Carta degli Sposi: una nuova guida ne illustra spazi, costi e informazioni

MATRIMONIO IN CORTILE (1)

A Novellara la decisione da parte di coppie di futuri sposi di celebrare il proprio matrimonio nella Rocca dei Gonzaga sembra essere una tendenza costante crescita. Dall’inizio di quest’anno il Sindaco Elena Carletti o suo delegato ne hanno già celebrati 24 (tra coppie residenti e da fuori Comune) e ne sono in programma altri 14, numero che confermano come la Rocca Comunale sia sempre più richiesta per i servizi offerti e le splendide e romantiche locations. Il tutto è iniziato dopo il terremoto del 2012, quando alcune sedi istituzionali dei Comuni limitrofi sono risultate inagibili, poi la voce si è sparsa ed il passaparola ha fatto il resto. Per rispondere a tutte le richieste ed informazioni dei futuri sposi sempre più esigenti e attenti a utilizzare i romantici spazi della Rocca, è stata realizzata una nuova Carta degli Sposi.
Gli interessati non solo troveranno tutte le informazioni legali e la normativa di riferimento sul rito civile, ma anche tutte le possibilità sull’uso delle sale – incluso il foyer del Teatro e, a grande richiesta, il cortile della Rocca per le celebrazioni all’aperto – sulle richieste musicali, sui servizi fotografici .
L’ufficio relazioni con il pubblico si augura che questo pieghevole – impaginato graficamente dalla direttrice del Museo Elena Ghidini che ha scelto per la copertina un dettaglio proprio del Museo Gonzaga – diventi utile vademecum per aiutare i futuri sposi nel loro giorno più bello.
Il documento è a disposizione presso l’URP ed è scaricabile dal sito istituzionale.

Podere Francesco

MATRIMONI IN CALO

Caro direttore, i mesi di maggio-giugno e settembre sono tradizionalmente quelli in cui si celebrano più matrimoni specie in Chiesa. All’entrata di questa, come ogni domenica, rivolgo lo sguardo veloce verso una bacheca dove trovano spazio le pubblicazioni di matrimonio da tempo in netta diminuzione. Ma la festa scorsa, per la prima volta, l’ho trovata vuota, spoglia e confesso che sono rimasto alquanto sorpreso.
Anche se mi tengo informato giornalmente leggendo più di un quotidiano dove sono evidenti i cali dei matrimoni religiosi, l’aumento delle convivenze e delle unioni civili, non ho nascosto il mio stupore conversando con amici e conoscenti. Uno di questi, penso con ragione, affermava che oggi si privilegiano i sentimenti rispetto ai legami, la libertà rispetto alla responsabilità. E si fatica a comprendere che non c’è vero sentimento senza impegno, così come non c’è vera libertà senza responsabilità: occorrerebbe imparare a coniugare passione e ragione ed avere un progetto di vita. Aveva ragione lo scrittore francese Francois Mauriac a dire: <<L’amore coniugale, che persiste attraverso mille vicissitudini, mi sembra il più bello dei miracoli, benché sia anche il più comune>>. L’amore è come una realtà vivente che può rinascere, come un tronco arido può ancora gettare germogli, non è come un oggetto che, una volta perso, lo si è smarrito o distrutto per sempre.  Basta avere fiducia e pazienza e non affrettarsi – come spesso oggi accade – a seppellire il matrimonio. Due persone che si sono promesse un amore per sempre nella fede, non sono tutelate più di altre però sanno che la fede è un aiuto e che la sofferenza e le fatiche sono parte della felicità e dell’amore. Un rapporto in difficoltà quindi nella fede, può essere rigenerato.

Cordialmente
Paolo Pagliani