LELIO ORSI: ASTROLOGIA E MISTERO

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Astronomia e Astrologia fin dai tempi più antichi hanno incuriosito e appassionato l’umanità accompagnandola nel faticoso cammino della vita.
L’Astronomia è una scienza che studia il moto e la composizione degli astri (stelle, pianeti).
L’Astrologia è la presunzione di fare previsioni sul futuro, in base al moto e alla posizione di stelle e pianeti e ai segni zodiacali.
Imperatori, re, regine di ogni tempo e luogo tenevano a corte astrologi personali ai quali si affidavano per qualsiasi scelta politica, militare, famigliare, che dovessero fare. Ricordiamo Federico II, Carlo V, Rodolfo II, dediti all’astrologia, all’alchimia, all’occulto.
Ma anche tra i religiosi non mancava chi desse credito all’astrologia; papa Paolo III ne era appassionato e aveva nominato un astrologo personale, anche se non ufficiale.
Nel XVI secolo, periodo in cui visse il nostro Lelio Orsi, si considerava l’astrologia come una scienza vera, e questo accadeva in tutte le corti.
Nella contea di Novellara e Bagnolo, governata dai Gonzaga, i personaggi che maggiormente di dedicavano a quest’arte divinatoria, ma più per scherzo e per passare il tempo allegramente, che per vera credenza, erano Alfonso I e la sua  brigata: Lelio, il Ricciolo, Gian Maria, il Zoppo, il Fiamengo, il Parmigiano, il Roncaio.
Con le loro predizioni coinvolgevano anche le donne di corte e perfino la contessa madre, Donna Costanza.
Costanza però era già abituata a questi giochi, poiché a Correggio, dove era nata e vissuta fino alle nozze, era in rapporti di parentela e di affetto con Claudia Rangone, la quale si interessava di astrologia. Con il vescovo di Reggio, Claudia si accordò per avere la dispensa di consultare libri di questa materia, assolutamente vietati dalla Chiesa; d’altra parte il vescovo stesso era superstizioso, credeva alle influenze negative che procuravano guai e malanni, inoltre aveva un astrologo personale al quale chiedeva consigli. Specialmente se i fatti riguardavano Claudia.
29 maggio 1566 Reggio, il vescovo di Reggio ad Alfonso I
Gran male influenze son queste dove si tratta della Signora Claudia, e per se stessa, che dopo non esser uscita di casa per molti mesi, n’esce un giorno, gli casca il cocchio adosso, poco men che si rompe la testa, e mill’altre sciagure. Il Conte Alfonso tornato da d’Ancona, da Roma in tanti mai passi de fiumi e de monti, arriva a Novellara a salvamento e a Bagnolo, subito che si muove o pensa andar alla valle per visitar la Signora Claudia, si taglia una mano volendo tagliar il pane; il sangue ne scorre et esce in abbondanza, lui vien meno, casca e si rompe la testa. Di grazia si mandi questo poco discorso al Ricciolo, e se gli scriva che lo faccia veder all’Astrologo che predisse la cascata della Signora Claudia del cocchio, et altre faccende, perchè forse farà miglior iudizio che non fa certo mio astrologo, che attribuisce tutta questa disavventura a quei maledetti cavi [scavi di canali di bonifica] che si anderanno continuando tanto di cavar che vi si lasserà la zappa et la vanga.
Claudia, invece, si divertiva un mondo insieme ai parenti novellaresi a “fare le figure”.
“FARE LE FIGURE”
Secondo l’astrologia ogni uomo è influenzato, oltre che da fattori ereditari e dall’ambiente circostante, anche dalla posizione dei pianeti, considerati come forze vitali fondamentali per la persona.
Su un foglio di carta disegnavano, con l’inchiostro, segni speciali e figure calcolandole in base alla posizione dei pianeti e degli astri, poi le interpretavano per predire il futuro.
