I VERI EROI

Caro direttore,
leggevo sulla prima pagina di un diffuso settimanale, che la moglie e suoi concittadini difendono Francesco Schettino affermando che non è un mostro. Mostro è chi uccide, violenta, tortura e l’ex comandante della Costa Crociere non è un mostro. Si può ribadire con certezza che non è un eroe nè un santo. E’ l’esatto contrario di Simone Neri, sottocapo della Marina che durante il nubifragio del 2009 a Messina, dopo aver salvato otto persone a Giampilieri, morì nel tentativo di salvare un bambino. Non pensò a salvare se stesso. Forse le navi grandi, piene di persone ma anche quelle piccole, sarebbe meglio affidarle a persone coraggiose e generose come quel sottocapo di prima classe.

Cordialità 
Paolo Pagliani

LA FAMIGLIA ATTENDE ANCORA

Caro direttore,
è constatato che nessun paese potrà mai uscire dalla crisi senza investire nel futuro, in ambito economico, politico o strutturale. Purtroppo il nostro Paese ha consumato irresponsabilmente per decenni ben più di quello che produceva scaricando sulle generazioni future i consumi di oggi e lasciando in eredità non un patrimonio ma un debito: un debito soprattutto pubblico. Non si investe su famiglia, figli e giovani ed il sistema attuale brucia a favore di adulti e anziani anche le risorse che non produce. In famiglia invece i genitori e gli anziani/nonni, in casa propria, regalano la propria liquidazione a figli e nipoti, proteggono i giovani dalla disoccupazione e dalla precarietà con il proprio reddito. I Paesi più accorti hanno capito che il futuro lo costruiscono le nuove generazioni, che solo nelle famiglie vengono protette quindi valorizzando il capitale umano investono nei giovani, nei sistemi formativi, nell’equità fiscale per la famiglia, in un welfare sussidiario spostando quote significative di PIL, dalle generazioni adulte e anziane a quelle giovani. La media europea di spesa pubblica per la famiglia e minori, è quasi doppia di quella italiana, eppure le le nostre famiglie, pur provate dalla crisi, rimangono custodi e protagoniste di una grande capacità di risparmio mentre il debito pubblico rimane un macigno che rischia di schiacciarci. Sogniamo e da tempo pretendiamo, una classe dirigente capace di capire quello che ogni famiglia ha ben chiaro nella sua fatica quotidiana. Abbiamo già aspettato troppo, è ora di agire, è urgente costruire una riforma del fisco a misura di famiglia che rimane il primo e più importante generatore di solidarietà tra le generazioni.
Le famiglie nonostante qualcosa si stia muovendo nell’ultima manovra, navigano a vista, “vivono alla giornata”, che peggiora sempre di più la situazione di chi decide di mettere al mondo un figlio e deve  pensare al futuro ed alla propria responsabilità per almeno 25-30 anni. E deve pensarci da subito.

Cordialità
Paolo Pagliani

KENNEDY PREDISSE CHE LE BANCHE AVREBBERO CREATO UNA GRANDE CRISI GLOBALE. POI MORI’.

Il 4 Giugno del 1963, un decreto presidenziale di John Fitgerald Kennedy, detto Ordine Esecutivo 11110, fu firmato impedendo alla Federal Reserve Bank di prestare soldi a interesse al Governo Federale degli Stati Uniti.La FRB sarebbe presto fallita e l’America sarebbe tornata l’unica vera detentrice del proprio debito.

John Fitzgerald Kennedy fu il primo presidente della storia a comprendere quanto lo strapotere delle banche private avrebbero ben presto creato un collasso dell’intero sistema economico e decise di combatterlo. Secondo JFK, le banche private, non potevano esseri i creditori di un’intera nazione e, cosa più importante, non potevano avere il potere di stampare monetaLe somiglianze fra la Federal Reserve e la BCE, nonché la nostra cara Bankitalia, sono a dir poco imbarazzanti.

JFK fu il primo ad opporsi alle banche private ma purtroppo anche l’ultimo. Il suo assassinio fece desistere qualsiasi altro presidente, americano e non, dal dichiarare guerra alle banche private.

