LA POCEDA

La Poceda

VIVERE LA DOMENICA

domenica-manifesto_2888505_701496Caro direttore, da almeno duemila anni la domenica il mondo cristiano si ferma, si concede una pausa dal lavoro, perché giorno di vittoria sulla morte e quindi giorno di festa, occasione di riposo e riflessione, di preghiera e meditazione. E’ fin troppo banale far presente che, da vari anni ormai, la domenica sostituisce lo “stress da lavoro”  con lo “stress da divertimento a tutti i costi”, fino ad arrivare, ormai sempre più spesso, all’apertura domenicale dei grandi negozi e anche di fabbriche e uffici. La gente oggigiorno sembra essere terrorizzata dal silenzio: ha paura di fermarsi a pensare, a riflettere. Da qui la smania di riempire di “cose” anche i giorni di festa come il carrello del supermercato dove da un’ indagine Istat, rivela che gli oggetti futili e inutili subiscono un’ impennata. Ma oggi, nonostante tutti i tentativi per renderla una giornata desiderabile, non si è evitata la noia e lo stordimento collettivo. Per cinque giorni la settimana la città è una bolgia forsennata; negli altri due pure ed inevitabilmente le relazioni umane vanno a farsi benedire. C’è chi spinge per l’apertura domenicale dei negozi lo fa per interesse, non per rendere un servizio ai cittadini; i nostri sprechi li pagano tutti, durissimamente, sulla loro pelle i contadini, le operaie, i bambini del mondo povero. Dobbiamo portarci per mano verso la sobrietà, parola facile da pronunciare quanto difficile da praticare, per le ovvie rinunce, ce ne saranno grate anche quelle mamme e quei papà, costretti a servirci dietro una cassa nei supermercati anche di domenica, ce ne saranno grati i loro bambini che, finalmente, potranno passare la festa con i genitori, ve ne sarà grato il mondo povero, spogliato sistematicamente dalle nostre rapine; ce ne sarà grato il futuro. Ma se il nostro futuro non sarà segnato dalla sobrietà, cioè dal consumare meno per consumare tutti, il futuro – semplicemente – non sarà. Pensiamoci, almeno di domenica.

Buona domenica 
Paolo Pagliani

Ballotta 2014B

Domenica 3 febbraio: appuntamento con l’antiquariato ed il cinema

mercatino-antiquariato-san-marino_large_2724_5425Per tutta la giornata di domenica 3 febbraio, come ogni prima domenica del mese, i portici del centro storico accolgono decine di espositori del mercatino dell’antiquariato e collezionismo. L’iniziativa è arricchita da Fiat 500 Club Italia che organizza il tradizionale ritrovo di auto e moto d’epoca attorno ai giardini di Piazza Unità d’Italia dalle 8.00 alle 19.00.
Chi deciderà di trascorrere la domenica a Novellara avrà anche l’opportunità di accedere gratuitamente al diversi spazi espositivi nella Rocca dei Gonzaga: dal Museo Gonzaga alla Sala Civica dove sono raccolte le opere di Augusto Daolio (entrambe aperte dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.30) fino all’Acetaia comunale (aperta dalle 10,00 alle 11,30 e dalle 15,30 alle 17,00) collocata nel sottotetto della Rocca.
01Domenica 3 febbraio si conclude anche la rassegna cinematografica dedicata alle famiglie. L’ultimo film, proiettato alle 15.00 ed alle 17.00 sarà “Ralph spacca tutto”. Costo ingresso 5.00 euro, gratuito fino ai 4 anni.

FESTA: DIRITTO AL RIPOSO

DiesDomini-bigGentile direttore, il riposo – nel senso più immediato e banale della parola – è necessario alle persone e lo Statuto dei lavoratori in tutte le società avanzate, ne sancisce il diritto. Assieme agli affetti ed al lavoro è innegabile che rappresenti, a tutte le latitudini, uno dei <<fondamentali>> della vita umana. Viene talvolta da chiedersi: tempo libero è sinonimo di tempo non occupato dal lavoro, o forse di tempo della libertà? Quasi dappertutto, negli spazi dei centri commerciali, vediamo il cartello con su scritto: <<Domenica siamo aperti>>. Le ragioni economiche sembrano imporsi su tutto; anche il riposo e la festa vengono subordinati alle esigenze del mercato. Così è sempre più facile trovare famiglie in cui il papà riposa la domenica, la mamma il lunedì e i figli il sabato. Lo spazio delle feste di famiglia, per non parlare di quelle di popolo, si riduce a circostanze eccezionali; una volta all’anno, in occasione del Natale o di battesimi e matrimoni (sempre più rari anche questi). Ma c’ è chi ha scritto: <<Che vita è la vostra se non avete la vita in comune? Non esiste vita se non nella comunità>>. Il settimo giorno è chiamato sul calendario domenica – cioè giorno del Signore, dies Domini – parola oggi soppiantata dall’anonimo week-end, traduzione in italiano di “fine settimana”. In tutte le società antiche ma fino ai tempi dei nostri nonni, il tempo della festa era legato alla comunità e al sacro: oggi non è più così. In un certo senso si può dire che la crisi della festa sia una spia della crisi dell’ uomo.
Cordialità
Paolo Pagliani

Ballottaggio del 2 dicembre

Documento1

Ci si deve recare nello stesso seggio dove si è votato domenica scorsa, sempre dalle ore 8 alle ore 20.

Potranno votare:

  • tutti coloro che hanno votato al primo turno di domenica 25 e che quindi si sono registrati (anche on line) entro la data del 25 novembre e sono in possesso del certificato di elettore di centrosinistra. Non dovranno versare alcun contributo (in quanto già versato al momento dell’iscrizione).
  • coloro che, pur non avendo votato al primo turno, si sono comunque registrati entro il 25 novembre e sono muniti di certificato di elettore di centrosinistra;
  • tutti coloro che si sono pre-registrati online e che non hanno completato l’iscrizione non recandosi al seggio domenica 25/11. Potranno votare dopo aver versato il contributo di 2 euro e ritirato il loro certificato di elettore.

NO ALLO SFRENATO CONSUMISMO

Caro direttore, è sempre ora di “sbattere” in prima pagina l’importanza della domenica. In questo tempo in cui la società diventa più fragile, il consumismo dell’usa e getta la fa da padrone e le famiglie non hanno più tempo di riunirsi, è urgente sostare. Fare silenzio dentro l’anima e fuori, è medicina curativa e preventiva nello stesso tempo. E cosa c’è di più utile di un giorno all’inizio della settimana dedicato al silenzio, alla riflessione sul chi siamo e dove stimo andando? Già eravamo super-pressati da mille e mille provocazioni, ci mancavano gli orari dei negozi e dei grandi magazzini. Davvero si vuole annullare l’incontro tra familiari, amici, tra persone che hanno avuto un’amicizia da ritrovare per raccontare e scambiare un piatto di pastasciutta o una pizza insieme? Questa società frammentata diventerà ancor più solitaria, si disgrega se le famiglie non hanno più il tempo per gli affetti, di parlarsi, di confrontarsi. Per “celebrare” le aperture no-stop, un centro commerciale mi offriva buoni sconto da spendere però la domenica. Mai e poi mai: il mio tempo festivo non è in vendita: E se mai lo fosse non varrebbe certo solo 3 o 5 euro!

Cordialità
Paolo Pagliani