MORIRE IN ULTIMA CLASSE

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Caro direttore, l’ennesima tragedia del mare ripropone, ogni volta in modo più netto, drammatico e urgente la sola domanda che merita risposta: che cosa ritiene di fare l’Unione Europea, quali progetti, quali proposte, quali rimedi reputa di mettere in campo affinché il Mediterraneo cessi di essere un gigantesco cimitero per migliaia di sventurati e di miserabili in fuga dagli orrori delle guerre, dalle persecuzioni religiose, dalla crudeltà di satrapi e dittatori, di cui i continenti che si affacciano su questo mare purtroppo abbondano? La risposta non c’è, a Bruxelles si tende a minimizzare, a mostrare troppa indifferenza verso quei cadaveri che giungono nelle nostre coste soffocati nel ventre di una barca. Sappiamo bene che buona parte dei carichi di disperati, si forma prendendo la via del mare dalla Libia. Eppure proprio laggiù, dalla Libia, si potrebbe e dovrebbe ripartire per creare un corridoio umanitario, un ombrello internazionale sotto l’ egida dell’ Onu perché i migranti possano fare domanda di asilo senza mettere la propria vita nelle mani dei trafficanti e degli scafisti. E’ lì, dove si forma il problema, che l’Europa dovrebbe cominciare ad agire. L’Europa, si badi, non la sola Italia. Nel Mediterraneo si muore, si fanno affari, si lascia letteralmente soffocare la speranza. E da troppo tempo l’Unione Europea tarda a dare la risposta giusta.
Cordiali saluti
Paolo Pagliani

IMMAGINI SCONCERTANTI

Gentile direttore, vedendo il video della “disinfestazione” avvenuta a Lampedusa contro migranti con potenti getti d’acqua, oltre a provare sconcerto e vergogna come tanti, purtroppo anche stranieri, si ha la sensazione che il rispetto che ci rende umani, che ci permette di vivere in una società, in questo caso sia andato perduto. Gli episodi di cronaca che raccontano di persone trattate peggio degli animali sono numerosi. Un proverbio africano sostiene che: <<Non è un uomo colui che si siede su un altro uomo>>. Rispettare gli altri vuol dire riconoscere la loro umanità.
Lo stesso valore che riconosciamo a noi stessi. Il mondo animale, molto gerarchizzato, conosce solo  sottomissione e forza, ignora il rispetto: se non ci morde è perchè ci è affezionato o teme di essere picchiato.  Il rispetto è proprio dell’uomo. La regola d’oro è dunque considerare che, in quanto umani, si ha il diritto di essere rispettati, esattamente come chiunque altro.
Sebbene si viva in un mondo sempre più sicuro, l’impressione che in genere si ha, è che gli altri siano villani con noi e che questa mancanza di rispetto stia aumentando sempre di più. Ciò accade perchè ci sentiamo trattati come oggetti e non come persone come è successo brutalmente nell’isola siciliana. 
Cordialità
Paolo Pagliani
La Paola

Giorno della Memoria due tragedie a confronto: la Shoah e gli sbarchi a Lampedusa

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Il Giorno della Memoria a Novellara diventa un’occasione per ricordare un recente passato e per non rimanere indifferenti rispetto alla storia che stiamo vivendo ora.
In occasione del 67esimo anniversario dell’abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, tragico simbolo della Shoah, l’amministrazione comunale ha deciso di far propria un’altra tragedia internazionale che ci colpisce da vicino tutti i giorni: gli sbarchi a Lampedusa.
L’amministrazione novellarese ha infatti diffuso la voce e la testimonianza di Giusi Nicolini, Sindaco di Lampedusa da maggio 2012, che, attraverso una dolorosa lettera, ha scritto dell’enorme fardello di dolore degli abitanti di Lampedusa per i tanti cadaveri di immigrati che sono stati loro consegnati. La lettera del primo cittadino, stampata su un pannello ed esposta in Piazza Unità d’Italia, sottolinea l’impegno “solitario” dell’amministrazione e delle forze dell’ordine che fanno di tutto per mettere in salvo questi profughi e, nei casi estremi, dare dignità anche a chi non riesce a sopravvivere alla traversata. L’intera lettera verrà letta e spiegata martedì 29 gennaio davanti alle classi della scuola secondaria di primo grado “Lelio Orsi” che porteranno in scena al teatro Franco Tagliavini gli spettacoli “I Barbari” e “Provaci ancora Beatrice”, realizzati dal gruppo dei laboratori teatrali per il Giorno della memoria. Prima dello spettacolo verranno anche proiettati due video su Lampedusa e Djibi Kante, uno dei profughi del Mali ospitato a Novellara, offrirà la sua personale testimonianza. Gli stessi spettacoli teatrali saranno poi replicati la sera stessa alle 20.30 per tutti (ingresso gratuito).