Qualche volta, però, lo scherzo poteva trasformarsi in amare lacrime, come nel caso di Barbara da Correggio, moglie del conte Francesco II, in attesa trepidante di dare alla luce un figlio maschio. Quel giorno di aprile del 1551, a Novellara si erano trattenuti a mangiare il Padre Generale del convento e un amico frate Priore di Lucca, come scrive il segretario Leandro Bracciolo a Francesco:
Questo frate benedetto, vedendo il libretto dalle figure sopra Bagnolo nel torrione, come quello che molto se ne diletta, subito si voltò a me e mi disse <<di grazia facciamo la figura se la signora Barbara ha da partorir maschio o femmina>>; al che io subito gli arrecai carta e inchiostro e, fatta la figura al modo suo, e non come noi solevamo far, tolendo Giove per duce che in tal giorno entrò l’anno corrente e lassando Mercurio, signore de l’anno passato, trovò che deve partorir femmina. La buona signora Barbara presta a questa scienza la medesima fede che fa allo Evangelio, udito questo se ne turbò un poco e, per meglio chiarirsene, partito il Reverendo vicario col compagno, fece il conto nella sua camera col libretto innanzi a tutti i modi e a tutte le vie, tolendo il principio d’agosto il mezzo il fine il Pianeta il mese d’aprile e principio di maggio e sempre gli venne femmina, e questo di più chel libro diceva il parto esser pericoloso e di mala natura.
A maggio Barbara diede alla luce, contro ogni previsione, un bel maschietto ma, pochi giorni dopo il parto, lei perse la vita.
Più allegre e luminose furono invece le previsioni del Ricciolo alla nascita di Giulio Cesare, figlio naturale di Alfonso I, nell’agosto del 1559. Appena avuta la notizia, fece la “figura del nascimento” e la mandò, perché il conte la mostrasse a messer Lelio, affinchè la confrontasse con quella che probabilmente pure lui aveva fatta.
14 agosto 1559 Ferrara il Ricciolo al conte Alfonso I
Ma se subito ch’io ebbi la vostra lettera facessi la figura del nascimento che ne credete Signor voi? Subito subito la feci et ve la mando, non perchè ve ne intendiate voi, ma perchè la mostriate a messer Lelio, che la potrebbe aver fatta lui ancora. Troppo chiaramente si vede per Giove patron dello ascendente fortunato in mezzo il cielo a quanta grandezza et dignità regale abbia ad ascendere questo figlio c’è di più la Luna che va anzi che è in cancro in casa sua fortunata da ogni banda e Saturno in sua salvazione e Marte in casa sua con Plutone che l’addolcisce della sua presenza senza esser ella da lui offeso. Cose tutte a mio giudizio straordinariamente buone, e credo che meglio investigate diventeranno migliori ancora.
Nel 1562 Donna Costanza scriveva al figlio Francesco, che viveva per lo più a Mantova, raccontandogli tutto ciò che avveniva nella contea e come passava il tempo. Le giornate più belle e intriganti le trascorreva a Bagnolo insieme a Claudia Rangone che da Correggio la raggiungeva per chiacchierare e “tutto il dì facessimo a le figure con il Rizzolo e Lelio”.
Anche il segretario Antonio Saracco scriveva al conte Francesco tutte le notizie della casa e del paese. La sera di Santa Lucia del 1563, gli spiegava che il conte Alfonso, dopo aver cenato “burlando e bevendo” con i soliti amici, cioè Roncaglio, Lelio, il Parmigiano e lo Zoppo, “se miseno a far de figur de più genti e sempre sino alle sei hor figurorno, che poi andorno a letto” .
L’astrologia fu dunque una passione che accompagnò Lelio Orsi nella sua vita e che, forse, in parte influenzò la sua straordinaria carriera di disegnatore, pittore, architetto.

