LA CROCE SUL PETTO

Schulz-NapolitanoGentile direttore, in questi tempi di continue ruberie in ogni settore, specie quello legato alla politica, leggevo una frase di Giuseppe Mazzini che sosteneva: <<Nei tempi antichi, barbari e feroci, i ladri si appendevano alle croci: ma nei presenti tempi più leggiadri s’appendono le croci in petto ai ladri>>.
Del suo rigore morale è emblematica questa citazione che l’ironia non riesce a temperare la verità dell’asserto>>. Ruba un chiodo e sarai impiccato come malfattore; ruba un regno e diventerai principe ammonisce un aforisma cinese. Senza essere giustizialisti, dobbiamo fortemente deprecare che troppi crimini rimangano impuniti o si dissolvano in bolle di sapone quando in di mezzo c’è chi la possibilità di schierare plotoni di avvocati o di ostentare un potere intoccabile. Ma più in generale, bisognerebbe ricordarsi che il merito non sempre è da cercare dietro una croce di cavaliere o commendatore. Dovremmo invece smentire con i fatti una battuta sarcastica di un dramma di Brecht: <<Ti ho insegnato a essere onesto, perché intelligente non sei!>>. L’onestà dovrebbe indicare l’agire ed il comunicare, in maniera sincera e trasparente, principi morali universalmente ritenuti validi. Di strada, noi italiani, ne abbiamo tanta da fare!

Cordialità
Paolo Pagliani

LE FEDI RUBATE

furtiCaro direttore, sono rimasto incredulo e sconcertato per la notizia del furto delle fedi d’oro sfilate da una mano avvolta in un rosario strappandolo, ad una deceduta pensionata da ladri-sciacalli, nella camera mortuaria di Guastalla. Essi hanno approfittato nel primo pomeriggio di domenica della scarsa presenza di persone, per mettere a segno il gesto orrendo e inqualificabile. Un’alta figura dell’epoca romana, Seneca, ammoniva che <<i delitti piccoli sono puniti, quelli grandi portati in trionfo>>. Lasciando da parte una certa demagogia che può sempre celarsi in considerazioni di questo genere, anche perchè non di rado ai nostri giorni sono gli stessi delitti minori e comuni a schivare le porte del carcere, tranne l’impunità di potenti ricchissimi, crea una radicale sfiducia nella giustizia da parte della gente comune. In questo caso non è solo decenza esteriore ma trivialità, sconcezza, mancanza della dignità interiore. C’è inoltre una oscenità anche nell’ostentazione della propria stupidità, della brutalità, della vanità, della miseria morale e della perdita di qualsiasi decoro e onore. Io mi auguro con forza che una volta individuati, queste squallide persone, varchino le galere scontando quella spudoratezza, volgarità e pericolosa chiusura mentale, che indignano (parecchio), molti onesti cittadini.

Cordialità
Paolo Pagliani

RUBERIE: PRENDETEVI UN PO’ DI RIPOSO

E’ come un enorme elefante nella stanza della crisi italiana. Tutti ci girano intorno, lo vedono, e nessuno lo considera neppure lontanamente.

Caro direttore, sappiamo quello che è avvenuto nella Regione Lazio ma non c’è nulla di cui stupirsi; molti politicanti da sempre hanno sottratto i soldi dei contribuenti per riempirsi le tasche. Noi italiani avremmo diritto però ad un po’ di rispetto. In questo periodo caratterizzato da richieste di sacrifici che arrivano impietose da tutte le parti, servirebbe un periodo di tregua da parte della classe politica. Per cortesia fermatevi un attimo, prendetevi del riposo e sospendete i vostri indebiti arricchimenti – qualcuno le chiamerebbe ruberie – almeno fino a quando la situazione non sarà tornata alla normalità.

Cordialmente
Paolo Pagliani