Sul terremoto che ha colpito l’Emilia

Il terremoto che ha colpito l’Emilia, oltre alle province di Mantova e Rovigo, è questione su cui il PD sta spendendosi in ogni sede per trovare soluzioni adeguate agli effetti di un sisma che ha danneggiato la popolazione, servizi pubblici essenziali, il patrimonio storico e culturale e, specificità di questo terremoto, il sistema produttivo. Sono necessari serietà, misure adeguate e una grande solidarietà.
La reazione degli emiliani è stata pienamente all’altezza della situazione. Mi riferisco alla volontà di riprendere e ricostruire dimostrata dalla popolazione, al genio imprenditoriale continuamente alla ricerca di ogni soluzione possibile per riprendere la produzione e all’azione degli amministratori locali e regionali. Il Presidente Errani e i sindaci in primo luogo sono un esempio di impegno civico che ha visto un apprezzamento corale.
Anche l’azione dei circoli del PD e dei Giovani Democratici in questa regione, impegnati a trovare fondi con diverse iniziative e a portare un’azione concreta di aiuti, va in questa direzione. Così come si è espressa al massimo livello la solidarietà dei cittadini.
E l’azione del Governo e delle istituzioni nazionali?
Ci sono luci e ombre, ma a mio avviso prevalgono gli elementi positivi.
Cerco di evidenziarli: il Governo, a differenza di quello precedete nella vicenda dell’Aquila, non ha agito per ottenere consensi facendo un po’ di scena, ma è intervenuto con provvedimenti concreti e non ha centralizzato la governance delle azioni, ma ha fatto perno sui Presidenti delle tre Regioni, con un ruolo fondamentale dei Sindaci;
vi sono state misure per l’emergenza collegata a quella per l’avvio della ricostruzione, con attenzione all’insieme dei problemi;
con il decreto legge così come modificato dalla Camera, vi sono risorse rilevanti, seppur insufficienti, per gli interventi sul patrimonio pubblico e per i servizi scolastici e sanitari, nonché per i privati, sia sul versante abitativo che produttivo; vi sono sospensioni dei tributi, dei contributi e di altri aspetti amministrativi; vi sono disposizioni per l’adeguamento sismico dei capannoni industriali e per affrontare alcune problematiche settoriali, come quelle del parmigiano-reggiano o della ricerca industriale nel biomedicale; vi sono misure per un primo – insufficiente – allentamento del patto di stabilità interno per i Comuni interessati dal sisma: nelle modifiche del decreto i parlamentari PD hanno agito in sintonia con la Regione, hanno ricercato l’intesa con le altre forze politiche nella commissione ambiente e lavori pubblici e poi hanno difeso in commissione bilancio il testo della commissione di merito, che sarebbe stato invece quasi azzerato in base alle osservazioni della Ragioneria dello Stato;

IL PD HA PROPOSTO ALLA CAMERA DI DESTINARE I TAGLI AI RIMBORSI ELETTORALI DEI PARTITI PER INTERVENTI CONSEGUENTI AI DANNI PROVOCATI DA TERREMOTI E CALAMITA’ NATURALI DAL 1° GENNAIO 2009. CIò E’ DIVENTATO PROPOSTA DI TUTTI I GRUPPI E APPROVATO ALLA CAMERA; IL SENATO HA CONFERMATO QUESTA SCELTA CHE ORA E’ LEGGE, PER CUI QUESTE RISORSE VANNO AI TERREMOTATI E NON AI PARTITI.

Altri 150 milioni verranno da risparmi sulle spese della Camera dei Deputati, sulla base di una proposta bipartisan dei deputati eletti nelle zone colpite;
Si sono trovate risorse per interventi urgenti, come quelle sui campanili, che permettono di far uscire dalle zone rosse parti dei centri storici con abitazioni e attività commerciali e produttive.
Sono primi risultati, insieme a prime indicazioni sul limite cui potrà arrivare il contributo pubblico per gli interventi sulle case inagibili (fino all’80%) e alla programmazione delle azioni per la ripresa delle attività scolastiche.
Non tutto è risolto. Molto resta da fare. I 2,5 miliardi del decreto legge non bastano. A mio avviso occorrerà prorogare per tutto il 2013 l’aumento dell’aliquota delle accise sulla benzina, che darebbe quasi 1 miliardo in più.
Occorre sostenere maggiormente Comuni e Province, con ulteriori allentamenti del patto di stabilità interno e con sostegni per i problemi di cassa derivanti dalla sospensione dei pagamenti anche dei tributi locali.
Il parere della Commissione Bilancio chiede al Governo di prevedere altre misure in questo senso. Il Governo si è impegnato ad inserire misure anche in altri provvedimenti già all’esame delle Camere e sta operando per acquisire risorse dall’Unione Europea.
Occorre avere una fortissima attenzione ai problemi della ripresa delle attività produttive: nella zona colpita si produce il 2% del PIL nazionale; se non si riprende, la crescita italiana diventa una chimera. Occorre sostenere in tutti i sensi i cittadini colpiti.
L’impegno del PD sarà costante per ridare un futuro a questa parte dell’Emilia.