 (ricerca svolta dagli alunni della classe V di S. Giovanni)

A cinque secoli dalla nascita, Novellara celebra Lelio Orsi

Sabato 19 e domenica 20 giornate di studio
visite ed incontri per approfondire la figura dell’artista manierista

  • Novellara (RE), 16 novembre 2011 – Per celebrare i cinquecento anni dalla nascita di Lelio Orsi (Novellara 1511 – 1587), una delle maggiori personalità artistiche del Cinquecento emiliano, che fu artista alla corte dei Gonzaga di Novellara,  il Comune, in collaborazione con la Provincia di Reggio Emilia e la Soprintendenza BSAE di Modena e Reggio Emilia ha organizzato una giornata di studi che si svolgerà il 19 novembre nel Teatro della Rocca.

Si inizierà alle ore 10.00 con i saluti delle autorità che saranno seguiti alle ore 11.00 da diversi interventi di storici dell’arte che si confronteranno ed analizzeranno la figura poliedrica dell’artista che per Novellara fu pittore, disegnatore, scenografo ed architetto.

La conclusione dei lavori è prevista per le ore 17,30 con la visita al Museo Gonzaga dove sarà esposto, per gentile concessione della Soprintendenza per i Beni Artistici di Modena e Reggio Emilia, il “Ratto di Ganimede” affresco staccato nel 1845 da un camerino della Rocca.

Domenica 20 saranno organizzate visite guidate ai luoghi orsiani di Novellara a partire dalle  ore 10.30 quando la direttrice del Museo eseguirà una visita guidata al Museo Gonzaga. Alle ore 15.00 lo storico d’arte Umberto Nobili guiderà alla visita del Casino di Sopra, villa di campagna e luogo di svago, rappresentanza e centro di produzione agricola della famiglia Gonzaga nella quale Lelio Orsi decorò la sala centrale, il più vasto e articolato progetto decorativo, ora esposto presso il Museo Gonzaga, in deposito dalla Soprintendenza per i Beni Artistici di Modena e Reggio Emilia. Per le visite è necessaria la prenotazione presso la Biblioteca comunale allo 0522-655419.

La Novellara rinascimentale è rimasta profondamente segnata dall’impronta di questo artista manierista che ha elaborato il disegno per il centro storico con le case porticate che si affacciano sulla piazza ed ha progettato e decorato diversi edifici su commissione dei Gonzaga.

Il programma della giornata di studi “Orsi a Novellara”
di sabato 19 novembre:

Ore 10.00 Saluti delle autorità 

  • Raul Daoli, Sindaco del Comune di Novellara
  • Mirko Tutino, Assessore alla Cultura della Provincia di Reggio Emilia
  • Stefano Casciu, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Modena e Reggio Emilia
  • Paolo Santachiara, Assessore alla Cultura del Comune di Novellara

Ore 11,00 Interventi 

  • Presiede Claudio Strinati, Ministero Beni Culturali , Roma
  • Angelo Mazza, Ispettore onorario per i beni storici e artistici nel territorio dell’Emilia-Romagna  – Cicli decorativi e decorazione nelle piccole corti e nelle residenze padane 
  • Massimo Pirondini, Storico dell’arte, Reggio Emilia  – Lelio Orsi e gli acquisti del Museo Gonzaga di Novellara 
  • Maria Cristina Costa, Architetto, Reggio Emilia – Castello Querciola e un’opera giovanile di Lelio Orsi 
  • Gianluca Cristoforetti, Architetto, Faenza  – Progetto dello spazio pubblico dal Rinascimento ad oggi
  •  Walter Baricchi, Presidente del Club Unesco di Reggio Emilia  – Rinascimento urbano nelle piccole capitali padane 

Ore 13,00 Buffet 

Ore 13,30 Visita alla Piazza di Novellara

Ore 15,00 

  • Pier Luigi Carofano, Scuola di specializzazione in Storia delle Arti Università di Siena Correggio o Lelio Orsi? Precisioni intorno ad una nuova versione del Cristo nell’Orto degli Ulivi 
  • Alessandra Bigi Iotti, Storica dell’arte, Reggio Emilia  – “un maistro che si accorda benissimo all’oppenion di Messer Lelio”. Pietro Motta e il giovane Raffaellino da Reggio alla corte di Novellara.
  •  Antonio Vannugli, Università per Stranieri di Perugia – L’ Oratorio del Gonfalone a Roma: stato degli studi e nuove proposte
  • Giulio Zavatta, Università di Verona – Pompeo Pedemonte, Giulio Rubone e Raffaellino da Reggio nel cantiere della Sala del Fico a Novellara 
  •  Emilio Negro, Storico dell’arte, Bologna – Prospero Clemente: un’inedita Madonna col Bambino e un disegno 
  • Marco Ciampolini, Accademia di Belle Arti di Carrara  – Il Cinquecento emiliano nelle collezioni senesi 

A seguire visita al Museo Gonzaga dove in occasione del cinquecentenario sarà esposto, per gentile concessione della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Modena e Reggio Emilia il “Ratto di Ganimede”