SE PENSIAMO AD UN ANNO FA

giorgio-napolitanoCaro direttore, non vorrei peccare di ottimismo ma se pensiamo solo dodici mesi orsono quando la Grecia era spacciata, la Spagna ad un passo dalla catastrofe e il nostro Paese a due passi, il 2013 potrebbe essere l’inizio della fine dei tempi cupi. In Germania non si vedeva l’ora che l’euro fallisse discutendo se era meglio tornare al marco, o ad un euro di serie A per i Paesi del Nord e uno di serie B per quelli del Sud; la questione non era <<se>> ma <<quando>>, la crisi avrebbe sbranato la nostra economia. Non è andata così. L’euro è vivo, grazie alla frase storica di Mario Draghi, un italiano alla BCE: <<Faremo tutto il necessario per salvarlo>>.
marioGrazie al lavoro di Monti ed alla sagacia del Presidente Napolitano, alla maggioranza dei partiti che hanno sostenuto il governo, pur fra turbolenze ma soprattutto grazie agli italiani che hanno accettato i sacrifici, possiamo scacciare i pessimisti che intravedevano già il disastro vicino. L’Italia lascia il 2012 senza riforme, senza risanamento, senza segni <<+>> ma capace almeno di porsi la domanda <<E se il 2013 fosse migliore?>>. Ciascuno di noi, nella sua famiglia e comunità, può sperare che l’anno in corso sia ricordato non come quello in cui i problemi sono finiti ma come ripartenza. Senza fidarsi di astrologi, cartomanti, calendari ed oroscopi, ricordiamoci che le nefaste profezie le abbiamo evitate lavorando sodo, innovando con fantasia e coraggio anche noi italiani; coltiviamo la speranza!

Cordialità
Paolo Pagliani

LO SPREAD E’ UNA COSA SERIA

spread2Caro direttore, all’apparenza dello spread che sale potrebbero fregarsene gli evasori fiscali perché i tassi di interesse sul debito pubblico che crescono significano tasse più alte domani… per chi le paga. Quando sale il costo del debito, si innalza anche il costo della raccolta di capitali delle banche italiane, in quanto la loro sorte appare legata a quella del nostro Stato. Uno spread più alto rende in breve più costoso e anche più difficile da ottenere, il credito per le imprese e le famiglie; non è un imbroglio come qualche sprovveduto sostiene. L’effetto principale di tassi più alti su BoT, CcT, BtP, sono maggiori spese per lo Stato, dunque per noi contribuenti. E’ stato calcolato che un punto in più da qui alle elezioni, ci costerebbe se scaricato sulla benzina, 10-15 centesimi in più al litro per un anno. Quando si insediò il governo Monti si prevedeva di dover pagare nel 2012, la bellezza di 94 miliardi di euro di interessi. A distanza di un anno quasi finito, dopo varie oscillazioni, pare si fermerà a quota 86. Se avessimo dovuto accollarci i 94 miliardi, sarebbe stato necessario, ad esempio, appesantire di oltre un terzo in più l’IMU, altro che abolirla! Ringraziamo anche il Mario di Francoforte per avercela fatta passare bene ma il rischio è stato enorme.

Cordialità
Pagliani Paolo

SIAMO UN PAESE “STRAORDINARIO”

Caro direttore, subito dopo il sisma che ha colpito la nostra Regione, il Presidente del Consiglio ha fatto visita alle zone terremotate, per rendersi conto dei danni, quantificare i primi aiuti ma ricevendo anche una contestazione da un ridotto numero di …persone. Non credo che ai più desse fastidio che egli andasse a manifestare la solidarietà e l’impegno del governo, come si addice ad una nazione “normale” ma per pochi che fischiavano. Era come fosse lui la causa della disoccupazione e del disastro dell’economia. Piacevano forse a questi, i governi precedenti che per ogni 100 euro di entrate, decidevano di spenderne 140 ma ora che arrivata gente capace, che decide che così non si può andare avanti, che bisogna ridurre le spese ed aumentare le entrate, a diversi connazionali questo non piace; meglio qualcuno che ti lascia vivere tranquillamente al disopra delle tue possibilità, come è successo all’ombra del Partenone. E così un premier che dai principali leader mondiali ci viene additato come esempio di capacità, di serietà e buongoverno, qui da noi diviene oggetto di ogni sorta di attacchi, denigrazione, fischi, lazzi, battute sceme e pseudo-satira politica. Nella nostra “straordinaria Italia credo occorra una sana “normalità” che comporta anche l’impopolare tassazione (ebbene sì!), per contrastare il dissesto finanziario. Altro che scadenza a marzo 2013, per sperare di cominciare a cambiare veramente questo “andazzo all’ italiana” ci vorrebbe Mario Monti Presidente del Consiglio per almeno altri 5 anni!

Cordialità
 Paolo Pagliani