L’Ordine Esecutivo 11110 avrebbe messo fine all’attuale sistema bancario mangia-soldi. La FRB, come tutte le banche del resto, prestava (e presta ancora) soldi che non ha. Solo un decimo dell’intero ammontare di capitale che le banche private danno in prestito, é realmente detenuto dalla banca. L’FRB crea a piacimento ricchezza. Un potere immenso per dei privati. Immenso e rischioso. É un enorme castello di carte, basta un semplice soffio di vento per farlo crollare. L’intero sistema si basa su soldi che le banche non hanno. JFK aveva compreso a pieno quanto tutto ciò fosse sbagliato. Aveva intuito che, di quel passo, l’intera economia mondiale sarebbe finita male. Aveva anticipato la crisi economica mondiale che ci sta affliggendo.

Con il suo Ordine Esecutivo, il Dipartimento del Tesoro avrebbe avuto il potere di “emettere certificati d’argento a fronte di ogni lingotto di argento/dollari d’argento della Tesoreria.” Questo significa che la Tesoreria degli Stati Uniti poteva introdurre soldi in circolazione basandosi esclusivamente  sui lingotti d’argento fisicamente presenti nelle casse dello Stato. Niente più speculazioni, niente più creazione ad hoc di falsa ricchezza. Solo una economia solida, costituita sul reale valore dell’argento realmente detenuto dal governo.

L’FRB non avrebbe più potuto prestare soldi ad interesse all’America. Gli uomini più ricchi del mondo non avrebbero più avuto in mano lo scettro del potere. Gli stavano per portare via il loro amato giochetto per fabbricare soldi.

Ma questo cacchio di Giovannino Fizgeraldo voleva proprio morire!? Si era già messo contro tutta l’ala conservatrice e militarizzata dell’America schierandosi contro la guerra in Vietnam, ci mancavano solo i banchieri privati da indispettire. La sua morte era già praticamente scritta.

4 miliardi di banconote degli Stati Uniti, stampati cioè dalla Tesoreria e non dai privati, sono stati messi in circolazione in tagli da 2 e 5 dollari. Ben presto avrebbero sostituito le banconote stampate dai privati. Furono stampate dal Dipartimento del Tesoro anche banconote da 10 e da 20 dollari, ma non vennero mai messe in circolazione in quanto Kennedy, nel frattempo, venne assassinato. La sua politica morì con lui. Tutte le banconote stampate dalla Tesoreria vennero immediatamente ritirate. Davvero JFK pensava che avrebbe potuto sopravvivere dopo aver tolto alle banche private l’incostituzionale diritto di stampare moneta?

Le “Banconote degli Stati Uniti” furono emesse come valuta senza interessi e senza debiti avvallate dalle riserve d’argento nella Tesoreria degli Stati Uniti. Nessun privato si arricchì in questa transazione. Molti privati s’ incazzarono.

L’artefice di tutto ciò venne ucciso il 22 Novembre 1963I banchieri privati tornarono a sorridere e a speculare. Nessun altro presidente della storia degli Stati Uniti si azzardò mai più ad applicare l’Ordine Esecutivo 11110.

Quell’Ordine Esecutivo in realtà é ancora lì. Non é stato mai abrogato da nessun governo. Basterebbe che il Presidente Obama applicasse semplicemente la legge per decapitare la Federal Reserve. Evidentemente però tiene troppo alla sua vita. Non é facile andare incontro alla morte sicura per il bene del proprio popolo. JFK lo sapeva bene. La mafia delle banche pure: Kennedy é diventato il monito per tutti coloro che vogliano un giorno opporsi al potere delle banche: quei simpaticoni della FRB hanno anche avuto il coraggio di stampare l’effige di JFK su dei dollari d’argento. Mai monito fu più macabro ed efficace. Nessuno osa più pestargli i piedi.

