L’ EUROPA E’ IL FUTURO

1.000,000Caro direttore, gli italiani possiamo fare qualcosa per l’Europa, oltre che aspettarsi qualcosa. Sicuramente il compito primario è quello di difendere gli usi e le tradizioni di ogni Stato membro. Dalla crisi si può uscire solo se si uniti. Dobbiamo essere pronti, sia alle elezioni dei nostri rappresentanti alle europee mandando a Bruxelles persone preparate, sia per il prossimo impegno del semestre italiano che comincerà a luglio. L’Unione europea è ancora la soluzione vincente per il nostro Paese, perché garantisce pace, libertà, giustizia, sicurezza e benessere. Solo saltimbanchi e rozzi individui, la maggioranza incompetenti, predicano il contrario come l’uscita dall’euro che comporterebbe: “inflazione alle stelle, fuga dalle banche con ritiro dei risparmi, crack bancario, altissimi tassi di interesse, il nostro debito pubblico che fa default, perché con questi nostri interessi non si riuscirebbe a pagare i debiti che vanno saldati in euro. Il risultato immediato è uno shock, una tragedia. E nel medio e lungo periodo la perdita della gara con gli altri” (Prof. Romano Prodi). Bisogna pensare all’Europa come unica nazione dando il nostro contributo ed andando a votare, per il bene di tutti e soprattutto dei più giovani.

Cordialità
Paolo Pagliani

Novellara Bene Comune: è una nuova generazione di amministratori che si affaccia alla politica con lo spirito di chi vuole farsi portavoce di tutti i cittadini, tutelare e garantire un futuro alle giovani generazioni e dare rispetto e ascolto delle persone più anziane.

Novellara Bene Comune: è una nuova generazione di amministratori che si affaccia alla politica con lo spirito di chi vuole farsi portavoce di tutti i cittadini, tutelare e garantire un futuro alle giovani generazioni e dare rispetto e ascolto delle persone più anziane.

 

POVERTA’ IN CRESCITA ANCHE PER I PENSIONATI

Caro direttore, già da diverso tempo gli istituti di statistica stanno documentando che gli stipendi dei lavoratori sono fermi e perdono potere d’acquisto a causa dell’inflazione. Se a questo si sommano la crescente e molto preoccupante disoccupazione, oltre al pesante aumento delle tasse sui ceti medio-bassi, il quadro allarmante è quasi completo. Perché quasi? Perché si parla poco delle pensioni in essere da tempo. Io sono in quiescenza da circa otto anni e non sono un “baby pensionato” avendo lavorato 40 anni. La mia pensione è praticamente bloccata mentre i costi per vivere nell’ultimo decennio, sono cambiati in modo notevole e crescente. Se le cose stanno così – e di questo non ho dubbi – il rischio di allargare ulteriormente il numero dei poveri diventa drammatico.
Cordialità
Paolo Pagliani