com/

Volantino 05_02_2014 CavalliGiulio Cavalli

IO SONO L’ ALCOLISMO

satanaIo sono la tua malattia. Io odio qualsiasi Potere Superiore come uno lo concepisce. Io odio chiunque abbia un Programma.
A tutti coloro che vengono in mio contatto, io auguro la morte e la sofferenza.
Permettimi di presentarmi: Io sono l’alcolismo.
Io sono furbo, sconcertante e potente. Io ho ucciso milioni di persone e ne sono contento.
Io amo sorprendere, stupire. Io adoro spacciarmi per amico ed amante.
Non è forse vero che ti ho dato piacere?
Io adoro farti male. Io amo farti piangere. Ancor di più amo stordirti a tal punto da non farti più né piangere né soffrire.
Non puoi più provare nulla. Questa è vera gloria.
Io ti darò una fugace gratificazione in cambio di una lunga sofferenza.
Ero sempre a tua disposizione. Mi hai chiesto di far parte della tua vita quando le cose ti andavano bene. Quando dicevi che non meritavi quelle cose io ero l’unico a darti ragione.
Insieme siamo stati capaci di distruggere tutte le cose belle della tua vita.
La gente mi sottovaluta. Loro prendono seriamente gli infarti, i colpi apoplettici e il diabete, sono dei superficiali.
Loro non sanno che senza il mio aiuto queste malattie non sarebbero così gravi.
Io sono una malattia veramente odiata. Non arrivo senza essere invitato. Tu scegli di avermi.
Moltissimi mi hanno preferito al benessere e alla tranquillità.
Io odio tutti coloro che hanno un Programma di dodici passi (es. gli A.A.)
Odio le vostre riunioni, il vostro Potere Superiore.
Tutto questo mi sfinisce tanto da non farmi funzionare com’è mia abitudine.
Ora debbo acquietarmi. Non mi vedete ma sto crescendo, più grande che mai. Quando solo esisti, io posso vivere. Quando vivi, io solo esisto. Ma sono qua…
Insieme ci incontreremo, se c’incontreremo di nuovo ti auguro sofferenza e morte cosicché io possa vivere.

Anonimo

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