NEL PANTANO

Vedeva se stesso sulla riva, come una figura anziana e patetica che urla qualcosa a una flottiglia di giovani che scivolano nel fatale pantano del mondo: le risorse che diminuiscono, le libertà che scompaiono, gli spietati annunci pubblicitari che s’ adattano a un’ insensata cultura popolare fatta di musica e birra e di giovani femmine dalla magrezza e dalla forma fisica impossibili.

John Updike

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L’espressione scoraggiata di un anziano educatore che tenta di comunicare invano qualche valore ai giovani che, sono attratti da musica, birra e ragazze, l’abbiamo provata un po’ tutti noi adulti. Lo rappresenta con amarezza un noto scrittore americano Updike nato nel 1932 dove in un suo romanzo sostiene che la tentazione di sentirsi del tutto inutili e fin ridicoli è una considerazione per lui pessimistica. Certo è che tante volte il pantano in cui i giovani scivolano, fatto appunto di alcol, di droga, di sesso, di vuoto assordante, è una realtà che stringe il cuore e fa spegnere sulle labbra le parole di ammonimento e di sensatezza. Eppure non ci si deve rassegnare per due ragioni, la prima è legata al fatto che – come diceva Pascal – <<l’uomo supera infinitamente l’uomo>> e può quindi sempre avere in sé una scintilla di salvezza, un seme di redenzione, una segreta capacità di non soccombere. L’altro motivo di speranza è anche in quella folla di giovani – pensando al volontariato – che hanno in sé una forte carica di passione, di creatività e di vita: sono loro spesso a infondere fiducia e speranza a noi adulti o anziani.

Serena giornata e buona settimana
Paolo Pagliani

L’educatore di cortile a Novellara raddoppia la sua presenza sul territorio

CroceGiovedì 14 febbraio dalle ore 17.00 presso il bar Roma in Piazza Unità d’Italia 34 si svolge uno spettacolo di burattini, momento conclusivo del laboratorio di costruzione e animazione di marionette, nato all’interno del progetto “Educatore di cortile” del Comune di Novellara.
L’educatore di cortile è un progetto che si propone di operare sul territorio incentivando iniziative di promozione sociale, inclusione, nuovi stili di vita e di consumo.
Proprio attraverso questi laboratori incentrati sul tema dell’orto e dell’orticultura è stato possibile porre le basi per una socializzazione e condivisione dei beni comuni tra giovani e intere famiglie, utile per realizzare in primavera orti comuni e collettivi in via Primo Maggio e via Matteotti, zone scelte per riproporre, dall’esperienza di San Bernardino, attività volte alla conoscenza e socializzazione tre le famiglie, alla promozione di pratiche di buon vicinato ed alla prevenzione della conflittualità.
L’educatore di cortile a Novellara è infatti attivo dal 2011, quando il Comune di Novellara, l’Istituzione sociale I Millefiori e Caritas Diocesana di Reggio Emilia decisero di avviare quest’esperienza di collaborazione nella frazione di San Bernardino, per cercare di ricostruire ponti comunicativi e relazionali verso le famiglie presenti e verso la comunità della frazione.
La frazione di San Bernardino è stata infatti interessata da alcune significative trasformazioni, sia per quanto riguarda il progressivo venir meno di servizi, che per quanto riguarda la composizione della popolazione che vede sempre più la presenza di famiglie straniere con molti minori e di famiglie autoctone che gravitano per l’uso dei servizi socio-sanitari-educativi sul Comune di Novellara.
Tutto ciò si è intensificato con la dura crisi economica che ha lacerato un tessuto sociale importante e che era necessario recuperare.
Si è partiti da una prima indagine ed emersione dei bisogni specifici del territorio e ne è emerso un quadro ben chiaro. Sono sempre i più giovani a soffrire di un distaccamento dal capoluogo, da qualsiasi tipo di occasione di incontro e relazione.
E’ stato quindi messo a disposizione un operatore di strada che dal martedì al venerdì nei locali messi a disposizione da Caritas (nella canonica) offre ai bambini dai 6 ai 12 anni un supporto educativo e dai 13 anni in poi un supporto allo sviluppo della socialità.
Inizialmente a questi incontri partecipavano una ventina di  giovani, ma velocemente il gruppo si è allargato alle donne ed in generale alle famiglie. Considerato l’interesse ed i reali benefici di queste mediazioni, il progetto è stato quindi allargato al capoluogo puntando però sulla convivenza all’interno dei condomini.