Link: http://ilcorsivoquotidiano.net/2011/11/30/kennedy-banche-crisi-assassinio/

GIOCHI PERICOLOSI

Cari amici del Portico,
in queste calde sere estive fare due passi serali in compagnia, magari dopo esser passati dalla gelateria e sedersi nei giardini della nostra piazza illuminata, trova sempre più adesioni tra amici. Abbiamo diverse volte constatato purtroppo che bimbi giocosi, oltre a calpestare ripetutamente le aiuole, si arrampicano sino in cima al monumento che si trova centralmente ai giardinetti. Ovviamente sotto gli occhi dei genitori, non solo extracomunitari, queste “sfide”, vengono da noi ritenute pericolose, in quanto non vorremmo nemmeno lontanamente pensare che uno cadendo, battesse pure la testa. Se ti azzardi a consigliare prudenza, in maniera gentile e cortese non sortisce nessun effetto, anzi ….potrebbe verificarsi l’effetto opposto!! La penuria di polizia urbana è un dato di fatto che ben conosciamo però qualora capitasse talvolta, qualche loro divisa, certamente la loro presenza, riporterebbe un limite al rincorrersi sfrenato e trasgressivo.
Auguriamoci che tutto prosegua per il meglio, come chi passeggia sotto i portici e deve evitare giovani e adulti che in bici sfrecciano con poca educazione, irritati addirittura, specialmente dopo un bonario rimprovero.

Un cordiale saluto
Paolo e amici

VIA I CONTADINI DALLE LORO TERRE

Caro direttore,
in Italia come nel resto della UE, il dibattito sull’immigrazione dai paesi extracomunitari viene condotto in genere senza che emerga in esso alcun riferimento al principale fattore che entro quei paesi alimenta i movimenti migratori. Ogni tanto viene menzionata la povertà ma questa è un effetto di quel fattore primario che va visto nella massiccia espulsione ogni anno, di milioni di contadini dalle loro terre. Le cause possono sintetizzarsi nella razionalizzazione dell’agricoltura, mietitrebbie al posto delle falci, buoi sostituiti dai trattori, sementi OGM, che provocano sì un aumento strepitoso della produttività ma riduce i contadini che non sanno cosa fare. Una seconda causa sono i grandi progetti di sviluppo finanziati per lo più dalla Banca Mondiale, mega opere come la diga delle Tre Gole in Cina dove si priveranno della terra circa due milioni di contadini. C’è da menzionare inoltre le guerriglie interne specie in America latina dove gli scontri hanno scacciato dai loro poderi milioni di campesinos. L’Africa non è da meno e questi sradicati (privato delle proprie abitudini, della propria cultura: Esempio: molti immigrati si sentono completamente sradicati.) vanno ad ingrossare le baraccopoli sterminate di San Paulo, Giacarta, Lagos, Manila, Karachi, Delhi, tutte zone sottosviluppate dove si vive in campi orrendi, o si cerca di emigrare ad ogni costo. Il fatto è che l’economia contemporanea non sa che farsene dei tre miliardi di uomini e donne che hanno perso o perderanno presto la loro terra; tema che riguarda, per ora modestamente, pure noi italiani. Come forze lavoro sono in esubero, per usare un termine indecente nel comune gergo aziendale e come consumatori, poi, sono un disastro perché guadagnano meno di due euro al giorno. Credo che occorra aiutarei paesi meno sviluppati  a modernizzare l’agricoltura mediante tecnologie e modelli organizzativi sostenibili facendo in modo di mantenere sulla terra le popolazioni rurali, migliorandone il livello di vita, anziché espellerle in massa. E questo non tanto perché ci conviene, perché altrimenti arriveranno a piedi, a nuoto, su zattere, Tir, e carrette del mare. Ma soprattutto perché “quando si arriva al punto in cui la metà del mondo guarda alla TV l’altra metà del mondo che muore di fame, la civiltà è giunta alla fine”.

Cordialità
Paolo Pagliani
Novellara 

COMUNICAZIONE IMPORTANTE PER I NATI NEL 1961

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Alcuni di noi “ragazzi del ’61” , hanno pensato che sarebbe bello trovarsi una sera per festeggiare la meta raggiunta.

Il 30/09/2011 ore 20:30 ci troviamo presso il ristorante la Bussola di Campagnola, per cenare in compagnia con musica e canti dal vivo.

Sollecitiamo i nativi di Novellara, oppure che hanno trascorso un periodo significativo nel nostro bel paese, di comunicare la partecipazione al fine di dare al Ristorante un numero attendibile di partecipanti:
– inviare una mail a novellaresidel61@libero.it oppure
– inviare un SMS o telefonare ai numeri
3475775885 – 3498023782 – 3494385961

Il comitato promotore

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