On. Maino Marchi
Relatore in Commissione Bilancio
della Camera sul decreto legge per il terremoto

Dove vanno a finire i soldi degli SMS dei terremotati?

Al consiglio comunale di Assisi un’interpellenza sui fondi per l’Abruzzo decine di milioni sono gli euro donati dagli italiani dopo il sisma del 6 aprile 2009. Di molti si è persa letteralmente traccia. Di altri, come quelli raccolti dal comune di Assisi, non se ne conoscono le cifre e non è ancora stato inviato un centesimo a quasi due anni dal terremoto. Il sindaco in carica, Claudio Ricci (PdL), ritiene opportuno inviarli con comodo, dopo l’approvazione del bilancio 2011. E non c’è fretta nel consiglio comunale, in cui un’interpellenza del 4 marzo appariva come ultimo dei 14 punti all’ordine del giorno.
Di altri fondi si ha la trasparenza della destinazione, come quelli relativi agli SMS affidati alla Etimos dalla Protezione Civile, potendone almeno verificare impieghi e costi di gestione.
CHI E’ ETIMOS S.c.: un consorzio finanziario internazionale, con sedi in Italia, a Padova, e tre sedi decentrate in Sri Lanka, Senegal e Argentina. Da più di vent’anni raccoglie il risparmio e lo gestisce nei Paesi in via di sviluppo, con programmi di microcredito, cooperative di produttori, iniziative microimprenditoriali e organizzazioni di promozione sociale. Nel 1999 contribuisce a fondare Banca Etica, nel 2002 Sefea (la Società europea per la finanza etica e alternativa). Dal 2006 l’espansione e consolidamento in Asia, Africa e Sud America. Il capitale è fornito alla Etimos da risparmiatori (banche, fondazioni, cooperative, enti ecclesiali, Ong, imprese e privati) interessati a strumenti per investimenti socialmente responsabili, ma anche remunerativi sotto il profilo finanziario.
GLI SMS, 5 MILIONI DI EURO: sperimentata con parte delle donazioni raccolte dopo lo tsunami in Sri Lanka, in cui fu avviato un progetto di microfinanza, la collaborazione fra Etimos e Protezione Civile si ripete in Abruzzo, con una convenzione stipulata il 23 novembre 2009, e con l’assegnazione di 5 milioni destinati ad attività di recupero del tessuto socio-economico nel post-terremoto. Anche se il capitale fornito alla Etimos non proviene, in questo caso, da risparmiatori interessati a una remunerazione di quanto investito.
PROGETTO E COSTI: dei 5 milioni iniziali, 470mila vanno in “oneri riferiti alla gestione operativa del progetto per tre anni, a far data da dicembre 2009”, ci conferma Chiara Benvegnù, coordinatrice Progetti Innovativi Etimos, “somma largamente insufficiente” — aggiunge alla nostra richiesta di conoscere altri costi oltre a quelli indicati -“in ogni caso stiamo cercando di attivare tutte le possibili sinergie pubbliche e private, volte al raggiungimento di una sostenibilità dell’iniziativa nel medio-lungo termine”. Dei 4,53 milioni restanti, è previsto un plafond di 500mila euro per famiglie e singoli, 3,53 milioni per micro e piccole imprese, 500mila per cooperative, associazioni e imprese sociali.
All’8 marzo, l’ammontare complessivo dei crediti erogati dalle banche è di 204mila euro, di cui 54mila per famiglie (11 richieste) e 150mila per imprese (7 richieste). Sono nel complesso 132 le richieste di credito accolte presso i centri Caritas, incaricati di valutare i bisogni delle persone ed eseguire una prima valutazione in fase di pre-istruttoria che viene poi inviata alle banche. Abbiamo chiesto alla Etimos se era il caso di rivedere l’impostazione del progetto, in caso di scarso utilizzo dei fondi disponibili. Nella risposta si indica che “il Dipartimento della Protezione Civile e il Consorzio Etimos valuteranno assieme agli altri partner del progetto una diversa destinazione delle residue disponibilità economiche, coerente con le finalità dell’iniziativa e i bisogni della popolazione”.