Oltre a ciò, da qualche giorno, sul sito dell’amministrazione è stata pubblicata una breve ricerca con documenti storici tratti dall’ Archivio Storico sulla vita del Cavaliere Carlo Segrè, unico ed ultimo ebreo di Novellara che, alla promulgazione delle leggi razziali fasciste si suicidò come estremo e tragico atto di ribellione contro esse. Proprio di Segrè il Comune di Novellara nel 2006 acquisì il personale archivio, quale importante fonte di documentazione storica e sociale del territorio. 

Giorno della Memoria Due tragedie a confronto: la Shoah e gli sbarchi a Lampedusa

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Il Giorno della Memoria a Novellara diventa un’occasione per ricordare un recente passato e per non rimanere indifferenti rispetto alla storia che stiamo vivendo ora.
In occasione del 67esimo anniversario dell’abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, tragico simbolo della Shoah, l’Amministrazione Comunale ha deciso di far propria un’altra tragedia internazionale che ci colpisce da vicino tutti i giorni: gli sbarchi a Lampedusa.
L’Amministrazione novellarese ha infatti diffuso la voce e la testimonianza di Giusi Nicolini, Sindaco di Lampedusa da maggio 2012, che, attraverso una dolorosa lettera, ha scritto dell’enorme fardello di dolore degli abitanti di Lampedusa per i tanti cadaveri di immigrati che sono stati loro consegnati. Il primo cittadino sottolinea l’impegno “solitario” dell’Amministrazione e delle forze dell’ordine che fanno di tutto per mettere in salvo questi profughi e, nei casi estremi, dare dignità anche a chi non riesce a sopravvivere alla traversata. L’intera lettera verrà letta e spiegata martedì 29 gennaio davanti alle classi della scuola secondaria di primo grado “Lelio Orsi” che porteranno in scena al teatro Franco Tagliavini gli spettacoli “I Barbari” e “Provaci ancora Beatrice”, realizzati dal gruppo dei laboratori teatrali per il Giorno della memoria. Prima dello spettacolo verranno anche proiettati due video su Lampedusa e Djibi Kante, uno dei profughi del Mali ospitato a Novellara, offrirà la sua personale testimonianza.
Gli stessi spettacoli teatrali saranno poi replicati la sera stessa alle 20.30 per tutti (ingresso gratuito).
Oltre a ciò, da qualche giorno, sul sito dell’amministrazione è stata pubblicata una breve ricerca con documenti storici tratti dall’Archivio Storico sulla vita del Cavaliere Carlo Segrè, unico ed ultimo ebreo di Novellara che, alla promulgazione delle leggi razziali fasciste si suicidò come estremo e tragico atto di ribellione contro esse. Proprio di Segrè il Comune di Novellara nel 2006 acquisì il personale archivio, quale importante fonte di documentazione storica e sociale del territorio.

UNA LEZIONE DAI LAMPEDUSANI

Caro direttore, ho visto con commozione i servizi sul salvataggio dell’ennesimo barcone arrivato a Lampedusa dove improvvisati soccorritori e cittadini si sono prodigati, lanciandosi taluni in acqua vestiti, per salvare i profughi disperati in balia del mare, specie donne e bambini formando una specie di “catena umana”. Meritano un sentito ringraziamento perché mi hanno fatto sentire ancora orgoglioso di questa povera Italia. Fatto così raro da toppo tempo, visto che dobbiamo indignarci più del giorno prima, ancor di più se prestiamo attenzione alle esternazioni di quei rozzi personaggi che istigano alla violenza e all’intolleranza. Tantissimi stranieri ricorderanno con ammirazione lo slancio, l’altruismo, la generosità e l’affetto di questi isolani Italiani, che hanno insegnato umanità e civiltà, pur subendo disagi e preoccupazioni.

Cordialmente
Paolo Pagliani
Novellara

P.S.
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