Comunicato Stampa Gruppo NOI (Novellara)

Noi novellara pd
[Quanto emerso col filone di indagine Aemilia ha portato gli inquirenti a nuove ed importanti indagini che hanno visto nei giorni scorsi l’arresto di altre persone oltre a beni e valori sequestrati per oltre 330 milioni di euro. Il gruppo NOI esprime profonda gratitudine verso le autorità e gli organi competenti per l’impegno profuso. Una mala pianta quella della criminalità organizzata, che va estirpata alla radice con un lavoro quotidiano di informazione e sensibilizzazione al tema. Ci fa ancora male vedere quanto le istituzioni siano allergiche alla vera antimafia, adottando un atteggiamento quasi sempre solo di apparenza e superficialitá. Arriviamo cosí a leggere su certi giornali che il problema non sono le associazioni mafiose o le famiglie mafiose, ma viene spostata l’attenzione su un problema culturale; si sposta cosí l’attenzione della legalità a un “razzismo” culturale che di nuovo divide tra nord e sud. Tutto questo non fa altro che dividere la società e dare spazio alla mafia quando invece tutta la Comunità italiana dovrebbe essere unita e forte contro ogni associazione mafiosa e contro tutti quei singoli che fanno omertà, giustificano o permettono il dilagamento della mafia. Come gruppo NOI abbiamo scelto di impegnarci e parlare di legalità due anni fa ormai e vogliamo continuare su questa strada consapevoli del grande lavoro che ancora ci aspetta. “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.” diceva Paolo Borsellino perché è solo grazie alla conoscenza del fenomeno che possiamo combatterlo e vincerlo.
A distanza di 23 anni dalla strage di via D’Amelio il tempo sembra essersi fermato. Il caso Sicilia che sta imperversando sulle pagine dei quotidiani ci dimostra quanto sia difficile far attecchire la cultura della legalità e dell’antimafia nonostante il sacrificio di vite umane che hanno speso la propria vita per questi ideali e che non devono morire relegati al ruolo di ideali stessi ma devono farsi voci, teste, braccia, gambe e mani tese a sconfiggere questo terribile cancro che è la mafia e la criminalità organizzata tutta. E così il gruppo NOI solidarizza con Lucia Borsellino, la quale, suo malgrado, ha rassegnato le dimissioni a causa di un coacervo di interessi che da sempre l’ha fortemente ostacolata e vessata. La Sanità in Sicilia è la prima Azienda fonte di reddito ed il lavoro svolto dalla Borsellino, mirato all’annientamento degli interessi particolari, degli sprechi, mirato ad una semplicità e funzionalità della Sanità in quanto diritto fondamentale dei cittadini, ha creato fastidio alla vecchia guardia non abituata ad un tale progetto di lavoro.
Il Coraggio col quale Manfredi ha parlato al palazzo di Giustizia di Palermo deve essere in ognuno di noi. Fino a quando la società civile non si farà carico di una vera e propria educazione dell’antimafia e della legalità, traducendola quotidianamente in esempi concreti per sé e per le generazioni future, la mafia avrà un vantaggio, ma la mafia è un fenomeno degli uomini e come diceva Falcone ” come tale è destinata a morire “.]
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E se Aldo Moro non fosse morto?

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MARIA FIDA MORO, ci racconterà la figura di Aldo Moro, come padre di famiglia, marito e nonno, oltre che di uomo politico, per ricordarlo a 37 anni dalla scomparsa.
Non vogliamo soffermarci solo sui 55 giorni della sua prigionia, ma indagare anche la figura di uomo al di fuori della sfera pubblica e politica. A intervistarla non saranno niente di meno che i ragazzi del Gruppo NOI
Vi aspettiamo quindi a NOVELLARA, Sabato 18 Aprile alle 17.30 al Circolo Ricreativo con Maria Fida Moro e i ragazzi del Gruppo NOI

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Comunicato stampa serata 19 dicembre Novellara, gruppo NOI

KillerVoleva vendicare il padre uccidendo il suo killer. Revolver in mano, pronto a fare fuoco. Un attimo prima di premere il grilletto però, si è fermato. Tra giusto e sbagliato il passo è breve. Ora è un giornalista affermato e nel suo curriculum annovera importanti articoli e inchieste. Cresciuto tra i vicoli di Palermo ha saputo sfruttare l’intuito e le conoscenze per documentare alcuni dei più importanti omicidi di mafia che hanno sconvolto la Sicilia nei primi anni novanta. Stiamo Parlando di Francesco Viviano giornalista de “La Repubblica” dall’incredibile storia: il padre ladruncolo ucciso dalla mafia, una famiglia povera, ed un contesto poco felice tra ladri e futuri boss, contribuiscono a far crescere nel futuro giornalista un sentimento di vendetta verso quell’uomo che aveva brutalmente freddato il padre. Ma ora può raccontare una storia diversa e lo fa nel libro autobiografico “Io, Killer mancato”. Francesco Viviano sarà a Novellara venerdì 19 Dicembre in sala civica (interno Rocca dei Gonzaga) alle 21, intervistato da Pierluigi Senatore. Un’altra serata all’insegna della legalità organizzata dal gruppo Noi (nuovi orizzonti insieme).

Daniele Gareri

Per gli inserzionisti del PORTICO, il vantaggio di essere visibile on-line.

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