Fonte:

http://www.youtube.com/watch?v=K6ezWXhf8YY&feature=em-uploademail

LETTERA DI UN’AQUILANA ALLE TERREMOTATE EMILIANE

Ciao donne emiliane, la terra trema, le certezze crollano insieme ai muri, ai capannoni, insieme agli uomini, alle donne, con loro crollano i ricordi, gli amori, i progetti.
Vorresti gridare ma non hai voce e poi se gridi i muri rimangono crollati, le persone sotto le macerie, i sogni frantumati. Eppure lo vorresti un abbraccio che ti dica ci sono qui per aiutarti…
Eppure vorresti ritrovare anche quella forza che sempre ti ha tirato fuori dalle situazioni più difficili, quella forza che ogni volta pensavi di non avere.
Un terremoto si sa può accadere, se ne parla e le scosse che hanno accompagnato quella più devestante ce ne hanno fatto sentire l’odore.
Che odore ha un terremoto… L’odore della terra, quella terra amata, lavorata, faticata, sudata, l’odore della solitudine all’improvviso, di quella solitudine che improvvisamente ti fa sentire il vuoto intorno. L’odore della morte e della vita si mescolano insieme e l’odore potente della rabbia. Rabbia per chi non c’é l’ha fatta. I morti di una famiglia sono i morti di tutti. Si piange insieme, si è sconvolti insieme… Ci si arrabbia insieme…
Intanto sul quello che provi e che conosci solo tu ci scrivono fiumi di parole, fiumi di dibattiti, e tu dici: “Quante parole vuote, queste cose le “sente” chi le prova”. Promesse che non saranno mantenute e lo sai… Lo sai perché questo non è il primo terremoto della tua vita. Che ne sanno cosa hai lasciato sotto le macerie. Abbandoni, dolori, rifiuti, ma anche amori travolgenti, viaggi, tutto quello da cui ti sei rialzata e che conosci anche tu.
Già… ognuno sa quanti terremoti hanno devastato la propria vita… Ognuno lo sa…
In fondo, donne emiliane, che importa se a conoscere queste verità interiori siete solo voi, siamo solo noi donne. Alla fine lo sappiamo che ci rialzeremo e scrollandoci la polvere ed asciugandoci le lacrime con il braccio, andremo di nuovo avanti. E voi donne emiliane, lo farete come lo abbiamo fatto noi. E continuiamo a farlo, donne forti le donne emiliane, coraggiose, tenaci… Altri si riempiono di parole la bocca e voi farete, agirete, superete… Come in fondo una donna vera fa sempre. Sempre.
So che non mollerete, voi avete aiutato noi, noi aiuteremo voi, ed impareremo da voi. E molti impareranno da voi come ci si rialza da un terremoto, da lutti atroci che non ci sarebbero dovuti essere.
Ma quanti lutti una donna sopporta nella vita e mai si veste di nero, ma mette il suo vestito di sempre quello di una guerriera della vita. Ciao donne emiliane. Coraggio. Vi voglio bene una ad una.

Sonia Etere

È una lettera toccante, rivolta alle donne, ma credo anche agli uomini, anche loro sono coinvolti da questo terremoto.
L’Aquila del dopo terremoto ci manda un messaggio importante: cià che aiuta veramente a superare un ciclone come il terremoto è l’affetto, il sostenerci reciprocamente, il condividere con le parole il proprio sentire.
Per questo vorrei invitare uomini e donne a scrivere, a comunicare la propria esperienza di terremoto, perché trovare le parole per dirlo è già un primo passo per rialzarci, per alzare lo sguardo e per condividere una sofferenza comune, per aiutare chi le parole non le trova a sentirsi parte di una comunità dove nessuno è lasciato a sentirsi solo. E’ un’esperienza già sperimentata e condivisa a L’Aquila dopo il loro terremoto e pubblicata in due piccole raccolte di scritti.

Vi invito allora a scrivere a:   barbross@libero.it

Non per la solita privacy, ma per il rispetto di chi non vuole esporre in prima persona i propri sentimenti, ma comunque metterli in comune, ciascuna ciascuno è libero di mantenere l’anonimato, se vuole, con la scelta di un nome qualsiasi. I risultati di questo lavoro verranno poi messi a disposizione di tutti, grazie alla collaborazione degli amici del Portico e l’esito finale, concordato con gli autori autrici degli scritti, pubblicato in una raccolta.
Sarà interessante anche mettere a confronto ciò che raccontano gli uomini e ciò che raccontano le donne e leggerne le differenze.
Resteremo in contatto.
Buoni pensieri e parole a tutti tutte

