Lettera agli inserzionisti del Portico

Pubblicità

Grazie

Gentile inserzionista, caro amico, il 2014 sta volgendo a termine e con esso il contratto pubblicitario a suo tempo sottoscritto.
Ringraziandoti sin da ora, per averci sostenuto in tutti questi anni ti proponiamo il rinnovo del contratto anche per il 2015 alle stesse condizioni del 2014.Consapevoli che la situazione è ancora difficile speriamo tuttavia di poter contare ancora sul tuo sostegno per garantire, anche per il 2015 l’uscita del nostro giornale.
In attesa di un cortese riscontro è gradita l’occasione per porgere i più cordiali saluti.

per il Portico
Paolo Paterlini

pubblicitc3a0-rinaldo-ottobre-1024

SEMPRE PIU’ DIFFICILE LEGGERE E CONTARE

Gentile Direttore, sono rimasto sorpreso nel leggere un’indagine OCSE, non recentissima fra l’altro dove sulle “capacità fondamentali” (leggere e contare), della popolazione adulta dai 16 ai 64 anni in 24 Paesi sviluppati, l’Italia è all’ultimo posto. La ricerca della Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, parte dalla constatazione che la rivoluzione tecnologica ha prodotto trasformazioni tali nel mondo del lavoro da richiedere una serie di abilità e conoscenze nuove. La mappa delle competenze fondamentali mette in cima Giappone e Finlandia, seguiti dai Paesi del Nord Europa mentre in fondo figurano Francia Spagna e Italia (Grecia esclusa). Se è vero che il luogo di lavoro può compensare i deficit accumulati durante l’educazione scolastica, in un Paese con un alto tasso di disoccupazione ciò equivale ad un circolo vizioso: chi non lavora non può migliorare le proprie competenze e con queste cognizioni sei tagliato fuori dal mercato del lavoro. Le cifre raccolte parlano chiaro perchè le capacità linguistiche ed espressive in scala da 0 a 500, mette gli italiani pari a 250, contro una media Ocse di 273, dove uno su due è senza diploma contro il 27% della media e il divario fra Nord e Sud del Paese si conferma a tutti i livelli ma si allarga per quelli di istruzione universitaria. Il dato più drammatico è quello dei cosiddetti <>, un brutto acronimo per indicare i giovani tra i 16 e i 29 anni che non studiano né lavorano. Milioni di persone, una vera generazione perduta, il cui destino si incrocia con quello dei ragazzi che abbandonano la scuola (800 mila all’anno). Il problema è serio e sarebbe ora di invertire la rotta per combattere questa emergenza. L’impressione è che non basti stanziare fondi, (560 milioni per il triennio (2013-2015) ma che occorra un vero salto culturale per evitare di perdere un’altra generazione. Molto resta da fare però almeno adesso abbiamo iniziato a crederci nel cambiamento.

Cordialità Paolo Pagliani

Nirvana giugno 2014

Alla c.a. dei media reggiani

Il Comitato Novellarese Acqua Bene Comune esprime soddisfazione per l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio Comunale di Novellara, avvenuta nel corso della seduta del 26 luglio scorso, di una mozione che impegna il Sindaco a farsi promotore di un percorso di applicazione dell’esito del referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011, in particolare per quanto riguarda l’eliminazione della quota di remunerazione garantita del capitale investito dalla tariffa del Servizio Idrico Integrato, e l’affidamento del medesimo ad un’azienda speciale di diritto pubblico.
Alla luce di questa importante deliberazione, e di deliberazioni analoghe effettuate nei mesi scorsi dai consigli comunali di Bibbiano, Albinea e Montecchio, nonché della sentenza della Corte Costituzionale n. 199 del 20 luglio 2012, che dichiara incostituzionale il tentativo da parte dei governi Berlusconi e Monti di reintrodurre parti della normativa abrogata dal referendum riguardo alla privatizzazione dei servizi pubblici locali, e tenendo altresì presente che la concessione del Servizio Idrico Integrato a Iren è scaduta lo scorso dicembre, i membri del Comitato si chiedono che cosa si stia aspettando a livello provinciale per rispettare la volontà di 260.000 cittadini mettendo finalmente la parola fine alla fallimentare gestione privata del Servizio Idrico.
Ci stupisce in particolare l’atteggiamento di attendismo del partito di maggioranza a livello provinciale, il Partito Democratico, che sembra avere dimenticato il deciso appoggio alle ragioni del “sì” dato nel corso della campagna elettorale.

Il Comitato Novellarese Acqua Bene Comune chiede dunque a tutte le autorità competenti di ascoltare la voce dei cittadini, dei comitati e dei consigli comunali e di attivare quanto prima un percorso di applicazione dell’esito del referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011, eliminando dalle bollette la quota di remunerazione garantita del capitale investito e affidando il medesimo ad un’azienda speciale di diritto pubblico.