“Occidente estremo” di Federico Rampini sabato 1 dicembre apre la stagione teatrale novellarese

Federico RampiniSarà Federico Rampini, scrittore e giornalista, ad aprire ufficialmente la stagione teatrale novellarese sabato 1 dicembre alle ore 21.00 con “Occidente estremo” spettacolo di Marcello Corvino, presentato in anteprima al Festival Legambiente Sud.
Focus dello spettacolo, prodotto da Promo Music, è il nostro futuro: tra l’ascesa dell’impero cinese e il declino della potenza americana, narrato da uno dei giornalisti più autorevoli, per capacità ed esperienza, del nostro Paese. Quali sono gli effetti della “nuova America” sulla “vecchia Europa”? Come sapremo rispondere alle sfide della nuova economia globale? E soprattutto: come stanno cambiando in questo scenario le nostre vite? Rampini risponde con la consueta lucidità e capacità di visione a queste domande cruciali, raccontando, attraverso una molteplicità di storie e personaggi affascinanti, gli stili di vita, le nuove forme di lavoro e i protagonisti del mondo che verrà. Un viaggio di parole ma anche di musica: dall’America di Gershwin e Ravel, passando alla Cina con la musica tradizionale orientale, per finire all’Opera lirica.
Al centro della narrazione la crisi globale o meglio la crisi dell’Occidente. Osservare insieme la ritirata degli Stati Uniti e l’avanzata della Cina è la prospettiva scelta da Rampini, corrispondente di Repubblica da New York e, in precedenza, da San Francisco e da Pechino. Tale somma di esperienze dirette e prolungate consente al giornalista  di disegnare la parabola apparentemente inarrestabile del cambio al vertice del pianeta, che dovrebbe consumarsi entro la metà del secolo.
Il racconto parte dal grande Mito Americano, che il giornalista rivisita in chiave autobiografica raccontando la sua “iniziazione” giovanile in California: la terra di tutte le rivoluzioni, sociali e tecnologiche, la culla dei grandi movimenti di rivolta e della società digitale, la società multietnica più compiuta ma anche un laboratorio politico per esperimenti conservatori che hanno segnato il capitalismo americano. Dai ricordi di vita sulla West Coast, tra la San Francisco Beat e la Silicon Valley di Steve Jobs, Rampini ripercorre il fascino del Secolo americano. Fino alla Grande contrazione economica che lui ha vissuto nel cuore del capitalismo mondiale, la New York dei Padroni dell’Universo (Wall Street). E’ un declino irreversibile? O l’America sta per stupirci di nuovo, come altre volte nella sua storia?
Ma se fosse una decadenza, la fine della Storia centrata sull’Occidente, stiamo per entrare nel Secolo Cinese? La narrazione di Rampini si sposta a Oriente, attinge ai suoi anni di vita in Cina, racconta una civiltà ancora misteriosa e arcana per noi. Mettendo in scena luoghi, personaggi, atmosfere, Rampini illustra la profonda diversità cinese. Arriva allo shock della “contaminazione”, l’irruzione della Cina al centro dell’economia globale, le sue aspirazioni a diventare potenza imperiale. Gli enigmi sono due. Perché abbiamo “tirato” la Cina dentro la globalizzazione, fino a diventarne le vittime? Dove ci porterà una superpotenza governata da poteri autoritari che calpestano i diritti umani?
La performance si conclude tornando a noi. Se siamo la periferia di un Occidente in declino, che cosa significa per noi vivere in questo straordinario rovesciamento di mondi, questa rivoluzione dei rapporti di forza? Lo spettacolo si arricchisce di una dimensione politica, diventa atto di denuncia. Dove abbiamo sbagliato, quali errori delle nostre classi dirigenti stiamo scontando. Dal laboratorio americano, sempre ricco di sperimentazioni sociali e di nuovi trend, fino alle forze nascoste dell’Europa nordica, Rampini conclude su un messaggio di speranza: è anche un programma d’azione, un appello alla passione civile, alla riscoperta che la Storia siamo noi.

BIOGRAFIA FEDERICO RAMPINI
Federico Rampini, corrispondente della “Repubblica” da New York, ha esordito come giornalista nel 1979 scrivendo per “Rinascita”. Già vicedirettore del “Sole 24 ore” e capo della redazione milanese di “Repubblica”, editorialista, inviato e corrispondente a Parigi, Bruxelles, San Francisco e Pechino, ha insegnato nelle università di Berkeley e Shanghai. E’ autore di numerosi saggi, tra cui Le paure dell’America (Laterza 2003), Tutti gli uomini del presidente. Bush e la nuova destra americana (Carocci 2004), San Francisco-Milano (Laterza 2004), Occidente Estremo (2010). Nel 2005 ha vinto il premio Luigi Barzini per il giornalismo e nel 2006 il premio Saint Vincent.