Barbara Rossi, psicologa psicoterapeuta

TERREMOTO: i consigli per i bambini

Per portare un piccolo contributo a sostegno di tutte le famiglie della Bassa Reggiana che in questi giorni stanno affrontando l’esperienza del terremoto, inoltriamo i consigli educativi dell’associazione internazionale SAVE THE CHILDREN. Ricordiamo che il Centro per le Famiglie è a disposizione per consulenze educative, telefonando ai seguenti numeri:

  • Anna Avanzi, psicologa tel. 3349233145
  • Giliola Belli, pedagogista tel. 3394877682
  • Marisa Menzà, psicologa tel 3286144665
  • Daria Zanichelli, psicologa tel. 3289129195

Il decalogo dell’organizzazione, pubblicato sul sito internet www.savethechildren.it, prevede:

  1. Evitare che i bambini stiano troppo davanti alla televisione: continuare a veder immagini del disastro non aiuta i bambini a superare il trauma, perché potrebbero non capire che si tratta di immagini registrate e pensare che l’evento catastrofico sia ancora in corso.
  2. Ascoltare attentamente i bambini: prima di fornire loro informazioni, cercare di capire qual è la percezione dell’evento e quali i loro interrogativi in merito. Iniziare a dialogare con loro per fornire delle spiegazioni chiare di quanto accaduto, che siano comprensibili in base all’età, lasciando che esprimano le proprie preoccupazioni e tranquillizzarli.
  3. Rassicurare i bambini e fornire loro il primo supporto psicologico: rasserenarli spiegando loro quello che si sta facendo per proteggerli, nonché informarli che durante un’emergenza la cosa che si considera prioritaria è aiutarli, affinchè si sentano al sicuro.
  4. Accettare l’aiuto di esperti: in caso di vittime in famiglia è importante considerare di rivolgersi a personale specializzato per aiutare sia i bambini che gli altri membri della famiglia a superare il trauma della perdita. Inoltre, anche se non hanno sperimentato direttamente questo shock, bisogna considerare che i bambini possono essere stati turbati da scene che hanno visto o storie che hanno ascoltato. I genitori devono prestare particolare attenzione ad ogni cambiamento significativo nelle abitudini relative a sonno, nutrizione, concentrazione, bruschi cambiamenti d’umore, o frequenti disturbi fisici senza che ci sia un’apparente malattia in corso, e in caso questi episodi non scompaiano in un breve lasso di tempo, si consiglia di rivolgersi a personale specializzato.
  5. Aspettarsi di tutto: non tutti i bambini reagiscono allo stesso modo ad eventi traumatici e con lo sviluppo, le capacità intellettuali, fisiche ed emozionali dei bambini cambiano. Se i più piccoli dipendono dai propri genitori per avere la chiave d’interpretazione di quanto accaduto, quelli più grandi e gli adolescenti attingono informazioni da varie fonti. Tener presente che soprattutto gli adolescenti possono essere maggiormente colpiti da queste storie proprio perché in grado di capire meglio. Benché i ragazzi più grandi sembrano avere più strumenti a loro disposizione per gestire l’emergenza, hanno comunque bisogno di affetto, comprensione e supporto per elaborare l’accaduto.
  6. Dedicare tempo e attenzione: i bambini hanno bisogno di sentire che gli adulti di riferimento sono loro particolarmente vicini e di percepire che sono salvi e al sicuro. È fondamentale parlare, giocare con loro e soprattutto ascoltarli, trovare il tempo per svolgere apposite attività con i bambini di tutte le età, leggere loro storie o cantare l’abituale ninnananna per farli addormentare.
  7. Essere un modello: i bambini imparano dai grandi come gestire le emergenze. Occorre essere attenti ad esprimere le proprie emozioni di fronte ai bambini a seconda della loro età.
  8. Imparare dall’emergenza: anche un evento catastrofico può essere un’opportunità di far capire ai bambini che tutti viviamo in un mondo dove possono accadere queste cose e che in questi momenti è essenziale aiutarsi l’un l’altro.
  9. Aiutare i bambini a ritornare alle loro normali attività: quasi sempre i bambini traggono beneficio dalla ripresa delle loro attività abituali, dal perseguire i propri obiettivi, dalla socialità. Quanto prima i bambini ritorneranno al loro ambiente abituale e meno si continuerà a parlare del sisma, più riusciranno a superare velocemente il trauma.
  10. Incoraggiare i bambini a dare una mano: aiutare gli altri può contribuire a dare ai bambini un senso di sicurezza e controllo sugli eventi. Soprattutto gli adolescenti possono sentirsi artefici di un cambiamento positivo. È pertanto importante incoraggiare i bambini e i ragazzi a dare il loro aiuto alle organizzazioni che assistono i loro coetanei.

Centro per le Famiglie Bassa Reggiana www.centrofamiglie.eu